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| Allarme
dalla NASA per lo scioglimento anche del Polo Sud.
18/05/2007
- Dal satellite della NASA gli scienziati hanno notato che anche il
Polo Sud, fino ad oggi estraneo al fenomeno, ha mostrato i primi segni
di cedimento al surriscaldamento del pianeta determinato dall’inquinamento
atmosferico. I sofisticati strumenti del satellite, penetrando il manto
esterno in apparenza immutato, hanno notato che vasti blocchi di ghiaccio,
dislocati in vari punti della calotta, si sono prima sciolti e poi ricongelati
con le temperature notturne e con le nevicate successive. Si teme che
la neve sciolta possa insinuarsi in crepe profonde e determinare il
distacco e la deriva verso l’oceano di blocchi di ghiaccio che,
sciogliendosi, contribuirebbero al grave processo dell’innalzamento
del mare già in atto.
Poiché l’Antartide costituisce la principale riserva d'acqua
dolce del pianeta, è di fondamentale importanza che venga costantemente
monitorato e preservato.
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| Siccità
e crisi energetica e di acqua.
25/04/2007 - Opinione - Il sicuro innalzamento
della temperatura per la prossima stagione estiva e la riduzione di
nevicate e di piogge verificatasi nello scorso autunno-inverno fanno
prevedere che nei prossimi mesi dovremo subire uno stato di crisi con
gravi danni per l’ambiente, per l’agricoltura, per l’ecosistema
e per la salute, a causa della siccità e della necessità
di razionare l’acqua e l’energia. La portata dei fiumi e
il livello dei laghi si sono abbassati in tutta Italia e non si prevede
alcun rimedio per riportarli al loro valore naturale.
Per fronteggiare un tale stato di emergenza, i nostri governanti avrebbero
dovuto prevedere, studiare e attuare da tempo, a tutti i livelli locali
e nazionali, idonei programmi di razionalizzazione, di contingentamento,
di lotta agli sprechi e di ammodernamento degli impianti per eliminare
perdite e guasti incontrollati, e soprattutto piani di interventi strutturali,
di raccolta e deposito delle acque che invece finiscono in mare, di
ripompaggio e di riutilizzo a circuito chiuso, e quant’altro di
più idoneo ipotizzabile da parte di esperti, per prevenire e
affrontare come si deve un problema di così grande rilevanza.
Tutto questo, fino a oggi non c’è stato, perchè
per i nostri politici le cose più importanti sono le candidature,
le coalizioni, due o più poli, piccoli e grandi partiti, liste
civiche, destra e sinistra, ribaltoni e transfughi negli schieramenti
opposti e cose simili. Il massimo della loro bravura si manifesta nel
dichiarare poi, a disastri avvenuti, lo stato di emergenza, lo stato
di crisi o lo stato di calamità, nel tentativo di chiudere la
stalla quando i buoi sono già usciti.
Alcuni giorni fa i “Verdi” e “La città dei
diritti” hanno affisso un manifesto murale per avvertire che il
fenomeno siccità riguarderà anche la nostra zona. A chi
attribuivano la responsabilità della mancanza di provvedimenti
idonei, finora verificatasi, ai cittadini o all’Amministrazione
Comunale di cui essi stessi fanno parte?
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Nuova
spedizione di scienziati ai poli,
per contrastare lo scioglimento dei ghiacciai e gli sbalzi meteorologici.
27/02/2007
- Una spedizione di scienziati, intitolata "International
Polar Year", presentata ufficialmente a Londra e dotata
di sofisticati mezzi tecnologici, inimmaginabili cinquant’anni
fa, resterà per due anni ai poli, per studiare gli effetti che
le condizioni climatiche dell’attuale ambiente Artico e Antartico
stanno produrranno sul resto del pianeta, a seguito dello scioglimento
dei ghiacciai e dell’innalzamento del livello dei mari che finirà
per sommergere ampie zone della Terra, allo scopo di analizzare le previsioni
future sugli allarmanti cambiamenti climatici e cercare le soluzioni
più idonee per salvare la Terra
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Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite
Parigi. Rapporto climatico allarmante sul riscaldamento del pianeta.
30/01/2007
- Il nuovo autorevole rapporto del Comitato Intergovernativo delle Nazioni
Unite presentato a Parigi, attesta che il nostro pianeta sta diventando
sempre più caldo e la causa scatenante è senza ombra di
dubbio l’effetto serra e il diossido di carbonio (Co2). La situazione
è peggiore di quanto ipotizzato in precedenza, perché
l'innalzamento della temperatura, che entro il 2100 potrebbe salire
fino a 6 gradi, fa aumentare l’evaporazione dei mari e la coltre
di vapore acqueo infittisce l’atmosfera e indebolisce la capacità
del pianeta di assorbire l’anidride carbonica in eccesso.
La maggioranza degli scienziati concordano nel ritenere che a influire
negativamente sul normale avvicendamento tra periodi freddi e caldi
sia l’impatto sconsiderato dell’attività umana, sul
quale si potrebbe incidere.
I segnali più evidenti di stravolgimento climatico vengono registrati
in Italia, e minacciano seriamente la nostra salute. Il caldo, le alluvioni
e la siccità, oltre a numerose morti, provocano l’arrivo
e il diffondersi di nuove malattie tipicamente africane e stanno modificando
la nostra biodiversità, trascinandoci verso la desertificazione
e il rischio di essere sommersi dalle acque prodotte dall’innalzamento
del livello del mare provocato dal costante e inarrestabile scioglimento
dei ghiacciai.
Commento = Si continua
con i rapporti, gli allarmi, gli ultimatum e simili da parte di commissioni,
di scienziati, di organismi internazionali, di associazioni ambientaliste
e altri, ma i governi che dovrebbero adottare provvedimenti adeguati
dove sono, in letargo? E i cittadini che non si fanno sentire?
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Sul
Nord Europa infuria l’uragano Kyrill
19/01/2007
- Molte regioni d’Europa come Germania, Francia, Gran Bretagna,
Olanda e Belgio, sono state investite dalla furia di un violento ciclone
denominato Kyrill, con forti venti e raffiche fino a 150 km all’ora,
neve e pioggia torrenziale, che hanno provocato la caduta degli alberi
in città e circa 20 morti e decine di feriti e danni materiali
ingentissimi sulle abitazioni, sul traffico ferroviario e navale, sugli
alberi in città e tetti divelti di case e capannoni. L’Italia
è stata miracolosamente risparmiata.
Commento = Questo è
un segno evidente dell'avverarsi delle previsioni catastrofiche delle
varie commissioni. So che è banale e non finirò mai di
dirlo, ma i nostri politici e governanti non ci pensano nemmeno, impegnati
come sono a garantirsi le poltrone e a togliere altro denaro ai cittadini
che lavorano e producono.
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Allarme
della Commissione Europea
sul rischio imminente di un disastro ambientale
4/01/2007
- Secondo l’ultimo rapporto della direzione ambiente della Commissione
europea, il surriscaldamento globale del nostro pianeta, potrebbe provocare
entro i prossimi 70 anni, conseguenze disastrose, con perdite di migliaia
di vite e di miliardi di Euro, se non verranno presi da subito drastici
provvedimenti sulle emissioni dannose. Tale impietosa previsione, purtroppo,
non lascia margini di dubbio. Il rapporto prevede un innalzamento della
temperatura da 2,2 a 3 gradi. Entro un decennio, diverse migliaia di
persone e di animali potrebbero morire ogni anno a causa del caldo e
dell’innalzamento del livello dei mari e l’Europa, con particolare
riferimento all’Italia e alla Spagna e alle altre regioni del
mediterraneo, soffrirà di siccità, riduzione della fertilità
del suolo, caldo insopportabile, inondazioni, culture depresse, incendi
e desertificazione.
Commento: Questo rapporto
è la fotocopia di tanti altri precedenti e sarà identico
a quelli futuri. Ma di adottare provvedimenti urgenti non se ne parla,
primo fra tutti, il drastico abbattimento dell’utilizzo del petrolio,
sostituendolo con energie meno inquinanti. Non c’è modo
di sfuggire a tale primaria necessità, e ciò anche per
motivi economici e politici, perché i paesi produttori continueranno
a condizionare pesantemente l’economia di tutte le nazioni che
ne hanno necessità e potrebbe essere questa la causa principale
di una imminente guerra mondiale, che esploderà inevitabilmente
quando il petrolio comincerà a scarseggiare. Per questo argomento
nessuno manifesta e nessuno fa lo sciopero della fame e della sete.
I nostri politici non hanno tempo di pensare a cose di questo genere,
impegnati come sono in questioni più importanti per garantirsi
le poltrone tanto, il cittadino, bene o male, continuerà a rieleggerli
comunque.
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Ultimatum
sul clima dalla conferenza mondiale di Nairobi.
14/11/06
- Alla conferenza mondiale sul clima, in corso a Nairobi, molti scienziati
sostengono che il riscaldamento del pianeta sta raggiungendo il punto
di non ritorno, provocando danni irreversibili agli ecosistemi e alla
persone, attribuendo principalmente all’uomo la responsabilità
nelle anomalie climatiche riscontrate. L’aumento medio globale
delle temperature di quasi un grado registrato nell’ultimo secolo,
non dipende dalle oscillazioni naturali prodotte dal sole e dai vulcani,
ma è causato soprattutto dalle crescenti emissioni di gas serra
provocate e incrementate dalle attività umane. Questa sconcertante
situazione sta raggiungendo il limite oltre il quale il sistema non
tornerà più indietro, neanche con una drastica, ma tardiva
riduzione dei gas nell’atmosfera, in quanto stanno innescandosi
processi naturali che amplificano il gravissimo fenomeno in modo incontrollabile.
Le conseguenze più evidenti del cambiamento climatico consistono
nell’estensione delle aree colpite dalla siccità, che hanno
già raggiunto il 25% della superficie terrestre e il cui aumento
causerà devastanti problemi all’agricoltura e alla salute
delle popolazioni colpite, che soffriranno sete e fame, nel propagarsi
degli incendi che distruggono immense aree forestali, con un notevole
contributo alla produzione di gas serra e di calore, l’accelerato
scioglimento dei ghiacciai, l’aumento del livello del mare, le
inondazioni, le tempeste tropicali, le piogge intense e le alluvioni,
con ripercussioni gravissime anche sull’economia.
Occorre assumere iniziative concrete per limitare gradualmente le cause
di emissione di gas serra e di inquinamento ordinario, ricorrendo a
energie alternative non inquinanti per affrancarsi dagli idrocarburi
e per rallentare la risalita delle temperature, prima di raggiungere
il punto di non ritorno, da non imputare solo alla natura, facendo finta
che l’uomo non abbia alcuna responsabilità.
Commento: occorrono iniziative
concrete da adottare immediatamente, con risoluzioni e direttive da
parte degli organismi internazionali e prese di posizione decise dei
politici di tutte le nazioni, bianchi, verdi o rossi che siano, attualmente
impegnati soprattutto nel pensare alle Leggi Finanziarie e a come sfilare
ulteriore denaro dalle tasche dei cittadini (oltre ogni limite di decenza).
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Rapporto choc sul clima. Rischio di crisi mondiale.
29/10/2006
- Nel rapporto curato da un autorevole economista britannico è
riportato che l’innalzamento generalizzato della temperatura media
della Terra, sta provocando notevoli cambiamenti climatici con distruzione
di intere zone da parte di siccità e alluvioni e, oltre a rappresentare
una seria minaccia per l’ambiente, costituisce un gravissimo pericolo
per l’economia mondiale, con conseguente calo del 20% del prodotto
economico mondiale in quanto l’1% del prodotto economico mondiale
servirà ad affrontare le spese per tentare di sanare le conseguenze
di questo scellerato fenomeno.
Già si pensa di sfruttare questa prevedibile calamità
per inasprire una serie di tasse quali quelle sull’accise della
benzina, sui biglietti aerei e cose simili.
Si ritiene che oltre a quello di Kyoto, occorre varare subito, e non
entro il 2010 come previsto, un nuovo trattato internazionale per tagliare
drasticamente le emissioni dannose, con la ricerca di sistemi di produzione
aziendale meno inquinanti e intensificando la ricerca e l’utilizzo
di fonti energetiche puliti.
A poco servono le misure unilaterali, se non si arresta la crescita
inquinante esponenziale della Cina e dell’India.
In un altro studio sul clima si legge che gli aiuti economici all'Africa
vengono vanificati proprio dall'aggravarsi delle conseguenze dell'effetto
serra. L'aumento delle temperature medie - 3,5 gradi negli ultimi 20
anni in alcune parti del mondo - rende le zone aride sempre più
aride e quelle umide sempre più umide, con il risultato che,
nella sola Africa sub-sahariana, 25 milioni di persone hanno sofferto
di più la fame nello scorso anno.
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Forte
scossa di terremoto in Calabria e Sicilia
Epicentro in mare, vicino Stromboli, 208,8 chilometri sotto la
crosta terrestre.
26/10/2006
- Alle ore 16.28 una forte scossa di terremoto, 5.7 di magnitudo, è
stata avvertita in Calabria, Sicilia e Puglia e con minore intensità
in Basilicata. Secondo gli esperti, si tratta del più forte fenomeno
verificatosi negli ultimi trent’anni nel Tirreno. L'epicentro
del terremoto si trova in una vasta zona del mare, a poca distanza dall'isola
di Stromboli, a una profondità di 208,8 chilometri. Il sisma
ha colpito maggiormente le province di Vibo Valentia, Messina e Reggio
Calabria e pare non si sia segnalato alcun danno a persone o cose.
Si ritiene che tutti i terremoti dalla Sicilia a Gaeta siano provocati
dal continente Africano che preme su quello europeo.
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Allarme
del WWF: entro il 2050 le risorse del pianeta non
saranno più sufficienti.
Bisogna cambiare. Se non lo faremo, le conseguenze saranno certe
e terribili.
24/10/2006
- Sull’ultimo rapporto del WWF presentato in Cina, il sesto di
questo tipo, si legge che gli ecosistemi naturali della Terra si stanno
degradando a un ritmo impressionate, mai verificatosi in precedenza,
con conseguenze catastrofiche per la perdita di biodiversità
e per il fatto che le risorse vitali non saranno più sufficienti
se continueranno ad essere sfruttate a questi ritmi. "Fare dei
cambiamenti che migliorino i nostri standard di vita e riducano l’impatto
sulla natura non sarà facile, ha detto il direttore generale
di Wwf International, ma se non agiamo subito le conseguenze saranno
certe e terribili".
Secondo il rapporto, la perdita di biodiversità già segnalata
nelle precedenti edizioni è sempre più consistente e il
consumo di acqua, suolo fertile, risorse forestali e specie animali
ha raggiunto livelli intollerabili per il pianeta. In 33 anni (dal 1970
al 2003) le popolazioni di vertebrati hanno subito un 'tracollo' di
almeno 1/3 e la domanda di risorse naturali da parte delle attività
umane è aumentata al punto che la Terra non è più
in grado di rigenerare ciò che viene consumato.
L’umanità sta sprecando le risorse naturali del pianeta
a un ritmo troppo veloce, e ogni anno ha bisogno del doppio di quelle
generate. Molte specie animali, dai mammiferi ai pesci, sono diminuite
di un terzo nel periodo compreso fra il 1970 e il 2003 a causa delle
conseguenze dell'attività umane come l'inquinamento, la deforestazione
e la pesca.
Occorre perciò cambiare rotta al più presto e imboccare
la strada della sostenibilità del proprio sviluppo, integrando
le politiche economiche con quelle ambientali. Consumiamo le risorse
più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle
e di metabolizzare i nostri scarti. E questo porta a conseguenze estreme
e imprevedibili.
Quindi è necessario assumere scelte radicali per il mutamento
dei nostri modelli di produzione e di consumo, perché il futuro
dipenderà dal modo di ricostruire le città e le nostre
abitazioni, dalla pianificazione energetica e da come tutelare e ripristinare
la biodiversità.
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