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Domenico Viglietta

Nato nel 1947 a Tivoli e ivi residente, grande appassionato di poesia e di musica, nel 2000 ha pubblicato il libro di poesie e prose in dialetto tiburtino "Vogghia de Tivuli" ottenendo un discreto successo, è iscritto alla SIAE in qualità di autore e compositore e nel 2002 ha realizzato un CD con 10 sue canzoni interpretate da un amico. Incoraggiato dalla critica e dai lettori continua a comporre poesie e prose in vernacolo e in lingua. L'ultima sua raccolta di poesie in lingua, "Armonie", composta di n. 49 liriche, è stata pubblicata nel mese di ottobre 2004. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo riconoscimenti anche a livello nazionale e alcune sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie.

Inverno

Sei lì da sola
seduta su un cuscino
davanti al tuo camino
un nodo sulla gola.

Sordi fragori
di tuoni roboanti
maschere inquietanti
di lontani bagliori.

E quante volte
hai preso una matita
con essa sei partita
viaggiando a vele sciolte

Fredda è la neve,
il bianco ti circonda;
lo sciabordio di un’onda
è silenzioso e breve.

Tenero fiore
esposto alle intemperie
in rutilanti arterie
scorre nuovo calore.

Triste è l’inverno
di chi è distante e aspetta
che il tempo passi in fretta
sì da scordar l’inferno.

Lungo il fiume

Sull’argine del fiume,
sulla panchina che rimane in ombra,
si siede spesso verso sera un uomo
quasi a voler nascondere i pensieri
di stagioni passate!


Tante sono le rughe sul suo volto,
ognuna rappresenta un’emozione:
chissà se sono state belle o brutte.

Mulinelli sull’acqua:
lo sguardo ad indicarne i movimenti
lenti e cambiandone sovente il verso
forse per non star troppo sui ricordi.

Il braccio suo ora tende,
cerca di accarezzare chissà cosa
che solo la sua mente può vedere;
poi lentamente lo ritrae e si alza.

Ecco, lo vedo! È mio padre!
Vorrei potergli stringere la mano,
ma in un silenzio rispettoso e austero
lascio che si allontani piano piano.


Oltre

Uno sguardo, una parola:
antiche sensazioni che riaffiorano
lo scorrere del tempo non va avanti:
e ti trovi altrove.

Campi elisi

Lungo il silenzioso viale
dove crescono lecci e ippocastani
preda di realtà virtuale
la mente vola su siti lontani.

Verdi e lanceolate foglie
affievoliscono il suono dei passi;
tracce di ancestrali voglie
graffiate spesso sopra tronchi e sassi.

Sguardi di segrete intese
oltrepassano valichi e frontiere;
erte ed assolate ascese
si specchiano in limpide riviere.

Vento delicato e lieve
soffia leggero e lambisce i visi
come la morbida neve
senza rumore cade negli elisi.

Sguardo al cielo

Quante volte,
nel pallido chiarore della nptte,
lo sguardo su, rivolto verso il cielo,
a contare il numero di stelle,
luminose,
sempre quelle.
M se ti fermi ad osservare meglio,
di tanto in tanto se ne accende una:
la presenza di un piccolo bagliore
significa che è nato un nuovo amore.

Timido silenzio
Spesse volte il silenzio
vale più di mille parole;
anche uno sguardo può bastare
a renderci eloquenti.

Una forza insistente
ti prende e ti morde la gola;
parole strozzate che fanno
abbassare i tuoi occhi.

Quegli occhi che parlano
mentre il viso s'accende;
la mano che cerca un'appoggio
un appiglio sicuro.

Brusio di più voci intorno
a sovrastare il balbettio
finché in un fievole sussurro
le parole si fondono.

Armonia

Acqua limpida sotto la scogliera
ove galleggiano le stelle mute
complici spesso, quando viene sera,
di storie e di parole già vissute.

Il risonante sciabordio dell’onda
confonde il vento e a tratti lo accompagna;
nello stormir di foglie di una fronda
porta con sé i rumori di campagna.

Sassi scavati la marea ricopre
e nell’ondeggiare affiorano e poi via:
sembianze di una maschera che copre
gli sguardi pieni di malinconia.

Armonia di più suoni a risvegliare
un sogno breve che rapisce i sensi;
due mani unite tese per sfiorare
solo i colori degli spazi immensi.

Ricordando te

Come foglie secche e abbandonate
agli angoli di vie dimenticate
arse e infuocate dai raggi del sole
tu mi infiammi con le tue parole.

Amica di una estate, silente,
un solo gesto vale più di niente;
la mia memoria custodisce ancora
la tua voce, il tuo sorriso di allora.

Quanti motivi per soffocare spesso
le illusioni, le parole che adesso
forse riesco a pronunciare meglio
se le rivedo ad ogni mio risveglio.

Anche il buio se vuoi sarà più breve
nelle notti in cui cadrà la neve,
dopo aver fatto un patto con le stelle
di far brillare in cielo le più belle.

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