Airone Tivoli - Circolo Politico Culturale nel Web
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Continuano a proliferare nuove province inutili.

12/06/2007 - Ho letto su alcuni giornali che in Parlamento giacciono ancora 43 proposte di legge per l’istituzione di 24 nuove province, distribuite in quasi tutte le regioni d’Italia, oltre quelle create ultimamente ma ancora in attesa di decollare, quali Fermo, Monza e Barletta-Andria-Trani. E ciò avviene in un momento in cui, a buon vedere, imperversa la polemica sui costi esagerati della politica.
Recentemente la Televisione di Stato, con una trasmissione inchiesta-denuncia, ha fatto conoscere al grande pubblico l’esistenza del grave fenomeno della proliferazione delle province inutili, che appesantiscono in modo sconsiderato il costo della politica, riducendo le disponibilità finanziarie occorrenti per i bisogni primari della collettività. Poi ci domandiamo per quale motivo cresce la sfiducia esasperata dei cittadini per la politica.
Possibile che non si possa fare nulla per impedire questo scempio? Che non si possano stabilire degli standard minimi sulle dimensioni ottimali delle province ed eliminare subito quelle che non vi rientrano, che non si possa prevedere un taglio del numero dei consiglieri e degli assessori nei comuni, province e regioni, per ridurre nei fatti e non con le chiacchiere, i costi della politica?
Commento: A Tivoli, inizialmente, lo Statuto comunale prevedeva 6 assessori. Ma per soddisfare le esigenze della politica (non certo quelle dei cittadini), sono stati nominati 4 assessori in più, con deleghe minimali che, secondo me, non servivano affatto. Voglio proprio vedere quale lista elettorale, alle prossime elezioni comunali, dichiarerà di voler riportare il numero degli assessori al 6 iniziale, e se i tiburtini saranno ancora disposti a votare a favore di chi mostra di non avere la minima intenzione di ridurre drasticamente gli sprechi del pubblico denaro, provocati dai politici.
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Sprechi e sfiducia nei politici e negli Enti Locali

6/06/2007 - Da una indagine svolta da Swg, per conto dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia), si rileva che una larga maggioranza dei cittadini intervistati sono orientati per l’eliminazione della auto blu, per la riduzione delle indennità per politici e amministratori e del numero degli assessori e consiglieri, e niente incarichi multipli nelle amministrazioni pubbliche. All’apice degli sprechi si collocano i parlamentari e il governo. Cresce inoltre il numero dei cittadini che non hanno fiducia e non si sentono tutelati dai Comuni, Province e Regioni, considerandole i luoghi in cui si annidano gli sprechi e i costi non più sopportabili della politica. In merito alle consulenze, gli intervistati le considerano uno spreco inutile.
Commento: Mi chiedo perché non se ne tenga conto? Come mai i cittadini continuano a tollerare questo stato di cose e non ritengono invece di dover pretendere dai politici una salutare inversione di rotta?

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Italia e Portogallo sono i paesi europei con il rapporto Debito Pubblico-Pil più alto.

24/04/2007 - La Banca centrale europea, nel suo report annuale 2006, rileva che l’Italia e il Portogallo sono i paesi europei con il rapporto Debito Pubblico-Pil più elevato, e invita a provvedere al risanamento dei conti pubblici utilizzando l’aumento del gettito fiscale e adottando una riforma strutturale della spesa per ridurla sensibilmente.
Nel documento viene ribadito che i singoli governi devono procedere con celerità a un consistente taglio della spesa pubblica piuttosto che aumentare il prelievo fiscale, al fine di liberare risorse per creare un’economia più dinamica in grado di fronteggiare la competizione globale.
Commento: Noi, in Italia, facciamo la cosa diametralmente opposta: non riduciamo la spesa pubblica, con particolare riferimento a quella improduttiva, e cerchiamo ogni mezzo possibile e immaginabile per incrementare il prelievo fiscale. Il Governo si vanta di aver risanato il debito pubblico, tartassando i cittadini di imposte, tasse e gabelle varie, quando invece i bilanci pubblici, a tutti i livelli, dai comuni alle regioni, dalle unità sanitarie alle università ecc. continuano a registrare incremento di debito quasi fuori controllo. Mi aspetto una catastrofe economico-finanziaria entro breve termine.

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Regioni con debiti fino al 2027 e buste paga da 50mila e 200mile Euro e più.

23/10/06 - Ho letto su un quotidiano nazionale che in alcune Regioni i debiti ammontano a cifre stratosferiche, sfondando record del mezzo milione di Euro e più. Ciò nonostante, si continua a spendere come se i bilanci fossero in pareggio, così come prescriverebbe la legge, che i Pubblici Amministratori non temono affatto e continuano ad amministrare sempre più allegramente. E questo accade anche nei periodi più duri, di manovre finanziarie con pesanti inasprimenti fiscali e promesse non mantenute di tagli a sprechi e sperperi esagerati. Nelle liste degli uomini d’oro ci sono burocrati di ogni genere e grado, super stipendiati che arrivano a intascare fino a 1.500 Euro al giorno. Eserciti di dirigenti in eccesso presiedono dipartimenti e uffici assimilati, sedi di rappresentanza, aree di servizi, unità operative, uffici di gabinetto, Beni Culturali, Agricoltura, Istituti Olio e Oliva, Vino e Vite, salvaguardia delle Acque ecc., con una inventiva che non ha limiti, e percepiscono stipendi a piene mani che costituiscono un vero saccheggio delle casse regionali. In alcuni casi si è arrivati perfino alla riassunzione a tempo determinato di alti burocrati già collocati in pensione, titolari di pensioni di tutto rispetto, richiamati dall’amico politico di turno come capi di gabinetto. Tutti sanno e nessuno ritiene di dover intervenire. Gli inasprimenti fiscali e il costante incremento delle entrate non risolvono il problema, ma lo accrescono e lo faranno diventare un fenomeno devastante, difficile da contrastare.
Commento: Siamo sempre disposti a tollerare tutto questo?

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Parlamento e istituzioni. Cresce la spesa senza controllo.

25/10/06 - Leggo sui giornali di questi giorni che, dal 2001 a oggi, la spesa per il funzionamento degli organi costituzionali è cresciuta del 37% (343 milioni di Euro - 665 milioni di lire) e forse più, mentre il costo della vita, secondo l’Istat, si è incrementato del 13% circa.
Tanto per fare degli esempi, pare ci sia stato un forte incremento di spesa anche per il vestiario da lavoro del personale, per gli arredi e per le auto blu, di oltre il 36%. A Palazzo Madama, le divise dei commessi, costano oltre 1.815 Euro l’anno in più, con un incremento del 103%.
Mentre si chiede al Paese di fare ulteriori sacrifici, la politica continua a scialacquare come e peggio di prima.
E’ mai possibile che non si possa risparmiare nulla sugli incrementi di costo del 42% per la macchina del Quirinale, del 39% per quella del Senato, del 15% per quella della Camera e del 29% per quelle della Corte Costituzionale e del Csm?
Ogni governo, al momento di prendere in mano le redini del Paese, promette di rendere gli organismi pubblici più snelli e meno costosi, e la pesante Legge Finanziaria del presente governo prevede tagli ovunque, meno che per la spesa della politica e per gli organi istituzionali sempre più spendaccioni. Crescono i rimborsi spese di oltre il 10,3%, i servizi del personale non dipendente del 38%, i servizi di guardaroba del 43%, le spese di missione dei dipendenti del 57,5%, il noleggio degli automezzi da 28 a 140 milioni di euro, pari al 357% in più, si raddoppiano gli acquisti per autoveicoli, i compensi per prestazioni di carattere professionale, passati da un milione e 290 mila euro a quasi tre milioni, si spendono 35 mila euro per tessere di riconoscimento, quasi 25 mila in più, si incrementano le spese per arredi e tappezzeria dal 33 al 90%, esplode la spesa per la rilegatura di libri e periodici, si incrementa il personale oltre le reali necessità gonfiando sempre più gli organici, (i dipendenti della Camera percepiscono 112 mila Euro di stipendio medio, e sono passati da 1.757 a 1.897, per un costo di oltre 210 milioni di euro, e al Senato hanno raggiunto il record di 1.096, di cui 358 commessi, ora denominati “Assistenti parlamentari” con uno stipendio medio di 115.000 euro.)
Commento: Potrà mai esserci un rimedio ai tanti disastri economici che la politica moderna sta producendo?

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In pensione dopo soli 25 anni di servizio.
Privilegi pensionisitici illegittimi e discriminati verso tutti gli altri lavoratori e pensionati e aggravio di costi, di cui nessuno è responsabile, di cui nessuno risponde.

Leggo da La Stampa del 2/11/2006 che la Corte dei conti siciliana ha accolto il ricorso di n. 102 dipendenti della Regione Sicilia che reclamano il diritto di andare in pensione con venticinque anni di anzianità di servizio anziché trentacinque, come previsto per tutti gli altri lavoratori d’Italia. Questo provvedimento potrebbe interessare diversi altri dipendenti pubblici della regione, con conseguenze economiche pesantissime per le casse regionali e per il sistema pensionistico nazionale.
Commento: Sindaci e Presidenti di regione continuano a lamentarsi per i forti debiti di bilancio, in costante incremento annuo, di cui non si sentono responsabili, invocano nuovi e più consistenti trasferimenti di fondi statali e chiedono autonomia impositiva. Ma non rispondono dei gravissimi danni economici che producono. Bel modo di governare la cosa pubblica!

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Vertice di governo presso la Reggia di Caserta.

10/01/2007 - I membri dell’attuale governo, per fare il punto della situazione, hanno pensato bene di riunirsi due giorni consecutivi al gran completo, presso la Reggia di Caserta, con apposito allestimento per lo straordinario evento.
Quanto è costato l’allestimento sfarzoso delle sale, delle 57 camere di pernottamento, dei pasti, del personale di servizio, degli uomini di partito e portaborse varie, e una infinità di altre cose piccole e grandi.
Mi domando se questa riunione non poteva svolgersi nelle apposite stanze dei palazzi istituzionali dello Stato, già attrezzate e disponibili, senza sperperi di pubblico denaro?
Poi si continua a sostenere che l’incremento del debito pubblico e il continuo aumento della pressione fiscale avviene sempre per colpa degli altri.

Commento = Risparmiando questa spesa, forse, avremmo potuto evitare di far pagare ai cittadini, dall'1/01/2007, 10,00 euro in più sui di ticket ospedalieri, già esagerati e vessatori di suo. Questo spreco di pubblico denaro e questo nuovo balzello dimostrano quanta virtuosità e coerenza esiste nell'attuale governo di Centro-Sinistra.

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A ottobre 2006, il debito pubblico statale ha raggiunto
il nuovo record di 1.605,00 miliardi di Euro.

11/01/2007 - Leggo sul supplemento di Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia, che il nostro debito pubblico continua ad aumentare in modo vertiginoso e che, nel mese di ottobre 2006, ha raggiunto il massimo storico di 1.605,00 miliardi di Euro.
Commento = Non credo che la cura giusta sia quella di continuare ad aumentare il prelievo fiscale, perché innesca altri meccanismi negativi che aggravano ancor di più la situazione già catastrofica. E’ evidente che occorre ben altro. Ritengo sia assolutamente necessario che lo Stato, e tutti gli altri “Enti Pubblici” rispettino scrupolosamente l’obbligo di non aumentare l’esposizione debitoria, ma di ridurla drasticamente anno per anno, abbattendo alchimie contabili, sprechi, sperperi e spese inutili, a cominciare da quelle politiche, che sono in costante incremento, istituendo una attività sanzionatoria efficace e inflessibile, senza continuare a far finta di non vedere e a mettere coperte e senza fare sconti a nessuno. Altrimenti non se ne uscirà di sicuro.

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