25/01/2008
- Ratifica tribolate della riforma pensionistica
= Non riuscirò mai a capire come sia potuto
accadere che i lavoratori abbiano finito per ratificare l’accordo
tra governo Prodi e Sindacati sulla riforma pensionistica. Per me
è inconcepibile pensare, e accettare, che sia stato istituito
un sistema pensionistico che non è uguale per tutti, che consenta
privilegi e pensioni da ricchi ad alcuni, e solo dopo pochi anni di
contribuzioni, per poi far tribolare le masse lavoratrici per 35 anni
ed oltre con prelevamenti forzosi sulle già magre buste paga,
per poi ricevere pensioni misere da persone in stato di indigenza.
Non credo sia possibile consentire l’utilizzo e il depauperamento
delle risorse provenienti dai versamenti dei lavoratori non solo per
la previdenza, ma anche per l’assistenza e per varie altre tipologie
di carattere prettamente politico, con la conseguenza che sarà
difficile garantire le pensioni future. Tanto è vero che il
Sindacato, consapevole di ciò, ma tacitamente consenziente
con la parte politica, è riuscito a convincere i lavoratori
a rinunciare persino alla liquidazione per sostituirla con i fondi
pensione.
Non potrò mai accettare che i parlamentari, e componenti dei
consigli regionali ed altri ancora, conseguono diritto a pensioni
o vitalizi consistenti, e in poco tempo, mentre per i lavoratori è
richiesto l’allungamento degli anni di contribuzione. Eppure,
oggi i lavoratori hanno imparato a difendersi, sanno scendere in piazza
e protestare con decisione, quando serve, ma purtroppo lo fanno solo
facendosi strumentalizzare dal Sindacato, che ha l’ardire di
sostenere di non essere corresponsabile per quanto succede di ingiusto
con il sistema pensionistico attuale, e non si è mai mosso
per ottenere l’eliminazione dei privilegi e delle disparità
di trattamento esistenti nel sistema pensionistico attuale.
pasmes
15/11/2007 - Riforma
pensionistica che scontenta tutti. I partiti di Centro-Sinistra
del governo Prodi e i Sindacati, nel tentativo di recuperare un minimo
di quella credibilità che sta miseramente scemando in questi
ultimi tempi, hanno deciso di modificare il sistema pensionistico,
scontentando tutti, a cominciare dai lavoratori che non erano stati
sentiti prima di siglare l’accordo e che non condividevano.
C’è stata, in un secondo tempo, la consultazione dei
lavoratori manovrata abilmente dai sindacalisti di base che ha portato
a una ratifica ingoiata controvoglia. Ma come avviene sempre, in tutte
le trattative e in qualsiasi accordo, nelle delegazioni trattanti
non figurano mai i cittadini, cioè i rappresentanti diretti
che curino i loro interessi. Per democrazia intendiamo il rispetto
della volontà popolare, ma da noi, questo rispetto non si verifica
quasi mai: ciascuna delle parti crede di essere legittimata ad esercitare
una delega che di fatto, il cittadino comune non ha mai conferito,
né ai sindacati né tantomeno al politico che siede in
rappresentanza della parte politica, non del cittadino.
Quindi, nella ratifica dell’accordo di modifica del sistema
pensionistico, che sicuramente non risolverà alcun problema
ma produrrà altri guai, sono stati sentiti i politici, i sindacati
e i lavoratori sindacalizzati, ma i cittadini no. Eppure, loro sono
quelli che più direttamente ne pagano le conseguenze. E questo
modo di fare, di sicuro, non è conforme al vero concetto di
democrazia. pasmes