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Pubblico
denaro a disposizione degli stupratori di gruppo.
19/07/2007
- Leggo con sdegno sui giornali di una vicenda che ha dell’incredibile.
Il Sindaco DS del comune di Montalto di Castro ha fatto adottare dalla
Giunta Comunale da lui presieduta, una deliberazione con la quale venivano
anticipati 5 mila euro a testa, per le spese legali, agli 8 minorenni,
dai 15 ai 17 anni, residenti nel paese, arrestati per lo stupro di gruppo
di una ragazza di 16 anni di Tarquinia. Non una parola né un
minimo gesto di solidarietà nei confronti della ragazza violentata,
la cui vita rimarrà per sempre segnata da questa triste vicenda.
L’Associazione “Telefono rosa” ha subito preso l’iniziativa
di richiedere l’intervento della Corte dei Conti e dei ministeri
dell’Interno e dell’Economia, per accertare le responsabilità
contabili della Giunta Comunale, e di mobilitare i cittadini ad esigere
le dimissioni immediate e senza revoca dell’incauto e stravagante
sindaco riformatore.
E’ sconcertante e raccapricciante. Le istituzioni credono di far
bene, di essere moderne e innovative schierandosi dalla parte sbagliata,
pur trattandosi di un reato gravissimo che andrebbe punito adeguatamente
e senza tentennamenti. Credono di poter disporre a proprio piacimento
del pubblico denaro che forzosamente viene prelevato dalle tasche dei
cittadini per contribuire alle spese dello Stato. Spese, però,
per fornire servizi ai cittadini, non per spendere come se si trattasse
di denaro proprio, da poter utilizzare a scopo di demagogia politica
per ricavare qualche consenso elettorale in più. Che vergogna!
Commento: Le
pubbliche amministrazioni fanno quello che vogliono del pubblico denaro.
Non devono rendere conto a nessuno. Che autonomia sarebbe, altrimenti?
E la corte dei Conti? Sa tutto. Conosce ogni minima marachella (piccola
e grande) degli Enti Pubblici che è tenuta a controllare. Ma
poi non è obbligata a intervenire? Non risponde della propria
inerzia? E noi cittadini, più che soddisfatti e riconoscenti,
alla corte dei Conti non possiamo dire altro che “grazie di esistere”.
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Etica
politica e coerenza
18/07/2007
- Vedo di buon grado l’asse “Di Pietro-Fini”, non
soltanto per l’impegno nella raccolta di firme per il referendum
finalizzato alla formazione di una buona legge elettorale, ma soprattutto
per “L’etica politica”. Ma attenzione alla coerenza,
che è cosa abbastanza difficile, perché l’incoerenza,
il dire una cosa e poi dimenticarsela o farne un’altra, è
la causa principale della crescente sfiducia dei cittadini nella politica.
Perché “Etica politica” non è soltanto “Un
determinato parlamentare con condanna penale”, ma anche “Un
vicepresidente con 6 anni di reclusione sulle spalle”, etica è
anche riconoscere diritto a pensione per tutti indistintamente i cittadini
nello stesso modo, senza eccezioni scandalose per i parlamentari, etica
è altresì non permettere vitalizi ai consiglieri regionali
e tante altre cose simili.
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Tasse
e politica da bancarotta
20/06/2007
- Agganciandosi a una dichiarazione del presidente della Confindustria,
illustri esponenti del governo hanno forgiato l’assunto: «La
pressione fiscale, in Italia, è tra le più alte d’Europa,
e non può essere ridotta se non si recupera un’evasione
che si aggira sui 270 miliardi l’anno.» Bel concetto per
continuare a trattarci da fessi, nel patetico tentativo di giustificare
l’aumento sconsiderato di imposte, tasse e prelievi di vario genere.
Fermo restando che l’evasione fiscale è una piaga da combattere
e debellare, non solo per le casse dello Stato, ma soprattutto per equità
e giustizia sociale, (ma a cominciare dai pesci grandi e non per perseguitare
chi non ce la fa neanche a stare in piedi), ciò non toglie che
sulla pressione fiscale gravano molti altri elementi, primi fra tutti
gli altissimi costi della politica, degli sprechi e della cattiva amministrazione
della cosa pubblica, che non si possono ridurre perché con essi
ci si garantisce il sostegno elettorale e qualcosa d’altro. Si
pensi agli stipendi e pensioni assurde di molti manager e alte cariche
di organismi pubblici o privatizzati, ai compensi sempre in crescita,
a differenza dei salari, che complessivamente percepiscono i parlamentari
tra stipendi, indennità, gettoni, rimborsi, auto blu e privilegi
vari, cui si sono agganciati anche gli amministratori regionali e via
via tutti gli altri politici di più basso livello, che hanno
l’ardire di attribuirsi in modo eticamente scandaloso, senza cioè
il consenso di nessuno o dei cittadini, pensioni e vitalizi (in costante
proliferazione e il cui costo raggiungerà livelli stratosferici),
in barba ai lavoratori che versano contribuzioni per 35 e più
anni e ai quali, Politici e Sindacati, hanno pensato bene di togliere
anche la liquidazione, o TFR che dir si voglia.
Mi chiedo fino a che punto, cittadini e lavoratori, riusciranno a sopportare
quelle che ormai vengono presentate come banalità, ma che umiliano
e danneggiano milioni di persone.
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Cresce
la sfiducia degli italiani per la politica
16/06/2007
- Da una indagine svolta da Swg, per conto dell’ANCI (Associazione
Nazionale dei Comuni d’Italia), si rileva che una larga maggioranza
dei cittadini intervistati sono orientati per l’eliminazione della
auto blu, per la riduzione delle indennità per politici e amministratori
e del numero degli assessori e consiglieri, e niente incarichi multipli
nelle amministrazioni pubbliche. All’apice degli sprechi si collocano
i parlamentari e il governo. Cresce inoltre il numero dei cittadini
che non hanno fiducia e non si sentono tutelati dai Comuni, Province
e Regioni, considerandole i luoghi in cui si annidano gli sprechi e
i costi non più sopportabili della politica. In merito alle consulenze,
gli intervistati le considerano uno spreco inutile.
Commento: Mi chiedo perché non se ne tiene conto? Come mai i
cittadini continuano a tollerare questo stato di cose e non ritengono
invece di dover pretendere dai politici una salutare inversione di rotta?
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