13/12/2006 - E' vero scontro sulle unioni civili e sui Pacs?
Infuria la bufera sui Pacs. Come al solito, da una parte i movimenti
politici di carattere radicale e di sinistra, che vogliono imporre
la propria posizione, sebbene minoritaria e non condivisa dalla stragrande
maggioranza dei cittadini, e dall’altra i partiti moderati che
non condividono, ma non possiedono la forza e la determinazione necessaria
per resistere a forzature e condizionamenti, per non rischiare di
compromettere una propria posizione politica faticosamente conquistata.
Nelle campagne elettorali tutti predicano di voler difendere in primo
luogo la famiglia, composta da genitori di sesso diverso e da figli
legittimi, come cellula fondamentale e primaria di una società
civile, poi cedono miseramente a compromessi, per riconoscere i cosiddetti
diritti alle coppie di fatto etero e omosessuali, che mirano a eludere
i doveri e gli impegni civili e morali insiti nel matrimonio, per
godere di vantaggi e privilegi discriminanti per i coniugi, soprattutto
di carattere pensionistico e fiscale, che poi finiscono per funzionare
come cattivo esempio e incentivo a rifiutare il sacro vincolo del
matrimonio. Inizialmente si tratta di piccole concessioni che, con
il passare del tempo, si trasformano in stravolgimenti gravissimi,
particolarmente deleteri per la società, che si consolidano
rapidamente con conseguenze negative che nessuno sarà più
in grado di risolvere in futuro. Penso che sarebbe meglio evitarli