22/02/2008
- Eliminare
l'utilizzo del petrolio? Ci
accontentiamo di ridurre di un centesimo di euro l'accise?
Vorrei leggere nel programma elettorale dei partiti che aspirano morbosamente,
come fosse l’unica cosa per cui valga la pena di vivere, a ricoprire
le ambitissime poltrone del governo, provvedimenti efficaci per sostituire
nel minor tempo possibile, l’uso del petrolio con energie alternative
rinnovabili, meno inquinanti, meno devastanti per le economie, meno
distruttive dell’ambiente e meno dannose per la salute delle
persone. E ciò, prima di ogni altra cosa, ma dopo aver cancellato
per sempre il più falso, il più demagogico e il peggiore
dei partiti: quello dei Verdi.
19/02/2008 – Cosa
vogliamo nel programma elettorale? Per
spingere i partiti a presentare programmi meno demagogici e più
realistici, per fare uno sforzo di serietà e di responsabilità
e per rassicurare in qualche modo i cittadini che non verranno presi
in giro, dovremmo richiedere di inserire nei prossimi programmi elettorali,
non la descrizione dei problemi che occorrerebbe risolvere e la solita
sfilza di buone intenzioni, ma precise indicazioni su quanto costa
economicamente ciascuna proposta e soprattutto come verrà finanziata,
cioè dove verranno prese le risorse finanziarie per coprire
la maggiore spesa. In questo modo ai cittadini è offerta la
possibilità di valutare meglio la bontà delle proposte,
di capire se sono realistiche e quale proporzione c’è
tra i costi e altre conseguenze negative prodotte e i benefici che
si prevede di conseguire.
15/02/2008 - Proposta
di Belpietro su Panorama = Nel programma di berlusconi
consiglia di inserire un disegno di legge che preveda la riduzione,
oltre che del numero dei parlamentari, anche del loro stipendio e
dei loro benefit. Chiunque voglia essere candidato dovrà sottoscrivere
il ddl e rilasciare una garanzia che, in caso di cambio d’opinione
o di casacca, verserà l’intero importo dello stipendio
al gruppo nelle cui file è stato eletto. Vedrete: oltre a un
piccolo risparmio sul bilancio parlamentare, sarà assicurata
la stabilità dell’esecutivo. E sono certo che questo
sarebbe il miracolo che il Paese apprezzerebbe di più.
Si
possono diminuire le tasse senza ridurre le spese?
9/02/2008
- Il cavallo di battaglia elettorale dell’attuale Partito Democratico
è diventato: “Meno tasse e aumenti di stiprendio, arrivando
a proporre l'obbligo per le imprese di corrispondere
un compenso minimo legale ad ogni lavoratore che non sia inferiore
a 1.000 euro al mese, con l'onere per lo Stato di sostenere le aziende
con incentivi fiscali. Ma non dice nulla su come si debba finanziare
per finanziare l'aggravio di spesa che ne consegue senza aumentare
o la pressione fiscale o l'indebitamento dello Stato.
Io
penso che questa proposta sia come al solito demagogica e poco credibile,
perché
non si possono diminuire le tasse, aumentare gli stipendi e corrispondere
incentivi fiscali alle aziende se prima non si riducono le
spese improduttive e parassitarie della politica, che sono
diventate davvero troppe.
Anch'io suggerisco di inserire nel programma elettorale la riduzione
degli stipendi e indennità ai parlamentari e ai presidenti
e assessori di Regioni e Province, di eliminare i privilegi della
Casta e di parificare l'applicazione delle regole pensionistiche dei
lavoratori ai parlamentari e ai consigli regionali (pensioni e vitalizi
non prima di 35-40 a anni di contribuzioni, e 65 anni di età).