15/01/2008
- E'
colpa nostra se i politici dilapidano le entrate dello Stato.
E’ ormai noto che i politici saccheggiano le casse dello Stato,
con arroganza, senza un minimo di pudore e senza risponderne personalmente,
non soltanto con il finanziamento pubblico ai giornali, e quello illegittimo
ai partiti (trasformatosi in rimborsi elettorali) contro la volontà
espressa dal popolo, ma anche con le consulenze che non servono e
gli incarichi professionali gonfiati e milionari, i privilegi della
Casta, in costante incremento, e una lista infinità di altre
cose piccole e grandi che distruggono gran parte delle entrate senza
produrre nulla di utile per i cittadini. E questo si paga con le imposte
sempre più alte, con stipendi e pensioni bassi, con il rincaro
incontrollato del costo della vita, e una infinità di altri
guai che nessuno dei nostri politici ha la minima intenzione di affrontare
sul serio.
Tutto ciò capita perché noi cittadini mugugniamo, piagnucoliamo
e ci arrabbiamo, ma poi ci lasciamo coinvolgere dalla campagna elettorale,
ci lasciamo inquadrare nelle logiche interne di partito, e tolleriamo
tutto quello che combinano i politici dei partiti per i quali proviamo
simpatia, per poi limitarci a criticare le stesse cose fatte dagli
altri, arrivando persino alla demonizzazione e al linciaggio morale
dell'avversario politico solo perché impedisce ai nostri amici
di conquistare l'ambita poltrona.
05/02/2008
- Riduzione
degli sprechi e delle spese improduttive. La necessità
di combattere gli sprechi del pubblico denaro e i privilegi della
Casta, potrebbe sembrare una inutile fissazione che non apre alcuna
prospettiva. E invece a me sembra un argomento fondamentale, di primaria
importanza, da affrontare prima di tutti gli altri.
Non si possono ridurre le tasse e aumentare stipendi e pensioni senza
apportare modifiche strutturali alla spesa improduttiva e parassitaria.
(I costi della politica e i privilegi della Casta).
Coloro che prometto meno tasse e aumenti significativi di stipendio,
senza dire dove e come intendono abbattere la spesa pubblica, ci prendono
in giro. Trattano da dementi tutti coloro che li stanno a sentire
a bocca aperta. pasmes
31/12/2007
- Il Presidente della Repubblica riduce
le spese. Secondo quanto riportato dai giornali, il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ridotto alcune voci
di spesa del Quirinale. La spesa complessiva per il 2008 scende di
800 mila Euro, fermandosi a ben 240,8 milioni di Euro l'anno. (Sconcertante!)
- La riduzione è stata conseguita attraverso misure strutturali,
come la riduzione del personale di ruolo, comandato, distaccato e
a contratto, con il mantenimento del blocco del tourn-over disposto
all’inizio del suo mandato, la cessazione del meccanismo di
allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale
del Senato, la soppressione di alcune indennità, la revisione
e la razionalizzazione dei documenti e delle procedure di spesa e
l’avvio della riorganizzazione interna.
Commento: Ciò dimostra che qualcosa si può
fare per ridurre la spesa improduttiva. Spero che questa iniziativa
non somigli a quella attuata dal Presidente della Camera Bertinotti,
il quale ha annunciato trionfalmente di aver congelato gli aumenti
automatici delle indennità dei deputati. Cosa che poi non si
è concretizzata, come volevasi dimostrare, in quanto ai deputati
verranno comunque corrisposti gli arretrati. E noi siamo stati presi
nuovamente per fessi dalla solita demagogia politica di basso livello.
pasme