| Premio
Nazionale di Poesia
S. Vincenzo - Tivoli
3° Edizione - Anno 2007
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La
cerimonia di premiazione ha avuto luogo in Tivoli, presso il Teatro
S. Getuglio, il giorno 27 ottobre 2007, alle ore 18,00.
Organizzazione
generale del premio, addetto Internet e rapporti con i poeti
- Rag. Pasquale Messali
------------------------------------------dell'Associazione
S.
Vincenzo in S. Andrea - Tivoli
Composizione
della giuria:
Prof. Maurizio Maurizi - Presidente
Prof. Alberto Monticelli - Componente
Prof. Lattanzi Francesco - Componente
Le
poesie sono state lette dagli autori classificati ai primi 6 posti.
L'Arch. Luigi Armando Gemmo ha curato la regia e
ha presentato la manifestazione.
Premiati:
Sezione unica: Poesie Edite e Inedite.
1°
classificato,
con attestato di merito e trofeo: Cav.
Maria Vittoria Catapano (Roma),
con la poesia "Il Granee risveglio".
2° classificato,
con attestato di merito e trofeo: Prof.
Antonio Giordano (Palermo),
con la poesia "Lettera d'amore".
3° classificato,
con attestato di merito e trofeo: Arch,
Rodolfo Vettorello (Milano),
con la poesia "Muri".
Classificato nei
primi 6, con attestato di merito: Michele
Barba (Villa Adriana - Tivoli),
con la poesia "Il mio niente".
Classificato nei primi 6,
con attestato di merito: Emanuele
Reggiani (Torino), con
la poesia "Tra la nebbia e la terra".
Classificato nei
primi 6, con attestato di merito: Fulvia
Marconi (Ancona), con
la poesia "Il ghiaccio del tempo".
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| Poesie
Premiate |
Cav.
Maria Vittoria Catapano
1° Classificata
Il
grande risveglio
Un istinto ancestrale
mi salvò
fuggii da mano che mi tratteneva
e che calò quel velo sul mio capo,
fu con lo stesso che asciugai il mio pianto
Mi forgiarono
storie di rinunce
di violenze e di sopraffazioni
sacrifici di vite cancellate
da chi rubò bagliori di futuro
Diedi voce all’anima
guerriera
pronta a lottare per le proprie scelte
spezzai realtà con forza di pensiero
per sovvertire ogni sottomissione
In me antichi
canti d’eroine
soffocati da chi trasformò il sogno
di libertà in urla verso un cielo
che non vide morire la sua stella…
Qui nella notte
buia della storia
non m’appartenne quel “sentirmi” donna
Posero gli angeli per me due ali
per il Grande Risveglio a nuova luce…
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Prof.
Antonio Giordano
2° Classificata
Lettera
d'amore
Ti
sto scrivendo adesso, vita mia,
perché questo dolore tu non senti,
perché la mente ormai fugge ed oblia,
ché m'hai troncato l'ali e i sentimenti.
Questo
sonetto non buttarlo via.
E’ tutto amore. Cosa vuoi che inventi,
se mi confonde ormai la fantasia,
veleno che sfigura i miei momenti?
Del
mio domani è già seccato l'orto,
sale di pianto brucia sul mio viso,
senza più la carezza d'un conforto.
Ed
il mio mondo, corpo, pianto e riso ...
tutto sa di putredine ed è morto.
Non ti scriverò più. Mi sono ucciso. |
Arch.
Rodolfo Vettorello
3° Classificata
Muri
Il primo muro
che si fà,
si fà
coi sassi
dei campi dissodati e corre a lato
di sentieri scoscesi
o circonda gli ulivi abbarbicati
su prode inclini.
Muri di pietre a secco,
di campagna
e tratturi nell'erba a seguitare.
Muri per ogni vita,
muri di pietra e d'aria.
Un muro
rosa intonacato
colore d'ansia
come la luce fioca della sera.
Muro di case,
guscio che patisce
e s'imbeve ogni giorno
di lacrime
e sorrisi.
Muro a ponente a cogliere tramonti,
con gli scuri accostati
come palpebre chiuse.
Muro-mistero.
Dietro ogni muro
l'ombra di un segreto
che da sempre ignoro.
Muri a chiudere vite e imprigionarle
ed altri uguali
a custodirle.
Muri della mia vita
che seguono
la strada
come traccie di me
che m'incammino
e lascio un segno appena.
Appena un pò di più
di un'ombra rada.
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Michele
Barba
Classificata tra
i primi 6
Il
mio niente
.Nel
mio niente
c'è la mia ricchezza,
che nel dire sapiente s'umilia,
e più forbita è la parola,
più il mio capo l'altezza a lei non tiene,
e nella mia miseria
continuo a camminare.
Vorrei
omaggiarti di ricchezze ambite,
ma nel mio esser piccolo io mi perdo,
e nel mio poco
vorrei frazionar le parti
per tutti, per esser dono.
Ma
null'altro ho che i miei versi
per alleviarti il cuore,
e forse non vorrei aver nulla di più
per me stesso.
Solo
il mio niente
io posso offrire,
e semmai non basterà
per il ricco ed il sapiente,
con la mia penna,
che come spiga,
di frutti riempie il mio granaio,
sfarinerò quei semi
ai bambini e a poveri
e col mio niente
impasterò quel pane
che mai poco sarà,
per chi nel poco
di ricchezza si sfamerà ... |
Emanuele
Reggiani
Classificata
tra i primi 6
Tra la nebbia
e la terra
Ha
chiamato gli alberi per nome
l'autunno, che nel freddo ingiallire proìetta
l'ombra delle spoglie chiome.
Ma un albero non piange le sue foglie:
le porta a raccolta,
regala il suo tempo
e quel che nel mezzo era vita, dagli occhi
alle mani.
Incide la nebbia coi suoi nerl, non si cura
del lume acceso all'imbrunire,
del corvo il levarsi e tornare,
del corvo il levarsi e tornare.
Indifferente,
la coltre di lontano,
guarda il contadino. Pensa alla semente,
Insegna alla terra, le parla di neve e grano.
La fiamma dalla lanterna colora il mosto:
trema, vacilla; si ferma.
Si riprende il fiato e si aspetta
che arrivi dalle cose che sono,
un cenno o un invito, un parlare amico.
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Fulvia
Marconi
Classificata
tra i primi 6
Il
ghiaccio nel tempo
Foglie
ormai secche disperse nell' autunno,
son miei ricordi e le mie fantasie.
Languidi i sensi, rammentano ancor oggi,
raggi di luna ed un amor lontano.
Sì penetrante l'odor dei gigli in fiore
e le farfalle, bianche ballerine,
complici eran d'un amor nascente,
per tua persona bella ed avvenente.
Quella stagione in cui .... schiavo d'amore,
io ti cingevo la sottile vita
e ti rubavo timidi sorrisi
per riscaldar miei sonni solitari.
Cosa mi resta or di persa giovinezza?
Della tua pelle bianca di "madonna"?
Stretto e avvinghiante è: " ... ghiaccio del tempo"
e non c'è bacio che, sciolga la morsa.
Cupo e appassito, il viso di quell'uomo
che mi si para agli occhi quando io mi specchio,
vieni malinconia non mi lasciare,
ora che ho tutto e nulla ... OR CHE SON VECCHIO. |