| Premio
Nazionale di Poesia
S. Vincenzo - Tivoli
1° Edizione - Anno 2005
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La
cerimonia di premiazione ha avuto luogo in Tivoli, presso la chiesa
di Sant'Andrea, il giorno 21 gennaio 2006, alle ore 18,30.
Erano presenti le autorità comunali e Sua Eccellenza Mons.
Giovanni Paolo Benotto, Vescovo della diocesi di Tivoli.
Organizzazione generale del premio, addetto Internet e rapporti con
i poeti - Rag. Pasquale
Messali
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dell'Associazione
Città
per l'Uomo - Tivoli
Composizione della giuria:
Prof. Vincenzo G. Pacifici - Presidente
Prof. Sandro Borgia - Componente
Prof. Arminio Pietrantonio - Componente
Prof.ssa Maria Antonietta Coccanari de' Fornari - Componente
Prof.ssa Maria Liuisa Angrisani - Componente.
Poesie pervenute:
Sezione Edite = Poesie n. 55, autori n. 31
Sezione Inedite = Poesie n. 185, autori n. 99
Le poesie sono state lette con grande maestria recitativa
e profondo sentimento da:
Marcello De Santis, poeta tiburtino e Rita
Gentili di Vicovaro.
L'Arch. Luigi Armando Gemmo ha curato la regia e
ha presentato egregiamente la manifestazione.
Premiati:
SEZIONE EDITE
1° classificato,
con attestato di merito e medaglia d'oro: Antonio
Petrivelli (Roma), con la poesia "Mater".
Motivazione: Amore filiale espresso in un canto denso di pathos.
2° classificato,
con attestato di merito e medaglia d'argento: Emilia
Fragomeni (Genova), con la poesia "Aggiunta".
Motivazione: Rievocazione vibrante di una infanzia incantata.
3° classificato,
con attestato di merito e medaglia di bronzo: Virginia
Peserini (Vicovaro), con la poesia "Zefiro".
Motivazione: La speranza di un “soffio di purezza” in
un verso pregnante.
Ai vincitori sono state offerte bottiglie d'olio d'oliva di alta qualità
della Azienda Agricola Colle Morgante.
4° classificato, con attestato di merito: Alessandro
Betti (Roma), con la poesia "Sei di più".
5° classificato, con attestato di merito: Annamaria
Pieralisi da Lio (Ancona), con la poesia "Notturno".
6° classificato, con attestato di merito: Maria
Gorizia Rienzi (Battipaglia), con la poesia "Ferite
di luce tra le nuvole".
7° classificato, con attestato di merito: Ilaria
Ludovici (Pozzo D'Adda), dalla raccolta "Concerto
per flautino".
8° classificato, con attestato di merito: Antonio
Sangervasio (Roma), con la poesia "Il turno".
9° classificato, con attestato di merito: Graziano
Ciacchini (Ponsacco), con la poesia "Vibrazioni"
10° classificato, con attestato di merito e menzione
particolare del Comitato per poesia visiva: Luciano Recchiuti
(Teramo), con la poesia "Vita".
SEZIONE
INEDITE
1° classificato,
con attestato di merito e medaglia d'oro: Pierubaldo
Bartolucci (Fossombrone), con la poesia "Aggiunta".
Motivazione: La delicatezza delle immagini è espressa in una
forma lirica di garbata eleganza.
2° classificato,
con attestato di merito e medaglia d'argento: Brunella
Tega (Roma), con la poesia "Dalla
cornice". Motivazione: La composizione, in versi
incisivi e originali, mostra una lodevole padronanza del verso.
3° classificato,
con attestato di merito e medaglia di bronzo: Giuseppe
Vetromile (Madonna dell'Arco), con la poesia "Di
non chiudere la porta". Motivazione. Il verso
intenso rende icasticamente sensazioni e memorie.
Ai vincitori sono state offerte bottiglie d'olio
d'oliva di alta qualità della Azienda Agricola Colle Morgante.
4° classificato, con attestato di merito: Lapo
Brau (Collalto Sabino), con la poesia "Il girasole"
5° classificato, con attestato di merito: Giacomo
Sansoni (L'Aquila), con la poesia "Permutazioni
in un parco d'estate".
6° classificato, con attestato di merito: Alfonso
Severino (Ottaviano), con la poesia "Villa D'Este".
7° classificato, con attestato di merito: Lucio
Torquati (Fermo), con la poesia "Battevi le
ciglia".
8° classificato, con attestato di merito: Luca
Camberlato (Coldogno), con la pesia "Il Golem".
9° classificato, con attestato di merito: Noemi
Anniballi (Guidonia), con la poesia "Se un giorno".
10° classificato, con attestato di merito: Cristina
Gallina (Pademello Paese), con la poesia "Ricordi
d'infanzia".
Una menzione particolare è stata conferita dal Comitato a Giovanni
Gaudenzi, (Villanova di Guidonia), di anni 13, quale partecipante
più giovane di età.
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| Poesie
Edite Premiate |
Antonio Petrivelli
Poesia edita – 1° classificata
Mater
Mater dulcissima,
le tue mani di neve raccolte
in una carezza di preghiera
il tuo sorriso oltre
la morte nella luce
dell’alba domenicale
i tuoi occhi persi all’infinito
del grande silenzio meridiano,
inseguendo pulviscoli di sogni
come in un acquario
e le tue mani levate in un grido di tempesta
al figlio che va inesorabile alla vita,
mater deulcissima
mater
|
Emilia
Fragomeni
Poesia edita – 2° classificata
Nuvole
di panna
Dal silenzio dell’anima
riaffiora l’incanto
del percorso antico...
dipano i pensieri,
gomitolo di vita,
a ricercare sensazioni
barricate nell’animo...
Da reconditi scrigni,
ovattati d’ombra,
lieve brezza
accarezza quei ricordi...
l’eco della vita risuona
e protegge, languido,
un’esistenza dai ritmi lenti,
di un tempo non ancora
impazzito, tra risa di bimbi,
corse sui prati, sguardi
impazienti, occhi persi dietro
l’elastico filo di una vita...
Discrete nuvole di panna
aleggiano sull’umanità
ritrovata, colori mai diluiti
in sbiadite atmosfere, sapori
e profumi forti di terra,
di pioggia, di sole e di notte...
azzurri di cielo, antico
schermo d’infanzia lontana,
avvolgono i sogni, trafiggono
parole, mute, intrecciate,
mentre la vita, fuori,
inutilmente “s’accapiglia”... |
Virginia
Peserini
Poesia edita – 3° classificata
Zefiro
Nel tuo peregrinare
porta il mio voto di pace
alla terra martoriata
da implacabili rancori,
possa il tuo leggero stormire
sovrastare il sibilo sinistro della morte
ed alitare un soffio di purezza
su chi, sfinito,
invoca l’ultima pena,
supremo conforto
per chi giace,
ed affida al vento
una lieve carezza
da mani unite
in una umile preghiera. |
Alessandro Betti
Poesia edita – 4° classificata
Sei di più
Uomo
non puoi essere racchiuso
in gelidi stereotipi
sterili formule
anonime statistiche.
Tu
sei di più
Sei sensazioni,
emozioni,
sentimento.
Sei musica,
colore,
parole.
Sei qualcosa di unico
nell'armonia universale.
Sei Vita.
|
Annamaria
Pieralisi da Lio
Poesia edita – 5° classificata
Notturno
Cielo notturno
pieno di stelle scintillanti,
mi stai ammiccando
con la dolcezza delle ore solitarie,
e intanto ascolto
il battere del cuore
dentro la buia caverna
ove si annida il fulcro della vita.
E' dolce e consolante
dimenticare tutto
e scendere nel fondo di noi stessi
per ritrovare il senso
dell'infinito scorrere
di sensazioni e attese,
ombre cupe e lampi abbaglianti,
un lungo tunnel che non finisce mai.
E mentre sono pensosamente assorta,
c'è in me una presenza amorosa
e senza peso: chi sei? che vuoi?
Mamma, sei tu che torni
a raccontarmi ancora tante storie,
a confortarmi con le mani tese,
a dirmi che sarai mia guida
per i sentieri che all'eterno vanno?
Nel cielo immenso è sorta ormai
la luna che sbiadisce le stelle
e le allontana tremule da me;
nella sua luce fredda e senza veli
torna la mia anima a smarrirsi
in un labirinto di speranze e delusioni. |
Maria
Gorizia Rienzi
Poesia edita – 6° classificata
Ferite di luce fra le nuvole,
lì albergano silenzi
taciturni al mondo,
facondi al mio cuore,
gemiti e sussulti
di una vita in corsa...
Naufraga la fantasia
nella rincorsa a un volo libero,
di là dal terreno,
eterea visione di prati in fiore,
fruscii di fronde e ricami di farfalle...
Carezze angeliche
mi assopiscono
in un sogno
che non ferisce...
|
Ilaria Ludovici
Poesia edita – 7° classificata
Concerto per
flautino
Non
è più il tempo di una volta,
quando il mio cuore
si stringeva di dolcezza
davanti al tuo viso,
ed è triste questo spegnersi lento
che ho nel cuore.
Il tuo viso mi sorrideva ancora,
come prima il mio viso ti sorride
in un muto accordo di oblio,
ignorando il passato.
Ma il mio cuore lo ricorda ancora
ed è triste questo palpito che lo assale ora
davanti a te: ricordo lontano
di quel trasalimento dell'anima: potere arcano che risiedeva nel tuo viso.
Ed eco spenta del mio dolore d'allora
davanti al tuo ignorare
è sola la tristezza muta
che mi ispira il tuo viso.
Tristezza senza senso,
che deve rinnegare se stessa,
e che è solo la memoria
dolce e melanconica del mio cuore
cd ha lo stesso sapore
della tristezza di un addio.
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Antonio
Sangervasio
Poesia edita – 8° classificata
Il
turno
Ora è il mio turno
sono senza benda
sento il mio nome
ho paura
paura per prima.
Si sgretola il mio colle
Sotto il peso della mia
Coscienza
Erro.
Soltanto adesso mi dico
che son cose che succedono.
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Graziano
Ciacchini
Poesia edita – 9° classificata
Vibrazioni
Il vento
che accarezza le colline
inventa suoni
sembra sia il mare
che immerso nel silenzio
degli anni sconosciuti
accolto in questo luogo
di memoria.
Le cose
nella stanza abbandonata
si svegliano in ricordi
d'altre vite
di giovani stagioni
e di ogni sogno
perduto nel risveglio
d'altri giorni.
Eppure sopravvive
al suo passaggio!
La fantasia che allora
sembrò eterna
torna leggera
di nuove vibrazioni.
La linea del mio tempo
si rivela
soltanto un'illusione
figlia d'altri
e rassegnato e fiero
mi riscaldo
nel sole che per molti
è già tramontato.
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| Poesie
Inedite Premiate
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Pierubaldo Bartolucci
Poesia inedita – 1° classificata
Aggiunta
Aggiungo
Rovine di sogni
Ai giorni vani di vento
Contento...
Se l'alba sapesse
Proibire gli incanti!
Appena finiti
Gli auspici:
Future congiure
D'Amore
A seguire le ore
Ormai salve dal sole...
Adesso confesso
L'eccesso
Di chiose fumose
Al mago di turno,
Notturno...
Spergiuro rammento
Il lamento del tempo...
Se anche al nadir
Fossi a contare
Faville celesti
Sul tuo viso fiero,
Distante appare
Severo il maniero,
Il mistero
Di veglie d'estate
Dorate...
Neanche risate stonate
Stormi ridanno di voci,
Di bagni d'oblio...
Rugose carezze di roccia
Aggiungo...
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Brunella
Tega
Poesia inedita – 2° classificata
Dalla
cornice
Dalla cornice d'ebano lucente
filtra un sorriso nella stanza buia.
Scivolo adagio
con le dita lievi a pettinarti l'ombra sulla fronte,
e sfioro gli occhi
che paiono fremere
del mio respiro, addosso alla tua bocca.
Mentre i vetri si tingono d'aurora
m'imporporo d'antica giovinezza...
Dirimpetto si affaccia un vecchio stanco poi,
la mia mano cade lungo il fianco.
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Giuseppe
Vetromile
Poesia inedita – 3° classificata
Di
non chiudere le porte stasera
Di non chiudere le porte stasera tu già mi dici.
Un passato non torna più se non raccolto da memorie d'aghi nel
petto, guardinghi noi a rivivere l'inferno. Così va smargiandosi
quest'altro giorno nel fragore di fuo-co dell'ennesimo tramonto. E noi
pii, abnegando l'identità fatta di luce. Risento ancora la manotonia
del gril-lo e il canto bianco d'una luna indif-ferente. A volte, nel groviglio
del vento, ritorna la voce delle fronde, buie e senza requie.
Ma non ti credo. Amore, ho bisogno di vecchi tepori, la casa chiusa nel
calore d'una storia senza sbocchi, dove ammatassare il filo del discorso
in un unico capitolo, e scrivere tratti di cielo sul taccuino del poeta,
co-gliendo fiori d'aria celeste in immota percezione.
Vedi: già graffia la terra sul mio cuo-re: un presentimento di
notte mi sco-lora il verso alla pagina, e si rimette in cammino il pensiero
gufo, s'agita fino a domattina.
Breve è la mia storia, mia cara vesu-viana, e un lampo è
la parola aggro-vigliata a questa casa: mai più (Mai più)
avrò tempo di capire l'onda e Iddio, se non qui - ora! - prima
che il sonno al miele venga a mitigare il fermento d'ombre nel mio cuore!
Oh, atrocità di nullitudine! Tu dici di lasciare aperto ogni uscio
per il pa-radiso: ma la speranza è solo qui, in questo silenzio
che trapassa ogni certezza, nel vespertino attendere le stelle, una scaturignine
di luce al mio balcone. |
Lapo Brau
Poesia inedita – 4° classificata
Il girasole
Senza l'illusione dell'illusione
il sorriso sognante e lo sguardo viaggiatore?
La forza è solo il seme.
Sbadiglio nella luce spenta da un po'
nelle scarpe al fondo del letto
nel fondo di un caffé vedo lontano
nella scia di parole il senso della vita,
sfiorarla, silenziosa scorre
gira solo ma gira, forte, calma.
L'Illiusione di un tramonto, dell'amore,
a volte è più vera. Forte.
E' più reale immaginare un fiore.
E' più reale immaginare di immaginare.
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Giacomo
Sansoni
Poesia inedita – 5° classificata
Permutazioni
in un parco d'estate.
Il tempo distilla le sue ore; il sole ride della temuta
vertigine degli alberi, mentre gli uccelli cuciono la ferita del cielo
e le nuvole assediano la concava perplessità; la fontana dipana
il filo infinito della speranza nel suo prolisso labirinto di specchi
per bambini che giocano a rimare le ansie canicolari.
Un vecchio si riposa con le nocche dei ricordi tra le mani.
Il fiore s'imbroncia per il domani, ora che le api suggono melodie dai
fiori.
La lucertola celebra le meditazioni del sole, e gli alberi aspergono di
ombre la terra....
Il tempo si riposa con le nocche dei ricordi tra lemani; il sole sugge
melodie dai fiori, mentre gli uccelli assediano la concava perplessità,
e le nuvole asper-gono di ombre la terra; la fontana gio-ca a rimare le
ansie canicolari per i bambini che dipanano il filo infinito della speranza
nel suo prolisso labirinto di specchi.
Un vecchio distilla le sue ore.
Il fiore celebra le maledizioni del sole, ora che le api s'imbronciano
per il do-mani.
La lucertola ride della vertigine degli alberi e gli alberi cuciono la
ferita del cielo...
Il tempo asperge di ombre la terra; il sole dipana il filo infinito della
speranza nel suo prolisso labirinto di spechi mentre gli uccelli ridono
della vertigine degli alberi e le nuvole celebrano la maledizione del
sole, la fontana distilla le sue ore per i bambini che suggono melodie
dai fiori.
Un vecchio assedia la concava perplessità.
Il fiore cuce la ferita del cielo ora che le api giocano a rimare le ansie
circo-lari.
La lucertola s'imbroncia per il domani. |
Alfonso
Severino
Poesia inedita – 6° classificata
Villa
D'Este
D'armoniche gittate, da scrosci e da scultoree cascate
le acque a sbalze e torrentelli veloci inondano la vista e i sensi.
L'acqua trabocca incessante, come vita sovrapposta a vita, particelle
co-me umana moltitudine sonora e gra-ziosa rapiscono lo sguardo immerso.
Nei giardini declivi le cento fontanel-le pavoneggiano, a tratti zampillano
in giuochi d'acqua.
Nei riverberi di luce pomeridiana brillano oasi di prato e piante sme-raldine
in verde trama.
Estenuate, sparute rose ed altri deli-cati fiori.
E' settembre tiepido e fresco nei giardini di Villa D'Este.
Su, dall'alta dimora la piana è domi-nio del sole riemerso dai
secolari ombrosi, ora splende alle cime dei colli fiero d'ogni beltà,
maestoso.
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Lucio Torquati
Poesia inedita – 7° classificata
Battevi le
ciglia
Battevi le ciglia lentamente
come i miei respiri
quando le nostre dita
parlavano tra loro.
Dondolava il mare
come sospinto
dai nostri sguardi
adagiati sull'acqua.
La scia del sole
scompariva ormai
in un luccichio
tremolante di vento.
Scendevamo piano
nel mondo passato
e ne uscivamo
con le mani grondanti
di gioia.
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Luca
Camberlato
Poesia inedita – 8° classificata
Il
Golem
Sospetto che di una sola
Morte saprei
Affilare la falce e specchiarvici la mia faccia Di apprendista ribelle,
d'impu-dico impiccione La morte del distacco La morte per distacco, se
avviluppati all'oro già i primi petali marciscono, se ribolle lo
stagno e fioriscono le senten-ze, se madri di quel Golem che ci con-danna
divisi, tiranniche le nubi s'adden-sano al soffitto pure affumicato tetro
da stufe del secolo prima.
Spegneresti con me Un pomeriggio
in-tero, Silenzio e membraAbbracciate, Accartocciate, dipinte d'oscurità,
fosca tintarella nude esposte a serrande ab-bassate, quasi le palpebre
chiuse al mondo e ai suoi raffreddori, occhi solo per noi due lì,
quasi quasi afferri il ran-tolo del dio Pan, non sarà una meloidia
di flauto e violini ma sembra di stare bene e comprendere cosa possa signi-ficare
l'essere felici, l'avere un buon demone - dicevo, vorrei annegare nel-l'Assoluto
così ingannevolmente fusi in un unico Sollievo dopo la tormenta
di passioni, emozioni, palpitazioni sogne-resti con me lo svelamento definitivo,
la Verità annullatrice, il Mistero racconta-to come una fiaba la
sera sotto le co-perte, e fuori piove, e il vento fischia solo per chi
ha paura, e magari un nuo-vo Golem ci racconta e ci spinge verso la Macchina
- io non lo voglio più in-contrare, so da me rosicchiare l'ogget-to
del mio desiderare, e tra gli arcoba-leni sputati, tu sola sei il mio
verde del-le foreste di pianto, il mio rosso del sangue amore, il mio
blu delle notti strane d'inverno, il mio giallo dei pen-sieri tristi al
tramonto, il mio iride spif-ferato sul lungomare...
Nessun Golem, Solo la luna ammuto-lita. |
Noemi
Anniballi
Poesia inedita – 9° classificata
Se
un giorno
Se un giorno vorrai,
Ti racconterò di te,
ti dirò tutto ciò
che c'è da sapere.
Se un giorno saprai aspettare
Ti indicherò la via,
ti dirò quanta strada è davanti a te.
Se un giorno ti sentirai
stanco
Sarò pronta a starti vicino,
a far riposare i tuoi pensieri.
Se un giorno ti sentirai
felice,
Sarò lì vicino a te,
per ridere di noi.
Se un giorno t'accorgerai
d'aver sbagliato
Sarò lì a consolarti,
pronta a ricominciare.
Se un giorno il tuo lavoro
ti portasse lontano da me,
Ti renderò tranquillo,
perché dove sei tu sarei io.
Se un giorno la notte
fosse più lunga del giorno,
terrò alta la mia lucerna.
Se un giorno ci accorgessimo
d'esser invecchiati assieme,
allora di dirò: "riposiamoci un po',
c'è ancora la luce davanti a noi."
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Luciano Recchiuti
Poesia edita – 10° classificata e premio per
poesia visiva
Vita
Cantare l’arabo dissonare
lontano di note stridenti,
rimestare col pestello
frantumati semi di sane tisane,
accaparrare sesso
con aureo scintillio
notturno d’euro come premio,
partecipare a kermesse e lotterie
indette dalla vita con vincite fiabesche,
sperimentare l’ardito
e algido volo
d’ali luccicanti di biplano,
cogliere con mestizia lacrime
asciugate su gote rosse dal gioco,
balenare insano
di pensieri oltre
il lecito a bramare sorte diversa,
spegnere insulso cellulare
vibrante
nel taschino di giacca altrui,
accapigliarsi per comoda seduta
di terga stanche e malandrine,
scosciare arti per guadagnare
amore ritroso con blande promesse,
calcolare millimetrico d’incedere
e cadere di stunt-men sul set della vita,
conquistare onori e crediti
all’ombra del merito e più in là,
sognare a occhi schiusi
diverso presente e futuro meno incerto,
scansare decisi morte con mano
paffuta e gioia di curioso bimbo
felice.
Siamo spiacenti di non essere riusciti a riprodurre la poesia
così come è stata presentata in originale, con una varietà
di colori, di caratteri e di disposizione dei versi. Ce ne scusiamo.
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Cristina
Gallina
Poesia inedita – 10° classificata
Rocordi
d'infanzia
Sfugge il volto la ruga
sottile
che segna il mio sorriso, ancora,
così, presa nel tempo infantile
fu la gioia serena d'allora.
Cadon foglie dall'albero
eterno
di quest'anima paga di sole,
si dipenge di neve l'inverno
tra i capelli e fin dentro le aiuole.
Deve l'ebbrezza dei giorni
di ieri
si nasconde nel mondo dei sogni,
le speranze divengon sentieri
per raggiungere antichi bisogni.
Quasi attesa dalla amata
culla,
della coltre di calde carezze,
sospeso tra le braccia del nulla,
come aggrappato a vaghe certezze,
mi rammento del viso trascorso,
del velluto della tua pelle,
dello sguardo amoroso di madre
ch'ora è luce tra tutte le stelle.
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