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Pasquale, di Tivoli

14/07/2006. L'indulto è alle porte. (Trionfo della giustizia ed ennesima sciagura.)
Appena insediato, il primo atto del ministro della Giustizia dell’attuale governo è stato quello di andare a rendere omaggio ai detenuti, non alle vittime della delinquenza, delle quali nessuno si occupa o invoca clemenza. Poi, dando prova della massima efficienza, (raramente riscontrabile in altre occasioni), il governo medesimo, con l’appoggio trasversale di alcuni partiti dello schieramento di Cento-Destra, ha approvato in un lampo l’indulto, che va ad aggiungersi alle infinite occasioni di scarcerazioni facili già esistenti nel nostro sistema giudiziario. La ragione, ovviamente, è quella del sovraffollamento carcerario e delle condizioni disumane di permanenza dei detenuti. Ma, mi chiedo, se gli attuali penitenziari italiani non sono idonei per coloro che vengono scarcerati, per la medesima ragione non dovrebbero esserlo neppure per quelli che dovranno entravi. Quindi, se oggi, rinchiudere un delinquente nelle nostre carceri rappresenta un atto di profonda inciviltà, allora le leggi, l’attività giudiziaria, le forze dell’ordine e gli avvocati non hanno più senso? La verità è che abbiamo trasformato tutto in una clamorosa farsa.
C’è da considerare che i detenuti che beneficiano dell’indulto non sono stati rieducati, né minimamente recuperati a civile comportamento, (nessuno ci si è provato), e quindi non esiste alcuna garanzia che, una volta fuori, queste brave persone non torneranno ad esercitare le stessa attività delinquenziale che li aveva portati in carcere. (Alcuni carcerieri si dichiarano convinti che, in poco tempo, i beneficiari dell’indulto torneranno inevitabilmente dentro, e una donna ha fatto notare terrorizzata che il proprio figlio tornerà a picchiarla selvaggiamente). Ma questo, per i nostri politici, per la loro alta umanità verso i cittadini non ha alcuna rilevanza. Non li tocca direttamente. Complimenti anche a quell’alto esponente di governo che si oppone perché non vuole favorire i reati di carattere finanziario, perché quelli che comportano violenza alle persone sono poco importanti e non andrebbero puniti in modo esemplare.
Riflettendo, non posso fare a meno di pensare che questo provvedimento rappresenti una palese ammissione di grave incapacità politica e di attività fallimentare dello Stato che non riesce, e non ha alcuna intenzione di farlo, a contrastare e a tentare di risolvere il devastante fenomeno dell’aumento esponenziale della delinquenza, a tutti i livelli, ivi compresa quella giovanile.
Uno Stato che non è in grado di difendere i cittadini e non intende garantire un minimo di giustizia, a cosa può servire?
Temo proprio che avremmo bisogno di politici e partiti molto diversi, perché gli attuali sono troppo deludenti, assolutamente da non prendere in alcuna considerazione, anzi occorrerebbe liberarsene al più presto e pretendere un profondo ricambio.
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