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Movimento 5 Stelle.

Elezione Di Maio. Critiche, polemiche, liti interne.
Nei movimenti politici si verificano i medesimi gravi difetti dei partiti politici: personalismi, arrivismi, gelosie, invidie, tradimenti, colpi bassi, e contrapposizioni fratricide. Il dibattito interno sulle diversità di opinione e sulle cose da fare, non si concretizza in una linea politica approvata dalla maggioranza e quindi accettata e valida per tutti, ma genera fratture insanabili e lotte senza esclusione di colpi. Sulle nomine e spartizioni di poltrone, poi, guerra all’ultimo sangue: ricordano i duelli dei gladiatori.
Le conseguenze sono che non si rema tutti dalla stessa parte e i risultati sono pessimi, insoddisfacenti e deludenti. Un caos indescrivibile che impedisce al cittadino di capirci qualcosa.
Partiti e Movimenti finiscono così per essere gli uni la brutta copia degli altri.

Elezione Di Maio. Capo del movimento?
Ritengo che un capo che rappresenti ufficialmente il movimento e assolva il compito di portavoce ultimo debba esserci, però affiancato da un direttorio eletto dagli iscritti, che deliberi a maggioranza e le cui decisioni valgono categoricamente per tutti, anche per i bastian contrari.

Non basta eliminare i vitalizi e ridurre gli stipendi ai parlamentari. Si tratta di palliativi.
Non basta fare battaglie per abolire i vitalizi ai parlamentari e ridurre i loro stipendi, ma occorre eliminare i mille privilegi esistenti, favoritismi, sprechi e parassitismo e molto altro in tutti gli enti pubblici, cosa che non si sta facendo da nessuna parte.

Non basta cambiare gli uomini, ma occorre modificare le regole del gioco.
Non basta cambiare gli uomini, ma occorre modificare le regole del gioco, quelle che permettono la corruzione, gli sprechi, i favoritismi, il parassitismo, le troppe tasse e il debito pubblico eccessivo.
Il M5S, finora, ha predicato solo il cambiamento degli uomini, proponendo di sostituire gli attuali pubblici amministratori con i propri iscritti, gli unici puri e onesti, gli infallibili, quelli che non commettono errori, i soli competenti e disinteressati e in grado di amministrare al meglio la cosa pubblica.
Così hanno sempre predicato le sinistre, poi, quando sono andate al governo hanno dimostrato che con gli slogan non si risolvono i problemi, ma si fanno solo danni su danni, e sono diventate inattendibili e non le vota più nessuno.

Reddito di cittadinanza. Bene per fare propaganda, ma malissimo per l’economia.
Il reddito di cittadinanza, una delle prime e più pompose promesse del M5S per attirare voti, oltre a incrementare il parassitismo improduttivo e a spingere il disoccupato a bivaccare e a non darsi da fare per cercarsi un lavoro, rappresenta un gravissimo danno per l’economia del Paese boccheggiante, dilaniato da tasse esagerate e debito pubblico folle.
L’Economia ha bisogno di tagliarle le spese improduttive e parassitarie, non di incrementarle, e se non si fa questo difficile che possa riprendersi.
Proposte di questo tipo si fanno quando si sa dove prendere i soldi per finanziarne l’enorme spesa, senza aggravare una situazione compromessa e difficilissima da raddrizzare. Inoltre rappresenta una grave discriminazione nei confronti dei pensionati che hanno versato fior di contributi per avere una pensione dignitosa e non da indigenti.
Questa è la politica degli irresponsabili che sanno di non rispondere dei danno che fanno all’Italia e agli italiani.

10/11/2017. Obiettivo elettorale: 40% dei consensi.
Come possono pensare di governare il Paese da soli, senza alleanze e senza una maggioranza in Parlamento? Come possono sperare di ottenere l’appoggio esterno dei partiti per adottare provvedimenti che non condividono? Siamo alle solite, come quando dicevano, per fare sensazione, che chiunque riceva un avviso di garanzia debba dimettersi. Poi, di fronte alla pratica evidenza di una vera castroneria, si sono dovuti ricredere.
Se il M5S riuscisse ad ottenere più voti degli altri, ma non il 50%, e non dovesse accettare alleanze e compromessi per formare un governo, sarà responsabile di dover tornare a elezioni, e del grave spreco di pubblico denaro che ne consegue, o di stimolare inciuci tra partiti di vedute politiche diverse per mettersi insieme e formare il governo, sulla brutta falsariga di quanto già accaduto con gli ultimi quattro governi nominati dall'alto senza il consenso elettorale e con un Parlamenti illegittimo in quanto dichiarata incostituzionale la legge elettorale che lo ha eletto.

La politica del demerito altrui.
Il M5S sta facendo quello che hanno sempre fatto le sinistre italiane, e fanno ancora: puntare tutto sulla macchina del fango e sul demerito altrui, senza mettere però in evidenza i meriti propri poiché non ne hanno. Criticare tutto e tutti è facilissimo, ma dire come fare e in che modo risolvere i problemi è cosa ben diversa; poi, quando si trovano ad amministrare la cosa pubblica, seguono il solito andazzo.
E’ la politica dei fanfaroni e dei ciarlatani che non mi ha mai convinto.

Le scelte della rete.
Il sistema di scelta dei candidati tramite la rete non garantisce il possesso da parte dei propri rappresentanti, delle caratteristiche e dei requisiti di conformità ai principi basilari del Movimento. Il risultato è simile a quello dei partiti politici, i cui rappresentanti, spesso, agiscono come meglio credono, non sostengono la linea politica, entrano ed escono da un partito all’altro secondo la convenienza del momento, fanno i franchi tiratori e si concedono al miglior offerente.
Con la scusa della democrazia del popolo, si evita di attribuirsi la responsabilità delle scelte sbagliate.

M5S. Il solito andazzo. Spese improduttive e parassitarie come per gli altri partiti.
La battaglia, seppur condivisibile, di abolire i vitalizi e dimezzare gli stipendi dei parlamentari, non è che un palliativo, fumo negli occhi per attirare voti, poiché non risolve alcun problema alla radice, non rimette a posto i conti dello Stato, non abbatte le Caste, non rimuove l’enorme spreco del pubblico denaro che si fa con spese inutili, improduttive e parassitarie.
Il primo vergognoso spreco di pubblico denaro si verifica con la nomina della Segreteria particolare del Sindaco, mastodontica (un piccolo ministero) e con personaggi nominati, ai quali vengono attribuiti stipendi faraonici. (Una volta venivano utilizzati dipendenti in servizio, in numero inferiore e senza modificare il loro stipendio). Il costo di queste segreterie spesso supera il milione di Euro ciascuna. Poi si passa alla creazione di schiere infinite di consulenti e collaboratori vari, scelti clientelarmente e super pagati, che non servono poiché in tutti gli Enti, peraltro con piante organiche gonfiate, abbondano le alte professionalità di vario tipo in servizio che andrebbero utilizzate al meglio, in luogo dei consulenti e dei collaboratori, appunto.
Sommando queste tipo di spese improduttive, parassitarie e clientelari di tutti i Comuni d’Italia, si spendono miliardi di Euro che andrebbero e dovrebbero essere risparmiati per abbassare debiti e tasse, cosa che il M5S non sembra stia facendo e non abbia alcuna intenzione di fare in nessuno dei comuni dove governa.
Sono soldi spesi male e tasse che finiscono nelle tasche degli amici degli amici.
Tante belle parole in campagna elettorale, poi, però, sempre il solito andazzo.

Tutto tramite la rete. Forse è un errore.
Il sistema di ingresso nel Movimento e di scelta dei candidati tramite la rete, non garantisce il possesso, da parte degli eletti, dei requisiti di conformità ai principi basilari del movimento stesso. Il risultato è a rischio: possono essere scelti personaggi non idonei, che la pensano diversamente, incompetenti e anche voltagabbana. Forse, questo modo di farsi rappresentare è da rivedere.

Il vincolo di mandato non previsto in Costituzione è auspicabile?
La democrazia si fonda sul rispetto della volontà popolare. Se ciò non avviene, è inutile andare a votare. Con il vincolo di mandato il candidato eletto è tenuto a sostenere la linea politica del partito o della lista con la quale si è fatto eleggere. Se durante la legislatura si accorge di non poter condividere la linea politica del suo partito, per coerenza, per dignità e per correttezza verso coloro che lo hanno votato, si dimette e consente al primo dei non eletti, di prendere il suo posto. Poi potrà ripresentarsi in altro partito anche di colore opposto alle elezioni successive, se crede, ma non cambia casacca, non salta la barricata e non si mette a disposizione del miglior offerente, come spesso capita, e soprattutto non tiene in vita un governo magari agonizzante, che non ha più una maggioranza e che rimane in carica per fare cose che non corrispondono al programma elettorale votato dai cittadini.
Nell’attuale Parlamento italiano il gravissimo fenomeno dei voltagabbana e dei cambi di casacca, ha raggiunto livelli esagerati, mai visti in precedenza: si parla di più di trecento parlamentari, tra senatori e deputati. In questo modo non esiste più una linea politica definita e una precisa identità del Governo, che può essere cambiato con la nomina dall’altro che non corrisponde alla volontà popolare, dove avviene di tutto e con l’approvazione di leggi che non corrispondono alle promesse elettorali e ai desideri del popolo. E’ il caos politico peggiore che si possa immaginare ed è anche la fine della democrazia.

Una cordata di partiti per la formazione del Governo sarà inevitabile.
Una coalizione di governo dopo le elezioni sarà necessaria. Ma un governo con i partiti delle tasse, del debito pubblico, dei vitalizi, dei privilegi, delle cose imposte dall'alto, dell'immigrazione illimitata e senza regole, della cessione della sovranità nazionale e monetaria all’Europa per farci diventare tutti sudditi europei, e di uno statalismo che scialacqua liberamente denaro pubblico e fa impoverire la popolazione, dovrebbe essere improponibile. Se succede, il Movimento 5 Stelle non sarà più credibile.

30/12/2017. Nuovo Statuto e nuovo codice etico.
Sul blog del M5S sono pubblicate nuove regole e nuovo codice etico. "Il ruolo di garante finora ricoperto da Grillo diventa elettivo, cade il divieto di associarsi con altre forze politiche, le candidature sono aperte a tutti, anche ai non iscritti e agli indagati, ma con filtro di qualità, il capo politico può fare solo due mandati di 5 anni, si concede molto più spazio agli attivisti ed è prevista una Maxi multa da 100mila euro per i voltagabbana e gli espulsi in Parlamento, e l’obbligo di votare la fiducia a un presidente del consiglio grillino".
Il M5S non partito, diventa sempre più il solito partito politico, e in quanto alla maximulta, non è che un’arma di dissuasione piuttosto spuntata. Se il voltagabbana non la paga, cosa gli fanno, il pignoramento dei beni? Nessuna la legge può obbligarli a pagarla.

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