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Modifiche al sistema pensionistico. Prime conseguenze.

22/07/2007 - Una delle conseguenze del nuovo sistema pensionistico, così come proposto dall’attuale governo, sarà quella di incrementare ulteriormente privilegi e favoritismi vergognosi nel Pubblico Impiego, in aggiunta a quelli già esistenti. (troppi). E questa, credetemi, è la più ambita aspirazione del Sindacato. Mi riferisco, per brevità, alla questione del superamento dello scalone da parte dei lavoratori usuranti, vedi turnisti. Nei comuni (e non so negli altri enti pubblici) ce ne sono già tantissimi di turnisti, e chissà quanti ne nasceranno in seguito. Sono turnisti il personale dell’Asilo Nido, quello del cimitero, gli operai in generale, gli impiegati della biblioteca, il personale dello stato civile, gli immancabili Vigili Urbani e tantissimi altri impiegati e non, e ciò perché maturano diritto a percepire l’indennità di turno e ad eseguire 35 ore settimanali, anziché 36 come tutti gli altri. In questo modo “sarebbero” già tutelati. Ovviamente, per maturare questo “diritto” basta effettuare soltanto 4 controturni al mese, nonostante che il contratto disponga diversamente, e tutto prosegue liscio. Ciò significa che si può lavorare sempre di mattina, ma basta rientrate quattro volte nel pomeriggio e il gioco è fatto. E ciò anche quando si è assenti per malattia. Quindi non facciamo l’esempio di chi lavora negli alti forni, che è cosa ben diversa. Possibile che la politica abbia sempre maggiore interesse a creare discriminazioni e disparità di trattamento a non finire tra i lavoratori?
Tenete presente che i Vigili Urbani (quei pochi che rimangono tali dopo tutte le promozioni elargite a larghe maniche), che hanno mutato profilo (per progressione interna o altro), diventando impiegati, o che si fanno dichiarare parzialmente inidonei al servizio esterno per motivi di salute, (non è difficile ottenerlo), per essere poi adibiti a servizio sedentario (quindi in ufficio), continuano a percepire l’indennità di vigilanza, quella di PS e quella di turno e a fare 35 ore settimanali. Questi signori, più che privilegiati, con il nuovo sistema pensionistico matureranno il diritto di andare in pensione prima degli altri. Complimenti! E siatene certi… saranno tanti!

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Riforma delle pensioni. Battute finali.

18/07/2007 - Assistiamo con estrema apprensione al balletto di proposte sulla riforma delle pensioni. Da una parte Sindacati e Partiti di Sinistra pretendono l’eliminazione dello scalone, minacciando scioperi e crisi di governo, (secondo il loro modo di interpretare la democrazia), dall’altra i partiti moderati di maggioranza cercano di resistere, consapevoli del grave e irreparabile danno che le richieste (imposizioni) dell’ala radicale provocherebbero al sistema e alle future generazioni. Ma ora che qualcuno ha mostrato gli attributi e ha dichiarato di non voler subire tali prepotenze, (addirittura di non poter più tollerare la loro presenza nella compagine governativa), la cordata Sindacati e Sinistra estrema ha dovuto abbassato le penne, con l’unico obiettivo di salvare in qualche modo la loro modesta credibilità, ammesso che ce l’abbiano ancora.
L’ultima proposta emersa, (sconsiderata anch’essa), è quella di innescare l’immancabile possibilità di subire forzature e di gestire clientele e favoritismi nel sistema pensionistico, (come se quelle già esistenti non bastassero), con il distinguo dei “lavori usuranti”. Così, con il passare del tempo, ne vedremo delle belle. Spero che qualcuno ne impedisca l’introduzione.

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Commento: Basta con le discriminazioni e i favoritismi nel sistema pensionistico italiano. La distinzione per i "Lavori usuranti" è un'ennesima occasione per consentire forzature, favoritismi e privilegi. Se passerà, ne vedremo delle belle, e nessuno potrà ripararle nel futuro, così come avviene per una infinità di storture create dai soliti demagoghi, che vogliono far credere di essere migliore degli altri.

Privilegi pensionistici e vitalizi a 2.238 ex parlamentari.
Non rientrano in alcuna riforma delle pensioni.

03/02/2007 - I privilegi parlamentari non hanno distinzione partitica e permangono con il consenso unanime di tutti. Il vitalizio pensionistico di cui godono 2.238 ex senatori ed ex deputati, si aggira dai 3 ai 10 mila euro al mese, senza limiti di età ed è cumulabile con qualsiasi altro reddito. Leggo che uno dei più giovani e noto leader di sinistra, 51 anni di età, con soli 23 anni di contributi versati, dal 2005 riscuote dalla Camera un vitalizio mensile di 9 mila euro lordi che si aggiunge allo stipendi di sindaco di circa 5.500 euro netti al mese. Nessun tormento per il fatto che i comuni mortali non potranno andare in pensione prima di 60 anni. Un noto ex parlamentare eletto nelle liste dei Radicali, leader di associazione sovversiva e insurrezionale contro i poteri dello Stato, fuggito in Francia dopo poche settimane, per scampare da un sicuro arresto, percepisce una pensione parlamentare di 3 mila e 108 euro al mese.
Tra tanti beneficiari di pubblica pensione vi sono professionisti e industriali facoltosi e persone appartenenti a famiglie ricche sfondate.
Commento 1 = I nostri politici, sulla necessità di ridurre gli sprechi e risanare i conti pensionistici, si accapigliano con gli scaloni, con l’innalzamento dell’età pensionabile e con lo scippo delle liquidazioni, ipotizzando riforme comunque punitive solo per i cittadini e per i lavoratori, che non si sognano minimamente di rimuovere pensioni e vitalizi facili e incivili trattamenti di favore.
Commento 2 = Se si consente a coloro che democraticamente deleghiamo all’esercizio del potere dello Stato, di attribuirsi autonomamente privilegi e condizioni di eccessivo favore, (che nessuno potrà mai rimuovere), ciò vuol dire che non ci interessa e non aspiriamo a ottenere giustizia e imparzialità dall’attività di qualunque governo, in quanto legittimate.
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Nel 2005, avevamo ancora un baby pensionato su 3.
In proporzione, ogni 100 lavoratori attivi ce n’erano 71 pensionati.
E la situazione attuale non è che sia cambiata di molto.

18/01/2007 – Secondo uno studio dell’Istat, nel 2005 ogni 100 lavoratori attivi c’erano una settantina di pensionati, dei quali il 36% ha meno di 36 anni, il 27,7% un’età compresa tra i 40 e i 64 anni, e gli importi dei redditi pensionistici sono molto variegati.
Commento = Spaventa e lascia costernati constatare che, di questo gravissimo danno per l’intera collettività e della inaudita sperequazione di trattamento perpetrata sui cittadini, non sia stato individuato alcun responsabile. Oggi, che la situazione appare catastrofica e non si fa altro che parlare di riforma del sistema pensionistico, con l’unica conseguenza prevedibile di penalizzare ulteriormente i futuri pensionati i quali, peraltro, finiranno per vedersi scippare anche la liquidazione, continuano a persistere vergognosi e intollerabili privilegi che i parlamentari, ai quali è affidato il compito di garantire giustizia ed equità per tutti, è riconosciuta la facoltà di attribuirsi unilateralmente, la pensione dopo soli 2,5 anni di attività parlamentare. Scusatemi se lo trovo scandaloso.
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Condannato il Cda dell’INPS per rimborso spese di trasferta non dovute.

15/01/2007 - Con sentenza definitiva, la prima sezione della Corte dei conti, in sede d’appello, ha condannato i dieci membri del Cda dell’INPS per aver procurato, con colpa grave, un danno all’erario, rimborsando le spese di missione non spettanti (viaggi, vitto e alloggio) a un loro consigliere.
Commento: Gran parte dei contributi versati dai lavoratori vengono utilizzati per amministrare il sistema pensionistico. Possibile che non può essere idetato un nuovo sistema che riduca sensibilmente i costi del personale, e soprattuto degli alti stipendi dei dirigenti, dei consigli di amministrazione, delle commissioni e di una infinità di altre cose che depauperno sensibilmente le pensioni da corrispondere e aggravano il deficit.
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Allarme della Corte dei conti sul sistema pensionistico.

31/12/2006 - Il presidente della Corte dei Conti, in occasione dell’avvio dell’anno giudiziario, confermando il giudizio del Fondo Monetario Internazionale, ha lanciato l’allarme del possibile collasso del sistema pensionistico se non si provvede all’innalzamento dell’età pensionabile e al ritocco dei coefficienti. Inoltre, i magistrati contabili denunciano che il ricorso alla corruzione è ancora troppo diffuso in Italia (peculato, appropriazione indebita, irregolarità fiscali e negli appalti pubblici) e che le anomalie nei bilanci pubblici determinano il grave fenomeno della spesa fuori controllo.
Commento = Tutto giusto. Come mai non si provvede a condannare amministratori e dirigenti pubblici al risarcimento di tasca propria, dei continui danni erariali causati dall’adozione di provvedimenti in difformità a precise disposizioni di legge e contrattuali? Per esempio, le giuste rivendicazioni risarcibili con moneta contante da parte del personale impropriamente e volutamente assumnto o utilizzato in modo illegittimo. Perché deve essere l’ente pubblico a pagare, e quindi i cittadini? Io ritengo che l’inefficienza del sistema risarcitorio sia la causa primaria della perenne mala amministrazione e dell’incremento incontrollato degli sprechi e della spesa pubblica.
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In pensione dopo soli 25 anni di servizio.
Privilegi pensionisitici illegittimi e discriminati verso tutti gli altri lavoratori e pensionati e aggravio di costi, di cui nessuno è responsabile, di cui nessuno risponde.

Leggo da La Stampa del 2/11/2006 che la Corte dei conti siciliana ha accolto il ricorso di n. 102 dipendenti della Regione Sicilia che reclamano il diritto di andare in pensione con venticinque anni di anzianità di servizio anziché trentacinque, come previsto per tutti gli altri lavoratori d’Italia. Questo provvedimento potrebbe interessare diversi altri dipendenti pubblici della regione, con conseguenze economiche pesantissime per le casse regionali e per il sistema pensionistico nazionale.
Commento: Sindaci e Presidenti di regione continuano a lamentarsi per i forti debiti di bilancio, in costante incremento annuo, di cui non si sentono responsabili, invocano nuovi e più consistenti trasferimenti di fondi statali e chiedono autonomia impositiva. Ma non rispondono dei gravissimi danni economici che producono. Bel modo di governare la cosa pubblica!

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