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Indipendenza, scissione, autonomia.

INDIPENDENZA, SCISSIONE, AUTONOMIA. Ritorno al passato antecedente le guerre di indipendenza?
Con i referendum per l’indipendenza, per la scissione e per l’autonomia regionale che ne è l’anticamera, ci si batte per un ritorno al passato, alla frantumazione dell’unità nazionale, a una nuova forma pseudo democratica di regno feudale come quello di Napoli e delle due Sicilie, il lombardo-veneto, i ducati, i principati e le signorie, dove comanda un gruppetto di persone invece di una sola, dove c’è sempre qualcuno che ci sguazza alla grande e dove il popolo è sempre più suddito.
Le regole uguali per tutti non piacciono proprio. Debbono esserci per forza differenze di ogni genere da cittadino a cittadino, sperequazioni, privilegi, opportunità diverse, figli e figliastri, cittadini di serie A e B, secondo in quale città ci si trovi a vivere, in un coacervo di sovrapposizioni legislative, burocratiche e amministrative poco comprensibili ai più. Si va verso la civiltà o la barbarie?
Occorrerebbe invece l’esatto contrario. Regole di base uguali per tutte le Regioni e i Comuni, rigida uniformità sulla legge elettorale, sulle pensioni e sugli stipendi, sui compensi ai pubblici amministratori, sul debito pubblico e sulla pressione fiscale e sul modo di utilizzare il pubblico denaro che viene versato per far funzionare gli Enti Pubblici e per il migliorare i servizi e le condizioni di vita dei cittadini, rendendo quindi illegale l’eccessiva discrezionalità nel fare spese improprie, nello scialacquare e nel regalare denaro a destra e a manca a proprio piacimento, in modo discriminante e senza risponderne.
No autonomia, ma regole uguali per tutti e senza fughe in avanti per nessuno.

Innescare una reazione a catena = Al primo cedimento dello Stato che finisce per riconoscere l’indipendenza o l’autonomia di una regione, si scatenerà una catena di richieste da ogni parte che non sarà più possibile fermare.

Il fermento indipendentista dilaga. Ecco dove esiste il fermento indipendentista in Italia (oltre a indipendenza, la chiamano autodeterminazione, federalismo, autonomia, statuto speciale ecc,) il cui obiettivo è solo uno: chiedere e ottenere il distacco dal governo centrale. Oltre agli altoatesini, al Veneto e alla Lombardia, vi è l’Alto Adige, la Val D’Aosta, il Friuli, Trieste, Bolzano, Sardegna, Sicilia, Ecc.
Vogliamo la distruzione dell’Italia? I cittadini italiani condividono? Bene, allora accontentiamoli.

Indipendenza della Catalogna. Richiesta legittima e democratica, o tradimento?
E’ mai possibile ipotizzare che uno Stato sovrano possa accettare richieste di indipendenza da parte dei proprio enti territoriali e permettere la propria disgregazione?

Indipendenza della Catalogna e Autonomia di Venero e Lombardia.
Mi domando, se la Catalogna fosse uno Stato autonomo, cosa farebbe nel caso in cui i suoi enti territoriali più ricchi chiedessero l'indipendenza? Consentirebbe?
E se i Comuni delle Regioni a Statuto Speciale chiedessero l’autonomia? Sarebbero felici di aderire la loro richiesta?

L’aumento dell’autonomia e della discrezionalità è direttamente proporzionale al calo delle libertà individuali e della democrazia.

Maggiore autonomia alle Regioni? Sì, ma…
Autonomia sia sinonimo di democrazia, non di totalitarismo.

Maggiore autonomia regionale? D’accordo. Ma entro certi limiti, a garanzia dei cittadini, del popolo, con particolare riferimento al potere eccessivo di aumentare i debiti e trascinare al dissesto finanziario gli enti pubblici e di prelevare denaro dalle tasche dei cittadini senza limiti, per poi farne quel che si vuole.
Antonimia sì, ma totalitarismo no.


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