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Emilio,
di Casape (RM)
10/11/06
- Legge finanziaria impazzita.
Stiamo assistendo con sgomento, a una girandola vorticosa di proposte
migliorative e di ripensamenti, di decisioni concordate e subito smentite,
criticate e modificate, di voti contrari da parte di esponenti del governo
in carica e di manifestazioni di piazza contro quel provvedimento generale
che alla fine loro stessi andranno a votare, per non determinare una
crisi di governo (o perdita di poltrone). Non si era mai vista una situazione
tanto confusionale. E’ cosi che si governa il Paese? Con questo
tipo di democrazia, che non è in grado di togliere potere agli
incapaci prima che producano danni irreparabili e dei quali non risponderanno
mai, i cittadini sono obbligati, con ulteriori e sempre più pesanti
sacrifici, a finanziare un caos del genere, che probabilmente non risolverà
nulla. E come per i gravissimi danni dell’indulto, che hanno prodotto
una caduta verticale della giustizia, già abbastanza provata
di suo, la colpa è sempre degli altri.
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Giovanni,
di Vigonola (Mo)
25/5/06
- Parlare
bene e razzolare male.
In riferimento ai
numerosi commenti sulle spese eccessive dello Stato, non posso fare
a meno di criticare l’imprudente incoerenza dei politici che hanno
vinto le ultime elezioni predicando di voler risanare i conti pubblici,
per poi prodursi nello scorporo e nella moltiplicazione dei dicasteri,
nella nomina di due vicepremier e nella distribuzione a piene mani di
incarichi ministeriali con e senza portafoglio, di sottosegretari e
di portaborse vari, accettando di buon grado la tendenza sfrenata alle
forzature politiche e ai ricattucci, nell’immane sforzo di mettere
in piedi un governo saziando gli appetiti voraci di tutti.
Spiace dover rilevare che, purtroppo, si tratta di una pratica di basso
livello politico che produce il raddoppio dei costi per la politica,
già esorbitanti, che non concorre affatto al risanamento dei
conti pubblici, ma li peggiorerà considerevolmente. Il che è
piuttosto sconcertante.
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Daniela,
di Porto Viro (Ro)
12/5/06
- Spesa politica
eccessiva.
Ho letto su un
quotidiano che i deputati percepiscono stipendi e indennità
favolosi (10.000 Euro al mese come minimo) e privilegi di ogni genere
(4.000 Euro per ogni portaborse), rimborsi vari per spese anche esose
di affitto e albergo di lusso, di viaggio, mediche ecc. e mille altre
cose gratis come telefonino, tessere del cinema e del teatro, autostrada,
autobus e metro, tribune d’onore negli stadi, piscine e palestre,
massaggiatore e istituti di bellezza, giornali e ristoranti, ecc,
e inoltre una cospicua pensione dopo soli 35 mesi di mandato, oltre
a gettoni di presenza, ulteriori indennità per presenze e presidenze
di commissioni e altri incarichi ben più remunerati, ecc. E
così, il nostro Parlamento costa ai cittadini una spesa stratosferica,
che si aggiunge ad altra, ancor più stratosferica, determinata
da una infinità di istituzioni pubbliche e non, per non parlare
degli Enti Locali. Poi hanno l’impudenza di predicare che ci
si rammarica del fatto che molti cittadini non ce la fanno a campare
o vivono nella miseria.
In Italia la politica costa troppo e i politici diventano tutti ricchi.
Ma è legittimato? Ho dei dubbi.
Mi chiedo e vi chiedo: è sicuro che i cittadini siano d’accordo?
Sono mai stati interpellati al riguardo?
In uno Stato democratico è richiesto il consenso della popolazione
(almeno il 50% più uno). In Italia, questa maggioranza è
stata conseguita su tale argomento?
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24/4/06
- Lotta agli sprechi e alle inefficienze pubbliche.
A mio giudizio, l’amministrazione di gran parte degli Enti Pubblici
è caratterizzata dagli eccessivi costi di gestione e di funzionamento,
a cominciare da quelli sul personale, non per gli stipendi sicuramente
poco adeguati al reale costo della vita, ma perché in esubero
e male utilizzato, dalle spese di ogni genere gonfiate e non necessarie
e dagli sprechi, dal ricorso massiccio agli incarichi professionali
e alle consulenze di cui non si avrebbe bisogno, dalla mancanza di controlli
esterni privi del potere di intervento, dall’esistenza di organi
di controllo interno nominati dagli stessi controllati, e soprattutto
dalla mancanza di responsabilità amministrativa e contabile risarcitoria
da parte di chi non controlla bene e di chi opera con trascuratezza,
con omissioni o con abusi.
Se si volesse fare qualcosa per migliorare, si saprebbe bene da dove
cominciare. Ma credo siano troppe le persone non interessate al cambiamento.
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14/4/06
- Spese eccessive per la politica.
Ritengo che l’incremento
costante della spesa per la politica che grava sulle casse dello Stato
e degli altri Enti Pubblici, impedisce qualunque tentativo di ripresa
economica perché ostacola la riduzione della pressione fiscale,
anzi la fa lievitare, con conseguenze gravissime sulla libera circolazione
del denaro, sul risparmio, sulle compravendite e sugli investimenti.
Occorre invece promuovere una drastica inversione di marcia, scoraggiare
la tendenza dei nostri governanti a inventare nuove forme di prelievo
fiscale e incrementare le disponibilità finanziarie, per far
fronte alle esigenze primarie della cittadinanza, non aumentando le
tasse, ma riducendo sensibilmente le spese improduttive e parassitarie,
che sono tante ed hanno raggiunto livelli di impossibile sopportazione.
Francesco,
di Latina
Replica
1
Parlando di spese
per la politica a carico dell’Ente Pubblico, trovo moralmente
poco accettabile che la nostra classe politica, approfittando del
potere che ha e dell’assenza di manifestazioni critiche organizzate
da parte dei cittadini, si attribuisce stipendi elevati, indennità,
rimborsi e privilegi d’ogni genere con cui si arricchisce, per
poi fingere di rammaricarsi per i cittadini poveri o con reddito inadeguato
al costo della vita, dichiarando sfrontatamente di volersi impegnare
per risolvere qualcosa.
Apprezzerei moltissimo colui che si presentasse in campagna elettorale
dichiarando di voler ridimensionare un fenomeno davvero immorale.
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Pasquale,
di Tivoli
1/4/06
- Pressione fiscale esagerata e cattiva amministrazione
Penso che le Pubbliche Amministrazioni abusino nel creare nuove e odiose
occasioni di prelievo fiscale, come ad esempio quelle di recente invenzione
tipo strisce blu e zone a pagamento, pedaggi stradali o peggio ancora
quelle di carattere persecutorio e punitivo come le multe facili, infischiandosene
del grave danno che arrecano all’economia, perché incidono
troppo sui redditi medio bassi, ne abbassano il potere d’acquisto
e rendono tutti più poveri.
Sarebbe opportuno che le Pubbliche Amministrazioni si facessero bastare
le entrate esistenti, in quanto più che sufficienti per il conseguimento
delle finalità istituzionali, e che emanassero norme efficaci
di tutela dell’ente, con l’onere del risarcimento da parte
dei Pubblici Amministratori per le spese sbagliate e inopportune, (tipo
le consulenze), o effettuate senza l’effettiva coperte finanziaria
mascherata dalle ben note alchimie contabili, facendo in modo che, quando
si decide di istituire una nuova spesa, contestualmente si procede alla
riduzione o soppressione di un’altra di eguale entità,
per non accrescere l’esposizione debitoria dell’ente che
inevitabilmente produce l’incremento della pressione fiscale.
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