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Delinquenza.

Per combattere la delinqueza:
Per combattere la delinquenza, occorrono norme per non rendere conveniente delinquere.

Fine legislatura a guida PD.
La delinquenza è aumentata a dismisura e la giustizia è sempre meno giusta. L'ultimo Governo ci lascia solo macerie.

Lo Stato tutela più il malvinente che la persona per bene che ha subito.
Uno stato che tutela i ladri, i delinquenti, gli stupratori, perfino gli assassini e non chi si difende e difende la sua famiglia, le sue proprietà, la sua sicurezza e condanna chi lo fa, non è civile, democratico e giusto!

Uno Stato inefficiente incentiva la delinquenza.
Uno spacciatore libico, con 4 espulsioni mai eseguite, accoltella due Carabinieri a Padova, resta una notte in galera e il giorno successivo torna in libertà. Come è tollerare che un giudice possa rimettere in libertà un delinquente seriale e accoltellatore? Viviamo in uno Stato che, con la sua inefficacia, incentiva la delinquenza.

Tolleranza zero. Cosa significa in concreto?
Il commento di un politico impegnato: Milano non può accettare episodi gravissimi di delinquenza. Contro le bande giovanili, come contro tutti i fatti delinquenziali che minano elementari norme di sicurezza dei cittadini e seminano panico e angoscia, la ricetta è una sola: tolleranza zero, tanto per gli italiani quanto per gli stranieri.
Ma in questa battaglia, il Comune non deve essere lasciato solo e il sindaco non può trasformarsi in una sorta di sceriffo come forse qualcuno spererebbe. Occorre invece che il governo si prenda le sue responsabilità, intervenga direttamente e si faccia carico con tutti i mezzi possibili del problema.
Queste sono le solite belle parole che non spiegano quali interventi concreti mettere in atto. Quindi sono inutili.
La risposta concreta alla tolleranza zero, io l'avrei: obbligo del risarcimento del danno e lavori forzati.

Il ministro della giustizia, a cosa serve?
Tutti i giorni reati di ogni genere: rapine, furti, truffe, stupri, aggressioni sempre più violente, prostituzione, spaccio di droga, scippi, atti di violenza sempre più spietati e disumani, corruzione ecc. I malviventi vengono catturati dalle forze dell’ordine e subito rilasciati, o vengono condannati alla reclusione e dopo qualche tempo rimessi in libertà. Tutto procede nel solito andazzo, meccanicamente a forza d’inerzia, e i difetti e le cose sbagliate continuano ad essere tali poiché nessuno li rimuove. Poi ci sono i Radicali che chiedono lo svuotamento delle carceri, l’indulto, l’amnistia.
E allora, a cosa servono i ministri, i sottosegretari, i porta borsa, i consulenti? Ne possiamo fare a meno. Si dovrebbero dimettere e non farsi più vedere.

Assalto ai treni. Le delinquenza dilaga e lo Stato non c’è più.
300 passeggeri di un treno Ventimiglia-Torino. Aggredii, molestati e terrorizzati da una gang di 50 minorenni nordafricani.
Stiamo tornando al tempo dei pirati non solo per le navi, ma ora anche per i treni. La situazione è quasi fuori controllo e il governo tace, il ministro competente latita, tace e non ha nulla da proporre. Lo Stato italiano non esiste più per il popolo, ma vive solo per se stesso.

Terrorismo. Avanti così, tanto non ci facciamo intimorire.
L'amara realtà è che non si sa come e cosa fare per combattere il terrorismo in pericolosissima espansione. Dire semplicemente “tanto non ci facciamo intimorire” è abbastanza riduttivo, è piuttosto inefficace.

Agli attentati terroristici sono da condannare tutti, non solo quelli degli altri.
Gli attentati terroristici sono una cosa abominevole; solo gli abominevoli riescono a concepirli e a realizzarli. Spesso si tratta di gente a cui i criminali hanno fatto il lavaggio del cervello. E la colpa è anche di chi, schierandosi da una parte o dall’altra, condanna solo quelli degli altri. Invece, gli attentati sono da condannare tutti, da chiunque vengono compiuti, senza sé e senza ma. Le comunità internazionali dovrebbero farsi sentire con maggiore determinazione ed efficacia, invece di latitare.

Gli ultras non sono sportivi, ma solo delinquenti comuni.
Gli ultras che scatenano vere e proprie guerriglie e devastano gli stadi, non sono sportivi, ma delinquenti comuni e criminali. Il fenomeno non solo non regredisce, ma continua a ingigantire perché le leggi in vigore non sono scoraggianti, ma blande, inefficienti e, in alcuni casi anche ridicole. Vengono arrestati uno o due personaggi, e il resto del gregge resta impunito, pronto a ripetersi alla prossima occasione. Ed è del tutto inutile punire le squadre di calcio, perché loro con questo tipo di delinquenza non c’entrano nulla. Lo Stato dovrebbe essere punito, invece, per la sua completa inefficienza. I partecipanti a queste incivili bravate andrebbero individuati e puniti tutti, non solo alla reclusione, ma anche e soprattutto a risarcire totalmente i danni. Essere obbligati a sborsare denaro forse per anni, sarebbe sicuramente un deterrente efficace che farebbe togliere la voglia a chiunque di andare a devastare i negozi, le auto in sosta, le città e gli stadi.

Due quattordicenni legate e violentate. La macchina della giustizia per loro è del tutto inutile.
Colpa dello Stato italiano, e dei buonisti del cavolo che lo governano. Reati così gravi andrebbero puniti in modo esemplare; coloro che li commettono dovrebbero pentirsi di essere na, ne dovrebbero rispondere per tutta la vita. E invece ci sarà qualcuno che a breve, passato lo sdegno, nella sua piena autonomia di giustizia, li rimetterà in libertà come se nulla fosse accaduto.

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