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Marcello De Santis

Poeta tiburtino. Curriculum nella pagina "Poeti e poesie"

LA NONNINA

Chiuse gli occhi sul libro, poggiò la testa da un lato; fuori scorrevano case campi colline fili della luce…
Il treno mi portava al festivaletteratura, già gustavo gli eventi prenotati.
Il mio interesse adesso era per la nonnina bianca, perduta in un sogno lontano, forse…
Pensai: - se potessi entrare in quel sogno…
Avvenne…
Mi trovai su un palcoscenico di fiori… ella mi sorride … mi abbraccia, e ti aspetto… mi dice… aprì gli occhi e io ero ancora al mio posto… a sognare poesia…
Sul palco, salutò il pubblico e poi, nell’aria, il mio nome ciao Marcello… benvenuto nel tuo sogno…

CAPOLINEA, SIGNORE

Io non so chi sono… salga, signore, è l’ultima corsa… salgo, e lascio fuori la notte senza stelle… lampioni sul lungo corso, gialli di nebbia… io non so chi sono… che città è questa? dove mi porta quest’autobus ? perché sono salito… mi siedo; ecco, adesso chiudo gli occhi e mi concentro… sono solo, come sul marciapiede… ma chi sono… e dove vado… le ruote traballano su qualche falsa strada, e… pensa… come mi chiamo… dunque stamattina stavo in quella camera al primo… no, al secondo piano, quell’appartamento verde chiaro… no, no… era una camera d’albergo… ricordi l’insegna luminosa in alto, in verticale, spenta al primo sole, quando sei sceso… sì bene, ero in un albergo… l’auto va silenzioso, un po’ traballante, ma silenzioso… non fa fermate… chiudo gli occhi… pensa… ricordo che m’ha salutato il portiere, lo sguardo assonnato sotto il berretto da generale… sono dunque una persona importante?… ma non mi ha chiamato un taxi.. e non mi ha fatto portare la macchina… dunque non sono importante, non sono arrivato con una macchina… adesso sto su un autobus urbano… giallo… stride una frenata, ha evitato un motociclista che si è messo in mezzo… poi… come mi detto? buon giorno, signor… il nome, cerca di ricordare il nome… il nome… no, non ce la faccio… forse non l’ha detto, il nome, forse… l’autista sta accostando, siamo sotto una pensilina… non ho documenti, ma ho un biglietto tra le dita… come mai… nelle tasche non ho portafoglie, quindi neppure soldi… ho solo il biglietto… me lo guardo, per leggere la città, la data, l’orario, che so, qualcosa che mi faccia capire… niente, è un biglietto spiegazzato e sbiadito… non si legge nemmemo l’annullamento… l’ho fatto l’annullamento?… ma sì, a quella scatola gialla sul marciapiede si prega obliterare il biglietto prima di salire sul mezzo… il biglietto…
signore, siamo al capolinea…
scendo, e comincio a camminare… non ricordo chi sono… dove sto andando?…

SULL’AUTOBUS

- Scusi, sa…
- Niente, signora…
Occhi dolci… bianchi capelli che, più giovane, dovevano essere biondi…
- Raccolsi la foto, - prego, signora…
-Grazie… con un filo di voce.
Guardava la giovane sorridente della fotografia… la sbirciavo anch’io…
se ne accorse…
- … è mia figlia, sa… è lontana… chissà se la rivedrò… io le voglio bene, sa…

Una confessione, per qualcosa che non voleva dire?…
Vide il mio sguardo… l’autobus frenò… ripartì…
- … se n’è andata… un giorno, così… così…
ristette, pensierosa, indecisa se continuare…
- sa… io le voglio bene… tanto…
Guardò il viale alberato…
- … mi scusi… debbo scendere…
La lasciai passare… scese…

INCONTRI LETTERARI

… Piazza Sordello… la Rotonda… il Sociale…
Salgo sul 3.
Ho di fronte il sorriso di una ragazza.

- Non sei di Mantova?…
- No… di Tivoli…
- ?
- … Roma…
- Per il Festivaletteratura?
- Si…
- Appositamente?…
- Si…
- Devi amare molto la letteratura…
Annuisco…
Mi parla di Mantova, le nebbie…i fiumi… E Roma?…
Le narro qualcosa.

Le dico dei miei sessant’anni.
Non ho tempo di chiederle dei suoi vent’anni,
dei capelli rossi…
Deve scendere… si trova nel sole…
breve saluto…Poco dopo scendo anch’io.

*
Il festival è finito… lei… in bicicletta…
mi riconosce… saluta…

… sorrido… dai portici… agito lentamente la mano…

DISMEMORIA

… non so chi sono… salga, signore, ultima corsa…
salgo, lascio fuori le stelle… lampioni nella nebbia…
dove porta quest’autobus ?
mi siedo; chiudo gli occhi, mi concentro… chi sono… stamattina… in quella camera… al primo… no, al secondo piano, un appartamento… no, un albergo… l’usciere, il berretto da generale… come mi ha salutato?
buon giorno, signor… il nome, cerca di ricordare… niente!
leggi il biglietto… è spiegazzato, sbiadito… non si legge … l’ho annullato?…
ma sì, alla macchinetta… c’era scritto si prega obliterare prima della salita…
il biglietto…
signore, siamo al capolinea…
scendo, cammino nella notte… ma dove vado?…

DISMEMORIA

… non so chi sono…
salga, signore, ultima corsa…
salgo, lascio fuori le stelle…
lampioni nella nebbia…
dove porta quest’autobus? mi siedo;
chiudo gli occhi, mi concentro…
chi sono… stamattina… in quella
camera… al primo…
no, al secondo piano, un appartamento…
no, un’ albergo… l’usciere, il berretto da generale…
come mi ha salutato?
buon giorno, signor… il nome, cerca di ricordare…
niente!

leggi il biglietto… è spiegazzato, sbiadito…
non si legge … l’ho annullato?…
ma sì, alla macchinetta…
c’era scritto si prega obliterare prima della salita…
il biglietto…
signore, siamo al capolinea…
scendo, cammino nella notte…
ma dove vado?…

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