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| Appello
del Presidente Giorgio Napolitano
sulla necessità di dialogo per il sistema giustizia.
20/01/2007
- In un messaggio inviato al presidente dell’Unione Camere Penali
Italiane, riunita a convegno, il Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, ha scritto: “è indispensabile riprendere il
dialogo per la soluzione dei delicati problemi che affliggono il sistema
giustizia”, “giudice e pubblico ministero sono due soggetti
diversi nel processo, nell'ordinamento, nella costituzione”, e
inoltre “in un progetto di riforma, l'autorevolezza dei relatori
e la diversità delle loro posizioni, contribuiranno a riflessioni
approfondite sulle ragioni politiche e tecniche che militano a favore
o contro la separazione tra magistratura giudicate e requirente”.
Commento
= Non per parlare male del ministro della Giustizia,
che peraltro è anche persona simpatica, ma ad oggi ha fatto solo
danni: l'indulto e l'abrogazione della separazione delle carriere dei
giudici. Infatti, le carceri inumane erano e inumane sono, la Giustizia
male andava, peggio va. Vedremo, al termine del suo mandato, quali problemi
avrà risolto.
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Olrte
25.000 persone hanno beneficiato dell’indulto,
fino a febbraio 2007.
15/04/2007 - Secondo i dati forniti dall’Università di
Torino con l'associazione Antigone, in occasione del Convegno di Milano
“L’estremo rimedio”, fino a 16 febbraio 2007, circa
25.700 detenuti hanno beneficiato dell’indulto. Di questi circa
3.200 sono poi tornati in carcere, per una percentuale che si aggira
al 12,50%
Commento:
Si è affermato che questa cifra
appare non eccessivamente elevata e comunque non sufficiente a giustificare
il presunto allarme sociale relativo all’emergenza criminalità.
Forse, sarebbe più utile sapere quante delle persone rimesse
in libertà sono tornate e continuano a svolgere attività
delinquenziale senza essere scoperte, per cui meriterebbero di di ritornare
in prigione.
Indulto
e scarcerazioni facili = Allarme delinquenza.
A rischio nove processi su dieci.
8/11/06 - Secondo alcuni magistrati e politici sostenitori dell’attuale
maggioranza di governo di Centro-Sinistra, l’indulto, da loro
fortemente voluto, si è rivelato una Waterloo per la giustizia
e l’Italia, caratterizzata dall’aumento della criminalità,
dall’emergenza a Napoli e dal senso di sfiducia che si respira
nei tribunali, versa ormai in “uno stato di generale illegalità”.
L’indulto si è rivelato una decisione scellerata per la
giustizia in generale e per il sistema carcerario in particolare, sostiene
qualcuno, e l’allarme lanciato dal Consiglio superiore della magistratura
fa emergere lo scandalo dell’indulto che diffonde una grave sensazione
di impunità e genera sfiducia sul sistema giudiziario italiano
e sulle misure per la sicurezza dei cittadini.
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Indulto
– Caos sul numero effettivo degli scarcerati.
14/11/16
- Si legge sui giornali che, a causa dell’indulto, sono usciti
dalle carceri circa il doppio dei detenuti previsti e dichiarati dal
governo. C’è chi sostiene invece che non si tratta del
doppio, ma di una percentuale che si aggira al 37% in più, senza
contare coloro che si trovano in attesa di giudizio e che vedranno la
loro pena subito condonata. Alcuni esponenti dell’opposizione
accusano il governo di aver mentito deliberatamente sulle cifre. Comunque,
sull'incremento degli scarcerati non c'è dubbio, e non si avverte
alcun segnale di pentimento.
Commento = Come succede
sempre, sui guasti e sulle evidenti e inevitabili conseguenze negative
provocate del provvedimento, nessuno si sente responsabile, e nessuno
si preoccupa di aver dimostrato la gravissima inefficienza dello Stato.
E noi cittadini comuni, rispettosi delle leggi, alle prossime elezioni
chi dovremmo ringraziare?
Commento
= Spettacolo desolante dal teatrino della
politica. Si accapigliano sulle cifre. Per i nostri politici l’unica
cosa importante è conoscere con certezza se il numeri dei detenuti
scarcerati con l’indulto supera o meno 17.000. Il fatto che tale
provvedimento dimostri l’assoluta incapacità dello Stato,
nelle loro mani, di adempiere ai propri doveri verso i cittadini, primo
fra tutti la sicurezza, la riduzione della delinquenza in libertà
e l’equa punizione per chi commette reati, con particolare riferimento
a quelli che comportino violenza alle persone, non ha alcuna rilevanza
concreta. L’importante è impegnarsi, per quasi sei mesi
l’anno, a discutere, redigere, stravolgere e approvare altre leggi
finanziarie, per inventare nuovi e più pesanti prelievi fiscali,
cercando di suscitare il meno possibile il giusto risentimento dei cittadini
e non rischiare di perdere voti. Il resto, conta poco o niente. Tira
a campare.
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Il
Ministro della Giustizia difende con convinzione
la scelta dell’indulto.
Non incrementa la delinquenza
26/11/06
- Il ministro della Giustizia difende con convinzione la scelta della
legge sull’indulto, che considera importante e coraggiosa e non
giustifica ripensamenti in quanto, su 17.455 detenuti liberati, soltanto
1.715 sono tornati in prigione. (E quelli ancora in liberta cosa fanno?).
Inoltre sostiene che tra luglio e settembre gli omicidi sono diminuiti
del 2.7%, ma il ministro dell’Interno invoca “la cultura
della legalità” e risponde che, per contro, sono aumentati
furti e rapine e che le norme che rimettono in libertà i delinquenti
demotivano gravemente le forze dell’ordine e scoraggiano chi denuncia.
Commento = In conclusione,
secondo il ministro della Giustizia, l’equazione giusta sembrerebbe
questa: (più
delinquenti in libertà = riduzione
dei reati).
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