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Commenti vari su partiti, movimenti e liste civiche.

I partiti politici sono le fondamenta della democrazia rappresentativa. O lo erano?
La politica italiana ha subito nel tempo un costante e irrefrenabile declino causato principalmente dai partiti politici, i quali hanno risentito del grave fenomeno della perdita dei valori, dell’etica politica e delle regole morali e deontologiche. Ed esse ha fatto seguito la tendenza sciagurata a non rispettare le leggi o a volerle addomesticare e adattare alle esigenze personalistiche di una ristretta cerchia di persone che non hanno alcun interesse ad occuparsi dei bisogni primari della popolazione. Nei partiti non si pratica più il dialogo interno, la cosiddetta democrazia nelle decisioni, non si cerca di stimolare la partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti al dibattito e alla formazione di una linea politica condivisa, ma ogni decisione piove dall’alto, ad opera di poche persone che grazie al pacchetto azionario delle tessere, si comportano come fossero i proprietari legittimi del partito, sentendosi autorizzati a disporne liberamente. Tutto si decide a porte chiuse e in separata sede.
Del modo di fare politica di un tempo, con tutti i suoi difetti ma molto più corretto, dignitoso e democratico, è rimasto poco o nulla. Di fronte a certi scandali, si provava vergogna, ci si dimetteva o si rimaneva radiati dalla politica. La politica di oggi consiste principalmente nella rincorsa sfrenata alla conquista della poltrona, per farne poi un uso privato, per produrre favoritismi e clientelismi in cambio di voti per la futura rielezione, e si cambia bandiera con estrema facilità, disposti a passare anche nello schieramento opposto se l’offerta è più conveniente.
Occorre un rinnovo della politica, non disdegnando il ritorno ai valori più profondi di una volta, quando peraltro i contrasti interni rimanevano nascosti nelle quattro mura, e all’esterno i rappresentanti dei singoli partiti erano unitari, una voce unica e rispettosa delle direttive di partito, non come accade adesso che si fronteggiano e si svergognano pubblicamente come fosse la cosa più naturale del mondo, mettendo in piazza senza alcun ritegno, tutte le loro miserie derivanti dall’appartenenza all’una o all’altra fazione.
Ed allora, ritornare al passato, per un presente migliore.

Partiti pieni di debiti.
Se alcuni partiti sono pieni di debiti, non pagano il fitto dei locali e vengono sfrattati per morosità, è perché non sanno amministrare i propri bilanci, poiché quando si tratta di maneggiare i soldi degli altri, si spende e si spande e si scialacqua senza ritegno, e nessuno ne risponde.
I partiti che non hanno i propri conti in ordine e non sanno amministrare con giudizio e oculatezza le risorse finanziarie di cui dispongono, non sono idonei per amministrare i bilanci pubblici. Non possiedono i requisiti di idoneità per essere ammessi alle elezioni per incompatibilità e inidoneità accertata.

Conti correnti della Lega, bloccati: Non tutto il male viene per nuocere.
Con i conti correnti bloccati viene offerta alla Lega la possibilità di dimostrare, così come già fatto dal M5S, che si può fare politica e campagna elettorale con mezzi propri e con spese contenute, senza fare vergognoso scempio del denaro dei cittadini sprecato in modo indegno con il finanziamento pubblico ai partiti e rimborsi elettorali vari.

Da cosa può dipendere il pessimo funzionamento dei partiti e movimenti politici? Quando vanno a governare hanno troppo potere e troppa discrezionalità nel maneggiare il pubblico denaro e nel mettere le tasse.

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