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La leggenda di Ser Rhaphael
Alfonso Rotunno

Nasce a Treviso nel 1978. Laureato in Conservazione dei beni culturali, vive ora a Lanzarote, dove cerca nella quiete dell’isola la sua musa ispiratrice. Dotato di una grande vena creativa, ha sempre coltivato in segreto la passione di scrivere, fin dai primi anni dell’adolescenza.
“La leggenda di Ser Raphael”
è la sua prima esperienza editoriale. Attualmente sta lavorando al suo prossimo romanzo e ad una raccolta di racconti. Nelle altre sue opere tuttora inedite, ama svariare tra i vari rami della narrativa, in uno stile accattivante e scorrevole, adatto sia agli adulti che ai ragazzi, celando nei suoi scritti un contenuto alle volte attuale che va ben oltre la semplice storiella.
Scheda Editoriale
: LA LEGGENDA DI SER RAPHAEL,
di Alfonso Rotunno. 116 pagine. Besa Editrice, Costellazione 90. Euro 10,00
In un medioevo immaginario Ser Raphael, un valoroso cavalier errante, si trova suo malgrado a dover affrontare un avversario invincibile, in grado di mettere in ginocchio persino colui che “nessuna spada né sortilegio erano mai riusciti a scalfire”. Il “Parco Insonne” spingerà l’intrepido cavaliere ad intraprendere insieme col suo inseparabile scudiero Osnolfa un viaggio attraverso terre fantastiche e inesplorate, in cerca di una miracolosa via della guarigione.
Nel corso delle loro avventure i nostri eroi si imbatteranno in personaggi misteriosi e stravaganti, al limite dell’impossibile: un enigmatico curatore, un bizzarro inventore, un’accattivante signora…
Il libro è la trasposizione fantasiosa di una delle innumerevoli forme attraverso cui il male suole manifestarsi agli uomini, insinuandosi nelle loro vite senza alcun preavviso, ad ogni battito di tempo. E’ la lotta di un uomo contro una malattia capace di insediarsi anche nei cuori delle persone vicine.

La leggenda di Ser Raphael
si presenta come un piacevole racconto dove fantasia e magia si sposano in un gradevole susseguirsi di colpi di scena. Una fiaba piuttosto triste, capace di regalare ai lettori anche qualche sorriso: un modo di affrontare con ottimismo e con tenacia anche le peggiori infermità.
Una storia di coraggio, fedeltà e ingegno che rende omaggio agli eroi dei nostri tempi, coloro che, giorno dopo giorno, lottano per superare le difficoltà, proprio come i personaggi di questo racconto. Il linguaggio semplice ma curato, lo stile scorrevole e il ritmo avvincente fanno di questo romanzo una piacevole lettura.

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Renasce
Enrica Arvigo

(1963)
Laureata in lettere moderne, è funzionario presso la Biblioteca Berio e da molti anni si dedica alla poesia in genovese. Scrittrice sensibile e delicata, attenta ai problemi e alle sofferenze dei più deboli, dei bambini, delle donne, il suo verso spezzato e tendenzialmente breve, ansioso, spesso illuminato da brividi ultraterreni, ci introduce in un mondo trepido, dove l'autrice è intenta a spiare i minimi sussulti della vita e della speranza in tutto ciò che accade. Nel 2005 ha pubblicato la raffinata raccolta di liriche Renasce, presso la prestigiosa casa editrice Le Mani.
Il volume Renasce, di Enrica Arvigo, propone senz'altro poesie in genovese di alta qualità letteraria, con un forte spessore di contenuti. Peraltro, nella letteratura dialettale ligure le poetesse di alto livello sono davvero pochissime, né, a dire il vero, in passato ve ne sono mai state di veramente valide in genovese.
Affascinata da sempre dal plurilinguismo e dalla preziosa varietà culturale determinata dalla policentricità che ha caratterizzato la storia nazionale, l'autrice si dichiara da sempre fondamentalmente una "ricercatrice di ricchezze". La lingua regionale è per lei la casa paterna, un corpo vivo, una memoria in grado di creare ancora possibilità reali di comunicazione proprio attraverso la ricchezza linguistica che ha conservato nel tempo, e di essere quindi, anche una prestigiosa, efficace risposta alle urgenze dell’invenzione letteraria. Nella fattispecie, il repertorio degli aggettivi sono vere e proprie costanti che vanno a costituire un “sistema” e, non a caso, sono collocati spesso in rejet: zeòu (gelato), amäo (amaro), ciæo (chiaro), neuvo (nuovo), mutto (muto), arsoïo (riarso). Scrittrice sensibile e delicata, attenta ai problemi e alle sofferenze dei più deboli, dei bambini, delle donne, il suo verso spezzato e tendenzialmente breve, ansioso, spesso illuminato da brividi ultraterreni, ci introduce in un mondo trepido, dove l'autrice è intenta a spiare i minimi sussulti della vita e della speranza in tutto ciò che accade.
L’autrice ha studiato le opere degli scrittori che si sono espressi nella lingua regionale e quelle dei dialettali con i quali l’Italia ha partecipato alla letteratura mondiale, consapevole del carattere colto della letteratura dialettale di alto livello, consona alla tradizione italiana ed europea. Ma ha assorbito anche la lezione della letteratura europea ed internazionale, dedicando molto tempo anche alla lettura della poesia portoghese e, soprattutto, brasiliana: in particolare, ha coltivato la raffinatissima poesia di Conceição Lima, giovane giornalista e scrittrice di São Tomé, nota per le sue appassionate battaglie civili.
Le figure dolenti di Renasce (le donne stanche di correre, l’anoressica, la moglie picchiata, la neonata uccisa, i bimbi soldato, i ragazzini palestinesi della guerra delle pietre, la figlia che assiste alla cremazione, gli uomini che si ribellano alla guerra) sono quelle osservate quotidianamente ed insieme alle quali talora l’autrice ha sofferto. Nella continua ed intensa riflessione esistenziale che pervade ogni pagina del volume, Renasce fa continuamente riferimento a situazioni, emozioni e sentimenti osservati negli occhi di quanti l’autrice ha incontrato, facendoli propri: Renasce è senza dubbio il prodotto del dolore. Ma è anche il frutto della voglia di essere vivi. Nella poesia che dà il titolo alla silloge, colpisce la gioia profondissima nella descrizione delle varie fasi di una vera nascita, dal buio del tunnel alla luce ritrovata.
Ma anche le poesie di indignazione civica per essere comprese, devono essere intese esclusivamente nel quadro dei rapporti filosofici dell'uomo con la natura e della ricerca per comprendere il significato della nostra presenza all’interno di quell’antico cerchio che tutto racchiude in un eterno, misterioso gioco attraverso cui sempre si ritorna al nuovo. Non si tratta, dunque, tanto di "poesie di protesta", ma piuttosto di un importante aspetto della ricerca filosofica relativa a morte spirituale-fisica / rinascita: il libro è un unicum, dove ogni poesia è un tassello di questa e solo di questa ricerca filosofica. L’autrice scrive di questa terra per parlare di ciò che non si conosce, e osserva i ritmi della natura per tentare di svelare qualcosa di ineffabile, celato nella memoria dell’universo, agli albori della storia del genere umano. Ciò rivela la presenza di un chiaro disegno, di un progetto culturale ben definito che, al di là dei consueti moti sentimentali e del naturale legame affettivo con la terra d’origine, vede il genovese utilizzato come lingua letteraria, alla ricerca di un costante aggiornamento, di una rinascenza riguardante non solo la spiritualità di ciascuno, ma anche i temi stessi della lirica in genovese, i cui orizzonti si allargano ulteriormente sino a comprendere il dolore silenzioso e le attese deluse dell’universo femminile.
Alessandro Guasoni
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Momenti d'amore e nostalgia
Roberto Maria Tarantino

Nasce a Tivoli dove compie l'intero ciclo scolastico fino alla maturità classica. Nel 1956 comincia a scrivere poesie. La sensibilità e la culturaumanistica ricevute da valenti docenti lo accostano al critico d'arte e poeta religioso Umberto Marvardi che diviene il suo mentore e punto di riferimento. Frequenta negli anni 60 gli ambienti letterari Romani noti per la copstante presenza di forti personalità come Ungaretti, Pasolini, Sapegno, Petrucciani, Paratore. Si laurea in medicina e Chirurgia, si specializza prima in chirurgia generale poi in chirurgia dell'infanzia. Ospedaliero per scelta, ha sempre esercitato presso l'ospedale di Tivoli, dove ha diretto il centro di senologia e quello di terapia oncologica per tumori solidi. Partecipa a numerosi concorsi nazionali e internazionali ottenendo menzioni d'onoreda Italia Letteraria nel 1958, SIAE di Bologna nel 1958, Premio Sicilia e il primo premio Omnia nel 1960 con la raccolta "ai confini dell'anima" che pubblicata si è subito esaurita. Primo premio al VI° concorso di recital di Tivoli nel 1975. Nel 1985 pubblica "Chimere del mio tempo" devolvendo l'intero incasso alla fondazione Villaggio Don Bosco di Tivoli. E' sposato con Rosanna, e ha tre figli. Impegnato nel sociale, si distingue per pensiero ed azione nell'Associazione di Lions Clubs International dove ha ricoperto la carica di Governatore del Distretto 108L.

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Tivoli per ricordare
Giuseppe Porcelli

Nasce a Tivoli, nel 1925. La sua formazione culturale in campo scolastico si ferma al primo biennio di Ragioneria, frequentato quando già lavorava a Roma come impiegato. Tante iniziative e tante pubblicazioni recano la firmga G.P. nel campo dell'arte e della cultura tiburtina, con particolare riferimento alla pittura e alla scrittura di sonetti e poesie in dialetto tiburtino, che rappresentano le sue passioni principali

"Tivoli per ricordare" vuole essere una testimonianza storico-fotografica della città di Tivoli, e racconta della situazione catastrofica creata dai bombardamenti provocati dalla guerra e dalla caduta del fascismo, della faticosa e brillante ricostruzione della città, degli amministratori pubblici, dei partiti e dei sindacati locali, delle iniziative pubbliche e private, dei personaggi di maggior rilievo, delle manifestazione più rilevanti, del progresso, delle macnhevolezze e dei traguardi del popolo tiburtino.

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La strega di Beaubois
Luigi Brasili

E' nato a Tivoli nel 1964, dove vive tuttora. Lavora come tecnico informatico a Roma. Scrive fin dall'adolescenza ma ha iniziato a farlo "in modo organizzato" a partire dalla fine del 2003. Diversi suoi racconti compaiono in antologie, riviste letterarie ed e-book. Le pubblicazioni più recenti sono: "Spacewave", antologia di racconti di fantascienza, contenente il racconto "Fino all'ultima stazione", Fanucci editore - luglio 2006; "666 passi nel delirio", antologia di racconti horror e thriller, contenente il racconto "D'ombre e nebbia", Larcher editore - settembre 2006. Sito web: luigibrasili.altervista.org
PRESENTAZIONE:
Francia, intorno all'anno 1600: la vita degli abitanti di un piccolo paese di montagna viene sconvolta dalle apparizioni di una donna misteriosa, nei pressi del bosco di Beaubois... .
LINK: www.magneticaedizioni.it/book_desc/978-88-89889-23-3.html
RECENSIONE:
"Odore di fuochi e di rose. Questo è ciò che ho respirato leggendo La strega di Beaubois di Luigi Brasili. E molto di più. Ma questo, soprattutto, è rimasto a me, alla mia mente, ai miei sensi. Cos’altro dovrebbero essere le parole – certe parole – se non “trappole” per odori, sensazioni, brividi che – magia dell’arte dei suoni e dei segni grafici – riescono a riportarci in pieno in un mondo vivo. Come viva può essere la pagina scritta quando le parole che la “segnano” riescono a essere altro da sé e mutarsi in gesti, sguardi, dolori. Dolori antichi e sempre vivi, come certe piante che non riescono a morire, nonostante il gelo dell’inverno. Odore di fuochi e di rose. Misti, mescolati in un tutt’unico. Aspro e dolce. Odore unico che s’insinua tra le casupole d’un villaggio perso ai bordi d’un bosco. Il mitico bosco sempre celato tra le pieghe più intime del nostro essere. Eppure vero. Vero bosco, con veri alberi, con vere paure di veri esseri che si sono persi. E che si perdono. Ancora. Un mitico bosco che ha veramente visto, tra i labirinti dei suoi rami scheletrici, orrori. Quegli orrori che fanno impallidire certi scimmiottamenti cinematografici e pseudoletterari. In questo racconto è magistralmente descritto un bosco vero. Tanto vero da essere sempre vivo, sempre presente. I suoi aculei, anche. Che s’incuneano e fanno male. Da queste nostre ferite fuoriesce un balsamo, come quello che riescono a secernere gli aberi feriti. Certi alberi. Solo che, invece d’essere color ambra e profumare di fresco pino speziato, questo nostro balsamo è di colore nero–inchiostro e profuma di fuochi e di rose. Che questo nostro sangue nero e profumato possa servire. A qualcuno. A qualcosa.
Giovanni Buzi - Dicembre 2006"
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La montagna del non ritorno
Serafina Salvati

Serafina Salvati è nata nel 1966 a Tivoli, in provincia di Roma, dove tuttora vive. E’ sposata e ha un figlio. Conseguito il diploma magistrale ha insegnato presso scuole primarie e asili nido, dove ha potuto dare piena libertà alla sua immaginazione inventando storie sempre nuove per i bambini. Collabora con il mensile locale Notiziario Tiburtino.

Gelsomino è il ragazzo prescelto dal Re dei Folletti e da una strega buona per combattere la cattiveria e le ingiustizie dell’Imperatore della Malvagità. Il Bene contro il Male quindi, con l’apparizione dell’elemento magico che, tra tante peripezie, dà a Gelsomino la forza per sconfiggere l’Imperatore, sono i protagonisti di questo racconto fantastico.
Appartenente al genere narrativo più antico e universale della favola, La montagna del non ritorno è un componimento a sfondo moralistico, adatto a tutti, dai piccoli lettori agli adulti, perché : il piacere di ascoltare o leggere favole non ha né tempo né età, basta abbandonarsi alla narrazione fantastica che dà emozioni e divertimento pur nella ricchezza di significati importanti.

Collana Aquilone. Edizione 2009. Pag. 68. € 10.00 - Editrice Nuovi Editori - 20123 Milano - 14, V. Gaudenzio Ferrari - www.editricenuoviautori.it

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