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Aumentano le tasse sul piccolo risparmio

20/08/2007 - Il governo Prodi sta studiando l’ipotesi di innalzare dal 12,5 al 20% l’aliquota di tassazione delle rendite finanziare, come Azioni, Titoli di Stato, Bot e simili. Questo provvedimento andrebbe a innalzare la media già abbastanza elevata di Euro 6.665 di imposta che grava a carico di ciascun cittadino italiano, per ricevere in cambio servizi pubblici tra i più scadenti d’Europa.
Queste alcune critiche dei politici: - Si tratta di una ingiustificata aggressione contro le famiglie e i piccoli risparmiatori - Il governo torna all’assalto del risparmio degli italiani, incrementandolo di 5 miliardi l’anno, per finanziare ulteriori aumenti di spesa pubblica -
Commento = I governi di Centro-Sinistra non sanno fare di meglio che pensare a come accrescere a dismisura il saccheggio delle tasche degli italiani. In questo sono degli specialisti: non li batte nessuno. Ora stanno puntando l’inasprimento delle rendite finanziarie, e domani chissà a cos’altro ancora. Non si accontentano mai. Non gli basta la marea di entrate provenienti da una infinità di prelievi fiscali, grandi e piccoli e di ogni genere e grado, e il danno che ciò comporta per i cittadini e per l’economia, perché non saranno mai sufficienti a finanziare i costi degli sprechi e delle caste politiche. Anche in questo sono degli specialisti. E non servono a frenarli nemmeno le minacce folli come lo sciopero fiscale. Adesso anch’io dico speriamo che se ne vadano al più presto dal governo.

Tasse e politica da bancarotta.

20/06/2007 - Agganciandosi a una dichiarazione del presidente della Confindustria, illustri esponenti del governo hanno forgiato l’assunto: «La pressione fiscale, in Italia, è tra le più alte d’Europa, e non può essere ridotta se non si recupera un’evasione che si aggira sui 270 miliardi l’anno.» Bel concetto per continuare a trattarci da fessi, nel patetico tentativo di giustificare l’aumento sconsiderato di imposte, tasse e prelievi di vario genere.
Fermo restando che l’evasione fiscale è una piaga da combattere e debellare, non solo per le casse dello Stato, ma soprattutto per equità e giustizia sociale, (ma a cominciare dai pesci grandi e non per perseguitare chi non ce la fa neanche a stare in piedi), ciò non toglie che sulla pressione fiscale gravano molti altri elementi, primi fra tutti gli altissimi costi della politica, degli sprechi e della cattiva amministrazione della cosa pubblica, che non si possono ridurre perché con essi ci si garantisce il sostegno elettorale e qualcosa d’altro. Si pensi agli stipendi e pensioni assurde di molti manager e alte cariche di organismi pubblici o privatizzati, ai compensi sempre in crescita, a differenza dei salari, che complessivamente percepiscono i parlamentari tra stipendi, indennità, gettoni, rimborsi, auto blu e privilegi vari, cui si sono agganciati anche gli amministratori regionali e via via tutti gli altri politici di più basso livello, che hanno l’ardire di attribuirsi in modo eticamente scandaloso, senza cioè il consenso di nessuno o dei cittadini, pensioni e vitalizi (in costante proliferazione e il cui costo raggiungerà livelli stratosferici), in barba ai lavoratori che versano contribuzioni per 35 e più anni e ai quali, Politici e Sindacati, hanno pensato bene di togliere anche la liquidazione, o TFR che dir si voglia.
Mi chiedo fino a che punto, cittadini e lavoratori, riusciranno a sopportare quelle che ormai vengono presentate come banalità, ma che umiliano e danneggiano milioni di persone.

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Aumenta il canone RAI-TV

13/12/06 - Per l’anno 2007, l’ammontare del canone RAI-TV aumenta da Euro 99,60 a Euro 104,00. E ciò nonostante che i conti in rosso erano stati sistemati dalla passata amministrazione, con il bilancio riportato in attivo.
Commento: Bell’esempio di coerenza e di serietà politica. Un governo di vero Centro-Sinistra avrebbe dovuto preoccuparsi degli eccessi di retribuzione e dei compensi milionari degli artisti, dei conduttori più o meno faziosi, dei membri del Consiglio di Amministrazione, dei dirigenti, dei consulenti e di tante altre storture pazzesche, che stanno a rappresentare una inammissibile accentuazione di quelle differenze di classe che le Sinistre vogliono far credere di saper combattere. Ma, all’atto pratico, il meglio che sanno fare è bastonare il popolo con aumenti fiscali che, come ben si sa, gravano pesantemente sui meno abbienti, sui bassi redditi e sui disoccupati.
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Annullamento di multe comminate sulle strisce blu,
se mancano zone limitrofe a parcheggio gratuito.

9/1/2007 - Con sentenza n. 116, la Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice ordinario può legittimamente annullare una contravvenzione inflitta in zona di parcheggio a pagamento in cui non siano state istituite zone di parcheggio gratuito e libero. La stesse sentenza, però, esclude l'obbligo di creare parcheggi gratuiti nelle zone a traffico limitato, nelle aree pedonali e in quelle di particolare rilevanza urbanistica. Al giudice di pace, quindi, è riconosciuta la facoltà di accertare eventuali vizi di legittimità, nelle delibere comunali relative all'istituzione di posteggi a pagamento, senza aver rispettato l' obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento"
Commento = Finalmente, un atto di giustizia in difesa del cittadino sottoposto a prelievi fiscali senza limite, da parte delle voraci Amministrazioni pubbliche locali e della politica.
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Milano. Ticket e balzelli per entrare in città.

1/11/06 - Il sindaco di Milano ha annunciato che dal prossimo 19 febbraio 2007 si pagherà un ticket da 2 a 10 euro per entrare in città, sulla base delle emissioni nocive dei propri automezzi, giustificando tale decisione con la necessità di ridurre gli scarichi inquinanti e le polveri sottili.
C’è chi ha già commentato che questo genere di provvedimenti sono inutili, se non si rafforza il trasporto pubblico non inquinante, non si costruiscono parcheggi nelle cinture cittadine con collegamenti facilmente accessibili per raggiungere le zone interne, se non si adotta una efficiente politica di intervento ambientale più radicale su tutte le altre forme inquinanti, se non si promuove l’utilizzo di fonti energetiche alternative già esistenti e disponibili.
C’è inoltre un problema di discriminazione tra poveri e ricchi. Chi paga non inquina? Solo i ricchi possono inquinare? Balzelli di questo tipo gravano soprattutto sui poveri pendolari, che la mattina si alzano presto per andare a lavorare, che affrontano spese e disagi inauditi di traffico e di chilometri da percorrere, che pagano il pedaggio, il bollo automobilistico, le accise sulla benzina e il parcheggio e ora anche il teicket per entrare in città, ed essere poi sottoposti a controlli elettronici ai varchi, magari anche dannosi per la salute e rinunciare al diritto della privacy, rendendo di pubblico dominio i proprio spostamenti, gli orari, i luoghi raggiunti, le persone incontrare e via di seguito.
Ma la verità è un’altra e ben nota. Non si sa cos’altro inventare per aumentare senza limite le entrate pubbliche. Il fenomeno dei ticket, partito da Venezia, dalle isole Eolie, dal comune di Bologna ecc. si estenderà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, e andrà ad aggiungersi agli altri sistemi già inventati per carpire altro denaro ai cittadini, quali gli autovelox collocati in punti strategici nei quali l’ignaro automobilista non può sfuggire a multe salatissime, le strisce blu e tante altre cose simili, senza tener conto, poi, che più i cittadini pagano, più i bilanci pubblici registrano incrementi di deficit e di debiti.

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