Parlamento
e istituzioni. Cresce la spesa senza controllo.
25/10/06
- Leggo sui giornali di questi giorni che, dal 2001 a oggi, la spesa
per il funzionamento degli organi costituzionali è cresciuta
del 37% (343 milioni di Euro - 665 milioni di lire) e forse più,
mentre il costo della vita, secondo l’Istat, si è incrementato
del 13% circa.
Tanto per fare degli esempi, pare ci sia stato un forte incremento di
spesa anche per il vestiario da lavoro del personale, per gli arredi
e per le auto blu, di oltre il 36%. A Palazzo Madama, le divise dei
commessi, costano oltre 1.815 Euro l’anno in più, con un
incremento del 103%.
Mentre si chiede al Paese di fare ulteriori sacrifici, la politica continua
a scialacquare come e peggio di prima.
E’ mai possibile che non si possa risparmiare nulla sugli incrementi
di costo del 42% per la macchina del Quirinale, del 39% per quella del
Senato, del 15% per quella della Camera e del 29% per quelle della Corte
Costituzionale e del Csm?
Ogni governo, al momento di prendere in mano le redini del Paese, promette
di rendere gli organismi pubblici più snelli e meno costosi,
e la pesante Legge Finanziaria del presente governo prevede tagli ovunque,
meno che per la spesa della politica e per gli organi istituzionali
sempre più spendaccioni. Crescono i rimborsi spese di oltre il
10,3%, i servizi del personale non dipendente del 38%, i servizi di
guardaroba del 43%, le spese di missione dei dipendenti del 57,5%, il
noleggio degli automezzi da 28 a 140 milioni di euro, pari al 357% in
più, si raddoppiano gli acquisti per autoveicoli, i compensi
per prestazioni di carattere professionale, passati da un milione e
290 mila euro a quasi tre milioni, si spendono 35 mila euro per tessere
di riconoscimento, quasi 25 mila in più, si incrementano le spese
per arredi e tappezzeria dal 33 al 90%, esplode la spesa per la rilegatura
di libri e periodici, si incrementa il personale oltre le reali necessità
gonfiando sempre più gli organici, (i dipendenti della Camera
percepiscono 112 mila Euro di stipendio medio, e sono passati da 1.757
a 1.897, per un costo di oltre 210 milioni di euro, e al Senato hanno
raggiunto il record di 1.096, di cui 358 commessi, ora denominati “Assistenti
parlamentari” con uno stipendio medio di 115.000 euro.)
Commento:
Potrà mai esserci un rimedio ai tanti disastri
economici che la politica moderna sta producendo?