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Spending Reviw. In italiano: Revisione della spesa.

Perché “Spending Review”?
Per la ripresa economica occorre abbassare il debito pubblico e la pressione fiscale. Per farlo bisogna tagliare tutte le spese pubbliche di cui si può fare a meno, quelle inutili, improduttive e parassitarie, per rilanciare i consumi e far rifiorire le attività produttive che creano posti di lavoro veri e benessere del popolo.

Abolire i senatori a vita.
Il senatore a vita è nominato dal Presidente della Repubblica, non è elettivo ma, con il diritto al voto, influisce impropriamente sul funzionamento del Senato, che invece è eletto dal popolo. Inoltre percepisce un lauto stipendio a spese dello Stato senza svolgere una funzione particolare. E’ una delle prime spese inutili che lo Stato potrebbe e dovrebbe risparmiare.
Per onorare le persone particolarmente meritevoli e che hanno dato lustro al Paese, basterebbe un titolo specifico come Cavaliere, Commendatore e simili. Se proprio non si volesse abolire la figura del Senatore a vita, almeno lo si trasformi il carica onorifica, con diritto a partecipare alle sedute ma senza stipendi e senza diritto di voto.

Togliere i privilegi agli ex Presidenti di Camera e Senato, al termine del mandato.
Trovo del tutto inconcepibile mantenere agli ex presidenti di Camera e Senato privilegi per 10 anni o a vita, quali mini appartamenti con più stanze e personale di segreteria, scorte, auto blu, rimborso di spese telefoniche, viaggi e quant’altro.
Sono spese inutili e parassitarie da risparmiare e per non mantenere caste e cittadini di serie A.

No a compensi plurimi ai parlamentari.
I parlamentari neoeletti che già godono di un alto reddito, di suo o da introiti maturati a carico dello Stato, (vitalizi, pensioni d’oro o altro), dovrebbero svolgere il proprio mandato a titolo gratuito, senza stipendio e senza benefit vari.
Chi fa politica per passione e per il bene comune, non approfitta delle mille occasioni appositamente create dai politici per mungere le casse dello Stato intascando forti somme di denaro pubblico. Lo Stato non dovrebbe permetterlo.

Abolire i vitalizi.
Abolire i vitalizi ai parlamentari, ai consiglieri regionali e a tutti, oltre a consentire un notevole risparmio di spesa parassitaria, rappresenta un fatto di equità e di giustizia nei confronti dei cittadini che per avere la pensione lavorano e versano anni e anni di contributi.
Auspico un nuovo sistema pensionistico che stabilisca regole rigorosamente uguali per tutti indistintamente.

Abolire il CNEL e le Province.
Abolire il CNEL, diventato un ente inutile, e le Province, dal momento che sono state sostituite dalle Città Metropolitane. Ma non c’è bisogno di farlo mediante la riforma della Costituzione, cosa complessa e difficile da adottare, ma con singoli provvedimenti del Parlamento con i quali è facilissimo stanare coloro che vigliono impedirlo.

Ridurre le Segreterie dei sindaci e la nomina di consulenti e collaboratori vari.
La formazione delle Segreterie particolari dei sindaci, con personaggi esterni nominati peraltro in modo clientelare e con stipendi faraonici, e la nomina, anch’essa clientelare, di schiere di consulenti e collaboratori super pagati, invece di utilizzare le numerose alte professionalità del personale in servizio in tutti gli enti, comportano una spesa annua enorme, di diversi miliardi di Euro, che potrebbero e dovrebbero essere risparmiati per poi abbassare debiti e tasse, rilanciare i consumi e favorire la ripresa economica.

Dimezzare i costi esagerati del Parlamento e della Presidenza della Repubblica.
Con metà dell’attuale spesa questi organi istituzionali funzionerebbero meglio. Per dimezzare la spesa basterebbe applicare al personale in servizio, lo stesso contratto e gli stessi stipendi degli statali, ridurre uffici, commissioni, i numerosi privilegi insignificanti ma costosissimi dei parlamentari tipo il barbiere, il massaggiatore, le troppe auto blu, i pasti, il rimborso viaggi, e un elenco infinito di spese piccole e grandi per suppellettili, cancelleria, computer, telefoni, luce elettrica e altre. Anche senza esagerare, molto si potrebbe fare.

Dimezzare il numero dei parlamentari.
Attualmente, il Parlamento si compone di n. 635 deputati (Montecitorio), di n. 315 senatori (Palazzo Madama), di n. 5 senatori a vita nominati dal Presidente e gli ex presidenti della Repubblica ancora in vita, per un totale di circa 960 onorevoli. Una quantità davvero esagerata. Gli Stati europei con un numero di parlamentari notevolmente inferiore funzionano benissimo e spendono di meno, con solo per gli stipendi, ma anche per tutti i costi aggiuntivi, in prevalenza privilegi, legati a ciascun parlamentare.
Dimezzando il numero dei parlamentari si risparmiano diversi milioni di Euro l’anno da utilizzare in modo decisamente migliore.

Abolire le Regioni a statuto speciale e accorpare le Regioni ordinarie in 5 o 6 macroregioni.
Abbiamo 15 Regioni a statuto ordinario e 5 a Statuto speciale, circa 8100 Comuni, 110 Province, (abbiamo anche aggiunto le Città Metropolitane), le Comunità Montane, gli Enti inutili vari, per un totale che si avvicina a 20mila Enti. Un ammasso di sovrapposizioni legislative, burocratiche e amministrative che rende incomprensibile la macchina amministrativa locale, allontana i cittadini e crea enormi difficoltà a imprese e al popolo. E spesa pubblica enorme, privilegi e sprechi inauditi e tasse su tasse.
Io abolirei le regioni a statuto speciale e accorperei le regioni in cinque o sei macroregioni, regolate da leggi quadro uguali per tutte, che non consentano differenze e privilegi su stipendi, pensioni, sulla composizione e sulla elezione degli organi di governo e sui loro compensi. Inoltre stabilirei un tetto massimo alla tassazione e qualcosa d’altro ancora.

Rimuovere l'enorme scempio che si fa del pubblico denaro negli Enti Locali, peraltro in modo dichiaratamente clientelare.
Segreterie particolari del Sindaco che costano milioni e con personaggi nominati e super pagati, consulenti e collaboratori in grande quantità e in continuo incremento, incarichi esterni di tutti i tipi.
Ecco dove finiscono gran parte delle tasse lacrime e sangue che i cittadini sono obbligati a pagare.
Il lupo perde il pelo, non il vizio.
Se questo è il cambiamento dei Sindaci neo eletti, siamo a posto. La rovina è garantita.

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