La Città dei Cittadini - Tivoli.
Cultura e Opinione Politica nel Web
Indietro
Home
RAI - Servizio pubblico.

RAI servizio pubblico? Eccolo:
Niente Formula Uno in diretta,
niente partite del campionato mondiale di calcio 2018, ma in cambio compensi milionari a presentatori e artisti, senza alcun limite e senza alcun ritegno. Così si risparmia? E' così che il PD e le sinistre governano la cosa pubblica? Il meglio della RAI è il servizio pubblico, non l'indice di ascolto per la pubblicità. E pretendono anche il canone. Possibile che ci siano ancora coloro che cose di questo tipo non le considerino vergognose e meritevoli di sdegno?

La RAI TV di Stato, non bada agli indici di ascolto, ma alla qualità dei programmi.
La TV di Stato non dovrebbe badare molto agli indici di ascolto per soddisfare le esigenze dei pubblicitari, poiché gode di un canone annuo abbastanza consistente da renderla autosufficiente, ma più alla qualità dei programmi. E’ inoltre tenuta a garantire trasparenza, rispetto, comportamento educato e civile nei talk show e soprattutto quel servizio pubblico imparziale per cui è stata creata. I partiti politici che puntano più alle spartizioni, al controllo del telegiornali, al clientelismo e all’occupazione politica della RAI, dimostrano di non essere idonei ad operare in una Repubblica Democratica, perché in netto contrasto con i suoi principi fondamentali.

Rinnovo del CDA e nomina di un Direttore Generale nuovo di zecca. Cambierà qualcosa in RAI?
Augurando un doveroso buon lavoro ai nuovi arrivati, ci si chiede: toglieranno il canone o lo dimezzeranno? Ridurranno costi, spese folli e sprechi? Diminuiranno i loro superstipendi e i compensi milionari agli artisti e presentatori? Ridurranno la pubblicità selvaggia e senza regole, che rende inguardabile i programmi? Inseriranno anche programmi di prosa e di musica classica che non si vedono mai? Impediranno ai telegiornali di propinarci notizie addomesticate politicamente? Oppure sarà sempre la stessa minestra? Talk-Show con donne discinte e scene osé dove si parla di sesso libero e deviato, dibattiti politici dove si urla, ci si offende reciprocamente, si bestemmia e non si riesce a capire neanche quel che dicono, e film e telefilm colmi di scene di delinquenza e di violenza a tutte le ore del giorno e della notte?
Questa sarebbe la RAI servizio pubblico?

Il tetto di € 240 mila per il compenso gli artisti, dalla RAI viene rispettato?
Se sì, va bene. Se no, la legge per loro non conta, è solo uno scherzo? Il CDA ne dovrebbe rispondere in solido. E’ scandaloso elargire compensi milionari ad artisti e presentatori quando la media degli stipendi e pensioni dei lavoratori è al limite o al di sotto della soglia di sopravvivenza. Se si pretende il pagamento del canone, la RAI non può operare alla stessa stregua delle TV private, e non può preoccuparsi degli indici di ascolto ma della qualità dei programmi, come si conviene a una TV che si qualifica come Servizio Pubblico.

Indietro
Home