La
cerimonia di premiazione ha avuto luogo in Tivoli, presso il Teatro
Comunale, il giorno 18 Aprile 2009, alle ore 17,00.
Organizzazione
generale del premio, addetto Internet e rapporti con i poeti
- Rag. Pasquale Messali e Dr.
Prof. Federico Torella-dell'Associazione
Città
per l'Uomo - Tivoli
Composizione
della giuria:
Prof. Alberto Monticelli - Presidente
Proff.ssa Simona De Angelis - Componente
Prof. Franco Sciarretta - Componente
La
manifestazione è stata presentata dalla sig.ra Elena
Silvestri e dal sig. Gianni Pasqua e con
la collaborazione dalla sig.na Giselda Torella. Le
poesie sono state lette alcune dagli autori e le altre, con grande
maestria e giusta interpretazione, dalla sig.ra Elena Silvestri
e dal Dott. Emilio Merletti. Sono inoltre intervenuti
per la consegna dei premi: Geom. Igino De Santis,
presidente dell’Associazione Città per l’Uomo;
Dr. Cesare Napoleoni, Presidente dell’Associazione
Amici di Don Ulisse; Prof. Carlo Valentini,
Assessore alle attività culturali, Dott.ssa
Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari, Presidente
dell’Associazione Medici Cattolici di Tivoli, Dr.
Massimo Messale, consigliere comunale; Dott.
Roberto Maria Bernoni; Prof. Sesto Piccioni.
La
manifestazione si è aperta con la lettura della poesia “Dove
stavi Signore”, composta dal concittadino Marcello
De Santis, per rivolgere un pensiero di solidarietà
alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.
Sono pervenute complessivamente n. 348 poesie, delle
quali n. 107 dalla Regione Lazio,
n. 28 dai comuni del circondario tiburtino,
dalle città estere: Montreal, Barcellona,
Svizzera e Ucraina, dalle città
con il maggior numero di partecipanti: Roma, Tivoli,
Ancona, Napoli, Latina,
Bari, Milano, Venezia,
Siena, Firenze, Bologna,
Cagliari, Catanzaro, Foggia,
Genova, e da molte altre città per le quali
c’è stato un solo partecipante.
Premiati:
Sezione: Nazinale
1°
classificato,
Euro 300, Targa e attestato di merito: Giovanni
Caso
(Siano - SA), con la poesia "Dedicata
ai giorni".
Motivazione: Delicata
quanto arguta, ripone e rinvia l’uomo a un’ideale coscienza
sacra di riferimento. Una coscienza in viaggio tra interrogativi e
infinito. Provvida di innocenti vedute in ritorno scruta l’intimo
giardino, perduto? Delicata e arguta considera ogni ipotetico ostacolo
immanente un confine, slancio spirituale, ma nulla è concesso
se non intimamente nel rituale silenzio che eleva. Tutti, nessuno
escluso, facciamo parte dell’univoca Anima orma. Ritornare ad
essere visibili? attuabili? L’ansia cosciente è di una
storia in intima lotta, troppo umana, eccessivamente distratta e illusoria
nella dinamica del tempo. Un tempo coniugato al parziale in cui è
il femminile a soffrirne il peso, “ma non v’è nulla
che passa senza un’orma”. Illusoria? Dopo l’inverno
è certo il moto di un indubitabile cielo d’aprile.
2° classificato,
Euro 200, Targa e attestato di merito: Ada
Bottini (Rapallo),
con la poesia "Onda".
Motivazione: L’acqua
in “Onda”? una semplice metafora, in questo caso laica,
critica in forma equa, equilibrata, equidistante, sottesamene interrogativa.
Metafora di cosa?! dello Spirito fatto struttura, fatto storia, fatto
Chiesa universale, imponente, che si battezza maestosa al cospetto
delle altre in ogni uomo entro cui “ /prende voce/ ruggisce/
si avvolge/ schiaffeggia/” i dissidenti ostacoli in forme di
“bolle innocenti” che “si ergono” nel plauso
di chi vile inneggia al più forte. E’ forse una condanna
la coscienza della forza applicata alla storia? alla storia dello
Spirito che è in ogni uomo e nell’umanità? Ogni
lacrima è vana proprio come ogni bolla d’acqua innocente,
ecclesiastica, che ricadendo nel tempo, non dovrà che purificare,
ribattezzare se stessa e non piangere “lacrime vane”.
3° classificato,
Euro 100, Targa e attestato di merito:
Roberta Spada (Fiumicino),
con la poesia "La mia sigaretta".
Motivazione: La candida
eleganza dell’ambiguo, dell’ambivalenza? non basta se
non in funzione rituale dell’apparire come maschera in cambiamento,
evanescente, incontrollabile alla “lunga fiamma della passione”,
dell’ardore. “Ella” la frenetica amica dei “piacevoli
affanni” è la stessa autrice in lei, l’amica “nella
vita…per la morte”. Un connubio dai travestimenti trasparenti,
intensi, fatali, indispensabili, l’una all’altra come
una delle due a se stessa, sofferente. “Ladra? Egoista? ..Forse
semplicemente donna!”. ”Entrambe, leggere, effimere”.
“Nubi”oltre ogni giudizio, ogni virtù apparente,
ogni reale o regale vizio in divenire, polvere, o meglio, cenere!
Classificati nei
primi 10, (in ordine alfabetico),
con attestato di merito: Domenico
Viglietta (Tivoli), con la poesia:
Emozioni; Antonio
Lonardo (Modica - RG), con la poesia:
Guerra di fiamme; Lina
Lolli (Roma), con la poesia: "Il
poeta"; Francesca
Furlan (Sarmeola - PD), con la poesia: Note
Aldeidate; Manuela
Astori Omacini (Barcellona – Spagna), con la
poesia: Pacifico ristoro;
Marcello De Santis
(Tivoli), con la poesia: Signorina Isolina;
Maria Grazia Frassi
(Robecco d'Oglio - Cremona), con la poesia: Tempi
di sagra; Luca
Comberlato (Caldogno, Vicenza), con la poesia Under
Pressure.
Sezione:
Poeti della Regiona Lazio
1°
classificato,
Euro 100, Targa e attestato di merito: Roberto
Alessandrini (Roma), con la poesia: Diverso.
Motivazione: Quanto
può essere forte il potere di un’affermazione che possiede
intimo un negato interrogativo, disperatamente cercato, terribilmente
amaro? Perché il centro più insondabile dell’immobilità,
così apparente ai sensi delle ragioni è misterioso?
Perché la lotta, povera, coraggiosa di chi ha perso tutto,
ti rende vita condannata alla libertà di un cosciente quanto
incerto soffio vitale? Dove marcisce il seme della diversità?
nella negazione? nel buio? nel profondo morire dell’io? Elevato
confine della coscienza dove sei? è possibile rivelare (nascondere
e manifestare) come ineludibile la propria marginalità per
essere indispensabile? L’autore scopre nella cecità come
mancanza di tutti, la propria normalità, “perché
ognuno è diverso”. Ora, Quanto può essere forte
il potere di un’affermazione che possiede intimo un negato interrogativo
disperatamente cercato terribilmente trovato? Nell’assenza l’essenza
diviene presenza. Con l’autore è possibile chiedersi
e ci chiediamo:- è nell’assenza di Dio che Dio diviene
presenza?- Una sorta di sacra ateità negativa dell’inesistente
che, in quanto tale, cioè negazione, diviene vera, affermativa,
esistente nel buio, “solo nel buio ho scoperto dorata”
…“questa nostra farfalla”.
Sezione:
Poeti dei Comuni del Circondario Tiburtino
1°
classificato, Euro 50, Targa e attestato di merito:
Antonio Petrivelli
(Tivoli), con la poesia: Immagina se
tutti gli uomini.
Motivazione:
Immaginiamo. E se la speranza si attuasse in ogni nostro desiderio
per il bene di tutti? Immaginiamo. E se l’utopia come un non
luogo, realmente esistente nel profondo di ogni coscienza, nella coscienza
di tutti, rinviasse alla realtà e nella realtà ognuno
agisse affinché tutti stessero bene e realmente vivessero nel
paradiso terrestre? Vedremmo tutti cooperare per il bene di tutti
e tutto sarebbe di tutti, senza Stati o confini, divise che dividono,
senza padroni né schiavi o servi, né dominanti su dominati,
poveri alla mercè di ricchi o deboli sottomessi da potenti!
E se il mito come un non tempo, realmente esistesse nel profondo di
ogni coscienza, nella coscienza profonda di tutti e il non tempo rinviasse
ad un tempo reale in cui l’utopia trovasse attuazione! Ouroboros,
il serpente del tempo che nel tempo si morde la coda dando origine
al tempo, il motivo del tempo non esisterebbe e non correremmo più
per questo o quel privilegio, per questa o quella ruberia, per questa
o quella depredazione o guerra o depravazione. Immaginiamo. Se tutte
le donne. Immaginiamo. Se tutti gli uomini. “In attesa degli
altri cominciamo noi due: sarà finalmente la prima luce”.
|
Giovanni
Caso
1° Classificato
Dedicata
ai giorni
Ai giorni in cui
la vita prova a chiedersi
cos'è quell'infinito, cosa muove
lo spirito rasente il muro d'alba
nel giubilo del sole, ai giorni in cui
va ritrovando il corpo il suo cammino
lungo le siepi del ritorno, fino
al gene dei primordi.
Non ci è nulla
concesso, fosse il lembo d'un pensiero,
di cui non diamo conto, fosse breve
il passo che percorre l'orizzonte
in un tumulto d'ore o fosse un grido
nella clessidra in cui più lenti vanno
i grani del mistero.
Ai giorni in cui
il pane avrà il profumo del frumento
d'oro e di vento e al tralcio di settembre
s'accoglierà la luce dentro i grappoli
vogliosi di silenzio, ai giorni in cui
andrà cercando un senso il cuore umano,
mentre la luna scioglie il suo dolore
sull' orlo della sera.
Non ci è
nulla
concesso, fosse un suono di conchiglia,
di cui non diamo conto, non v'è nulla
che passa senza un' orma, un suo bagliore
a disegnare il tempo, fosse l'acqua
che ci deterge il petto o l'aria, il fuoco,
o questa terra che ritrova, ansiosa,
dopo l'inverno, il cielo dell'aprile.
Lina Lolli
Classificata tra le prime dieci
Guerra
di fiamme
Non più
cieli puliti
se deliri di massa
incendiano la vita,
se ansiti di paura
predano i rami strinati
della tua anima
che brucia.
Sorvolerò i figli riarsi
della terra
versando china lacrime
di fiori.
Luca
Comberlato
Classificata
tra le prime dieci
Under
Pressure
Mi fissa l'angoscia
attanagliante
e sperpera ottusa inquilina
le meraviglie dissotterrate, fino a prima.
Sono la tua metamorfosi, strega capricciosa,
sono la vendetta più acerba che ritorna
affamata dopo il giorno della Festa,
sono la condanna temuta e sentenziale
che sopraggiunge abbarbicata all’aurora.
Lascio impronte
come sporco in bottega,
e monta mio malgrado l'orda
di ignorante ipocrisia a folgorare
scogliere di sogni oscurate.
Scalcia l'infame nascituro, l'obbrobrioso Genio dilagante,
ci vuole topi braccati nelle sue trappole
lucenti decapitati,
ci soffia addosso putrefatto il fiato rancido
della malattia umana.
L'uomo ammalato non è uomo.
Gabbie e uccelli,
miti sventrati e devastati e
ricomposti e l'angelo canta, intona il nostro epitaffio,
e l'Amore saluta il nostro inutile imitarlo,
ci saluta altezzoso a noi
strani congegni dalle conflittuali risorse
che ruminiamo istanti a bassa lega e ci imporporiamo
di falsi possessi.
Mostrati infelicità, mostrati sorella rinnegata e puttana,
carne della nostra carne, spirito del nostro spirito,
togliti i falsi paramenti del Giubilo
cosicché mai più la trepidante esitazione possa
allontanare la risolutezza bianca e sfolgorante.
Muta come cani impauriti, prostrati, lecca
le lacrime di questo uomo solo, visionario, beato
Astro luminoso del niente notturno, polveri ben asciutte
e miccia accesa, quattro soldi in tasca
e una manciata di illusioni da spendere
prima che sia tardi, prima che il banchetto finisca,
prima che noi si faccia smettere la musica.
Anatre starnazzano
lungo il fossato, coriandoli
Corrispondenze impazzite annaspano, rami sferragliano
E cozzano armature stridenti, Suvvia mi dispiace piccola
il mio treno non parte dallo stesso binario,
folle vocianti e festanti vi si accalcherebbero,
assassine del puro silenzio.
Disinfettante brucia sulla pelle, brividi di febbre
Residui di depressione.
Antonio
Lonardo
Classificata tra le prime dieci
Il poeta
Si dilata di sé
in un’intricata visione
di sogni sospesi:
il reale si scioglie
in mille rivoli
di un policromo prisma,
illuminato da un sole,
eternamente presente
tra i chiaroscuri della vita.
Manuela
Astori
Classificata
tra le prime dieci
Pacifico
ristoro
o consolazione
la mia parola sulla tua carta,
quando diventa più facile
scrivere
che vivere
fuori
dalle tue pagine
|
Ada
Bottini
2° Classificata
Onda
Imponente, maestosa avanza
s'innalza e inabissa
a giusta distanza
dalle compagne silenziose e incombenti.
Giunta
a riva
prende voce, ruggisce
si avvolge
schiaffeggia lo scoglio
con bolle innocenti
che alte si ergono
nel cielo spumoso
e presto ricadono
in lacrime vane.
Robertra
Spada
Classificata tra le prime dieci
La
mia sigaretta
Lei,
la mia snella Signora in White.
Quando siamo soli, tra le mie mani s'accende,
e a certe feste, in ceri casi,
arsa dalla lunga fiamma della passione si squaglia tra la folla.
Ella
è una calda compagna,
Condivide con me pensieri e parole mute in solitudine,
Quieti silenzi in dolce compagnia,
Dopo un frenetico susseguirsi di respiri piacevolmente affannati.
Attenzione!
Non è soltanto una compagnia nella vita,
Ma soprattutto una compagna per la morte.
Breve
ed intensa quanto fatale e indispensabile,
Ogni respiro in più di lei,
Equivale ad un respiro in meno per me.
Ladra?
Egoista?
Forse! Forse semplicemente donna!
Ma la nostra sorte in questa vita,
Sarà infallibilmente la medesima.
Entrambe,
Essendo leggere ed effimere nubi in transizione
polvere diventeremo.
Domenico
Viglietta
Classificata
tra le prime dieci
Emozioni
Spiagge
deserte;
relitti di barche abbandonate
si asciugano al sole.
Pietre
in circolo,
annerite dal fumo,
a proteggere i fuochi della notte.
Refoli
di vento odorano di sale
e spiccioli di nuvole perlacee
camminano pigramente nel cielo.
Suoni
e canti
echeggiano ancora nell'aria.
Maria
Grazia Frassi
Classificata tra le prime dieci
Tempi
di sagra
Quando
le ombre lunghe
s'acquietano sulle zolle aride,
sulle reste pallide
déi campi dì granoturco,
quando una pioggia copiosa di foglie
ingiallisce i porfidi
del nostro viale
e i raggi dì luce indorano e svariano
le chiome rimaste sui tigli
ancora maestosi,
è il tempo della fiera
dei seggio fini volanti,
dei sorrisi,
dei pianti;
ma il gioco dei numeri manca,
il tiro a segno e "fa mora"
con re conte del nascondino.
L'impronta del tempo
si è sparsa
sui grigi giostrai,
sulle rughe dei loro visi dorati;
fa fiamma di fili dì zucchero
di giallo si è tinta, dì verde, arancione:
i colori del viale.
Un ‘eco dì musica
lontano, lontano:
le canzoni più belle e le danze
con l’emozione di sorrisi
improvvisi o cercati…
Ti par di tornare bambino
col secco odore di pula alle nari,
seguire fa frenesia delle pale
ammucchiare nei sacchi di juta
il grano asciugato.
Ritorna una madonna in corteo
e ancor l’alba dell’ufficiatura
al suono di pesanti rintocchi:
senza capire e imbronciati
seguivamo le donne cl velo.
Francesca
Furlan
Classificata
tra le prime dieci
Note
aldeidate
Corrucciato
anche tu stamattina
cielo?
E' in tumulto la quiete verbosa
mentre sbocciano lacrime sulla coltre erbosa
di una muta carrareccia
fra gelsi e castagni.
Cesellati cinguettii struggono
lo sfrenato incupire dei ricordi.
E' forse Lucifero, la Stella del Mattino,
che oggi domerà il cocchio di Febo?
fra cingolii e scintille di una merlettaia
che tartassa le corde vocali
con l'uncino flessibile dell'inchiostro?
Sei troppo sconvolto
cielo.
avvolto da note aldeidate
oggi
pioverai indifeso. |
|
Roberto
Alessandrini
1° Classificato
Diverso
Diverso
perché senza gambe, né mani,
per poter disegnare
questo mio restìo andare.
Diverso
perché
immobile come un albero,
prigioniero
di
uno sguardo
fisso e spento. Diverso
perché posso volare;
ho il coraggio delle parole,
e so essere povero
ora che ho perso tutto,
ora che sono vita
del mio corpo.
E poi
libero e condannato
senza un amore che mi accompagni
fino all'ultimo respiro.
Diverso
perché anima
farfugliante di sentimento
innamorata
di questa nostra farfalla
che solo nel buio
ho scoperto dorata
Ultimo
tra gli ultimi,
diverso
perché ognuno è diverso,
e nell'assenza
che sfoglia la mia vita,
ricco
di una consapevole essenza
che mi ha fatto
presenza.
|
Antonio
Petrivelli
1° Classificato
Immagina
se tutti gli uomini
Immagina
se tutti gli uomini portassero
una briciola di pane
alla grande mensa della fame del mondo
e
una goccia d'acqua
al grande deserto della sete dei popoli
Immagina
se tutti gli uomini donassero
una briciola d'amore
all'immenso campo di battaglia dell'odio umano
e
una lacrima di luce
nell'oceano opaco dell'umana turpitudine
Immagina
se tutti gli uomini portassero
un semplice saluto
al grande crocevia del dialogo tra i popoli
e
una parola di perdono
al grande banchetto della pace
In
attesa degli altri
cominciamo noi due:
sarà finalmente la prima luce
|