Airone Tivoli - Circolo Artistico Culturale nel Web
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Monsignor Bagnasco nominato capo della Cei.

7 marzo 2007 - L'arcivescovo di Genova Monsignor Angelo Bagnasco, di 64 anni, è stato nominato, da Papa Benedetto XVI, alla presidenza della Cei, in sostituzione del Cardinale Ruini, dimissionario per limiti di età, che ha ricoperto il prestigioso incarico dal 7 marzo 1991.
"Quando il Papa chiama, si risponde", ha esordito, "Esprimo a lui, vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale, i sentimenti più profondi della mia gratitudine per l'atto di grande fiducia nell'affidarmi personalmente un compito così alto e impegnativo al servizio dei confratelli nell'Episcopato. Alla chiamata del Santo Padre ho prontamente aderito, rassicurato dalle sue autorevoli indicazioni, confidando nella grazia del signore e certo della benevola collaborazione di tutti".
”Esprimo un pensiero riconoscente al cardinal Ruini, che - con fede esemplare e pastorale afflato, in assoluta fedeltà al Magistero dei Papi, per 16 anni ha guidato la Cei, una struttura di comunione e di servizio per la fraternità episcopale, per il discernimento delle sfide contemporanee e dei grandi orientamenti pastorali, declinati dai Pastori nelle concrete realtà diocesane. Nella sua missione - il Magistero del Santo Padre - è - luce chiara e sicura".
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Ancora no del Papa all’aborto e all’eutanasia.

All’Angelus del 4/2/2007, nel giorno in cui la Chiesa italiana celebra “La giornata per la vita”, il Papa Benedetto XVI è intervenuto per l’ennesima volta a tutela della vita, dal concepimento al suo termine naturale, schierandosi con decisione contro l’aborto, l’eutanasia e l’inganno di legittimare tali pratiche con un velo di umanità, “perché la vita non venga negata neppure al più piccolo indifeso, né tantomeno quando presenta gravi disabilità.
Il Papa quindi sollecita iniziative pastorali a favore della famiglia fondata sul matrimonio, per venire incontro ai reali bisogni dei coniugi, degli anziani e delle nuove generazioni. “Sappiamo bene - ha detto ancora - come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l’ambiente naturale per la nascita e l’educazione dei figli, e quindi per assicurare l’avvenire dell’umanità”, e “sappiamo pure - ha aggiunto - come essa sia segnata da una profonda crisi e debba oggi affrontare molteplici sfide. Occorre pertanto difenderla, aiutarla, tutelarla e valorizzarla nella sua unicità irripetibile. Ma se questo impegno compete in primo luogo agli sposi, è anche prioritario dovere della Chiesa e di ogni pubblica istituzione sostenere la famiglia attraverso iniziative pastorali e politiche che tengano conto dei reali bisogni dei coniugi, degli anziani e delle nuove generazioni”.
Papa Ratzinger ha concluso invitando alla preghiera per “uno sforzo costante a favore della vita e dell'istituto familiare”.

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Visita storica del Presidente della Repubblica al Papa.
Cattolici in politica con pieni diritti. In Europa è viva la lezione del cristianesimo.
Tutelare la vita dal concepimento alla morte.

20/11/06 - E’ la prima volta che un alto esponente politico ex comunista fa visita, da Presidente, al Papa in Vaticano. Nell’incontro storico con il Presidente della Repubblica “Giorgio Napolitano”, il Papa ha richiamato l’auspicio formulato dal Capo dello Stato nel discorso di inizio del suo mandato, che la “collaborazione” tra Stato e Chiesa “possa continuare a svilupparsi concretamente”, e ha detto che ai cattolici, in politica, vanno riconosciuti pieni diritti e "la libertà, che la Chiesa e i cristiani rivendicano, non pregiudica gli interessi dello Stato o di altri gruppi sociali e non mira a una supremazia autoritaria su di essi". Fra le proprietà del nostro tempo c'è inoltre la tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio e prima responsabile dell'educazione. I fedeli cristiani impegnati in politica "non agiscono per un loro interesse peculiare o in nome di principi percepibili unicamente da chi professa un determinato credo religioso, ma lo fanno, invece, nel contesto e secondo le regole della convivenza democratica, per il bene di tutta la società e in nome di valori che ogni persona di retto sentire può condividere.
Il Capo dello Stato ha elogiato l'attenzione dimostrata dal Papa verso la pace: "Ci toccano e ci confortano i suoi messaggi sulla pace, ci colpisce la forza della sua denuncia del flagello della fame e i suoi appelli "risoluti e limpidi" affinché cessi la violenza che ancora dilania la vicina e cara terra del Medioriente". “Molto può fare l'Europa unita, parlando con una voce sola e riconoscendosi in grandi valori condivisi, che riflettono il ruolo storico e la sempre viva lezione ideale del Cristianesimo". “Il nostro principale assillo è rinsaldare l'unità della Nazione e la coesione della società italiana: per tale compito sappiamo di poter contare, Santità, sulla sua speciale sensibilità e sollecitudine. Mai dovrebbe la politica spogliarsi della sua componente ideale e spirituale, della parte etica e umanamente rispettabile della sua natura”. “Ci sono, certo, scelte che appartengono alla sfera di decisioni dello Stato, alla responsabilità e all'autonomia della politica, ma avvertiamo come esigenza pressante ed essenziale il richiamo al fondamento etico della politica".

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Il papa invoca il rilascio di tutti i rapiti nel mondo.

29/10/2006 - Al termine dell’Angelus, in piazza S. Pietro, Benedetto XVI ha espresso “ferma condanna” al crimine dei sequestri di persona e, rispondendo all’appello dall'Arcivescovo dalla comunità di Sassari, ha invocato la liberazione di Giovanni Battista Pinna, l’allevatore di Bonorva rapito il 19 settembre scorso, e di tutte le vittime dei sequestri, con particolare riferimento anche al fotoreporter italiano Gabriele Torsello, non citato espressamente, restituendole presto ai loro cari. Inoltre ha assicuro il suo ricordo nelle preghiere per i rapiti e per i loro familiari e amici.
Commento: Chi altri si sta battendo con efficacia, per contrastare questo gravissimo fenomeno criminoso?
Cosa si potrebbe fare di concreto?

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Papa Benedetto XVI augura ai musulmani pace e serenità

All’Angelus di Domenica 22.10.2006, il Papa Benedetto XVI si è rivolto ai politici iracheni e internazionali, invitandoli a un maggiore impegno per far cessare il continuo stato di insicurezza in Iraq e le violenze efferate cui sono esposti moltissimi innocenti sunniti, sciiti o cristiani. Ha poi inviato un cordiale saluto ai musulmani di tutto il mondo impegnati nella conclusione del mese di digiuno previsto dalla celebrazione del Ramadam e infine ha invocato i responsabili religiosi e i leader politici locali a sostenere il popolo sulla strada della ricostruzione e ad aprire anche la nazione irachena a culture e religioni diverse.

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Benedetto XVI al Convegno Ecclesiale di Verona:
No della comunità cattolica alle forme deboli o deviate dell’amore e al riconoscimento di unioni diverse dal matrimonio. Tutela della famiglia e dalla vita in ogni sua forma.

19/10/06 - A Verona, per il Convegno Ecclesiale Nazionale, il Papa Benedetto XVI ha detto che la Chiesa non è e non intende essere un agente politico. Ma, nello stesso tempo, ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia. La Chiesa - ha spiegato - contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato. A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato. Per la Chiesa c’è quindi uno spazio assai ampio, per radicare queste energie nelle coscienze, alimentarle e irrobustirle. Lascia ai fedeli laici il compito e la responsabilità di essere cittadini, di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società. Si tratta di un compito della più grande importanza, al quale i cristiani laici italiani sono chiamati a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede, dal magistero della Chiesa e dalla carità di Cristo.
Laicismo da contrastare – La chiesa ha il compito fondamentale di contrastare l'ondata di laicismo e di relativismo che investe la cultura odierna. L'Italia odierna è bisognosa e al contempo favorevole a quella cultura predominante in Occidente che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente a generare un nuovo costume di vita. La nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, erige la libertà individuale a valore fondamentale al quale tutti dovrebbero sottostare. Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale Dio non compare più direttamente e sembra divenuto superfluo ed estraneo.
Dialogo con altre culture – Il relativismo e l’utilitarismo rappresentano un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo, ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell'umanità e non consentono di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa è fortemente presente, oltre a non poter rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita».
Pregiudizi sulla scuola cattolica – Tra le molteplici forme dell’impegno sull’educazione della persona, non può essere sottovalutata la scuola cattolica, per la quale sussistono ancora, in qualche misura, antichi pregiudizi, che generano ritardi dannosi, ormai non più giustificabili, nel riconoscerne la funzione e nel permetterne in concreto l'attività.
No ai pacs e a quelle che vengono definite forme deboli e deviate d’amore, alle contraffazioni della libertà e alla riduzione della ragione soltanto a ciò che è calcolabile e manipolabile. Il Papa ha detto che questi "no" sono piuttosto dei "sì" all'amore autentico e alla realtà dell'uomo così come è stato creato da Dio, e ha espresso il suo apprezzamento per il grande lavoro formativo ed educativo che le singole Chiese non si stancano di svolgere in Italia, per la loro attenzione pastorale alle nuove generazioni e alle famiglie. Particolare riferimento ha rivolo al concetto della famiglia fondata sul matrimonio e al «rischio» di leggi e scelte che contraddicano i «principi atropologici ed etici», tornando a chiedere la non introduzione «nell'ordinamento pubblico» di altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzare la famiglia tradizionale e raccomandando la «tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale».
Il Pontefice ha sottolineato il pericolo per "molti e importanti uomini politici e di cultura, compresi quelli non condividono o almeno non praticano la nostra fede", di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà e ha fatto rilevare che la Chiesa, con la “forza mite che viene dall'unione con Cristo” risponda a "chiunque ci domandi ragione della nostra speranza" realizzando come "nei primi secoli del cristianesimo" una "forte unità tra una fede amica dell'intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall'amore reciproco e dall'attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti".

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Roma. Visita del Presidente del Consiglio Romano Prodi al Papa Benedetto XVI

Il 13 ottobre 2006 ha avuto luogo la prima visita ufficiale del Presidente del Consiglio Romano Prodi al Papa Benedetto XVII. I giornali hanno informato che il colloquio si è svolto a porte chiuse, nella biblioteca pontificia, e ha toccato i temi consueti della bioetica, della famiglia, del dialogo tra civiltà e religione, della politica internazionale con particolare riferimento alla sempre più delicata situazione in Medio Oriente e all’impegno dell’Italia in Libano, della necessità di rafforzare una stretta collaborazione tra l’Italia e il Vaticano e soprattutto dell’importanza dei valori cristiani nel processo di integrazione europea. Prodi ha donato a Benedetto XVI un prezioso calice d’argento placcato in oro di fine Ottocento per la conservazione delle ostie consacrate, mentre il Pontefice ha ricambiato con medaglie del suo pontificato ed alcuni rosari.

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