|
|
|
|
|
Assenteismo
e arresto di fannulloni a Perugia.
18/07/2007
- Due dipendenti ospedalieri sono finiti in carcere, e altri dieci ai
domiciliari, nell’ambito di un’indagine sull’assenteismo.
Gli indagati in stato di libertà sarebbero una sessantina. L’indagine,
condotta dai carabinieri del Nas, riguarda medici, docenti, coordinatori
e capi sale, infermieri e personale amministrativo e tecnico, accusati
di lasciare il posto di lavoro mediante l’illecito uso del badge
marcatempo a opera di terzi. I Reati ipotizzati sono di falso in atto
pubblico e truffa aggravata.
Commento: Si tratta di una pratica molto diffusa
nel pubblico impiego. Chissà perché a nessuno interessi?
Bisognerebbe iniziare con una serie di inchieste interne e incastrare
i dirigenti e i capi servizio responsabili di non adempiere a uno dei
principali dovetri di servizio, quello dell'assegnazione dei compiti
al personale dipendente, del controllo dei risultati e dell'intervento
obbligatorio nei casi di inadempienze.
Indietro
Dipendenti
di Unità Sanitaria Locale denunciati per truffa
allo Stato.
12/07/2007
- Alcuni cittadini, che per diversi giorni non erano riusciti a sbrigare
delle pratiche a causa della continua assenza degli impiegati, si sono
rivolti ai carabinieri i quali, dopo adeguato appostamento, hanno colto
sul fatto quattro impiegati, denunciandoli per truffa allo Stato, perché,
dopo aver timbrato l'orario di entrata in ufficio con il tesserino magnetico
personale, sono usciti per allontanarsi dalla sede centrale senza richiedere
apposita autorizzazione. Nei loro confronti, la Procura ha aperto un'inchiesta.
Mi è stato riferito che, in diversi Enti
Pubblici, non solo gli impiegati escono dalla sede di lavoro senza autorizzazione,
ma addirittura arrivano in notevole ritardo o terminano il servizo in
anticipo perché lasciano il tesserino magnetico a un collega
che timbra l'orario insieme al suo.
Commento = Come mai i Pubblici Amministratori
e i Pubblici Dirigenti permettono che ciò accada, fingendo di
non vedere e di non sapere, e perché non intervengono con provvedimenti
adeguati? Come mai tale negligenza non costituisce inadempienza ai doveri
d'ufficio anche del dirigente? Nelle imprese private tutto questo non
accade, ecco perché tutti vogliono il posto pubblico. Poi ci
si offende quando qualcuno afferma che nel Pubblico Impiego ci sono
tanti fannulloni e la produttività è troppo bassa. Possibile
che per garantire correttezza e buona amministrazione occorre l'intervento
dei carabinieri e della magistratura?
Indietro
|
Inefficienze nell'Ente Pubblico? Colpa del dirigente.
18/04/2007
- Finalmente si riparla di assenteismo del pubblico dipendente. Solo
che ci si dimentica di far rilevare che la responsabilità principale
non solo dell’assenteismo, ma della inefficienza dell’Ente
Pubblico, è attribuibile direttamente al dirigente che non vede,
non sente e non parla e finge di non accorgersi dei dipendenti che non
lavorano, non timbrano o si fanno timbrare il cartellino (o tesserino
magnetico) e poi non sono presenti in ufficio, (forse perché
il dirigente fa anche peggio, avendo conquistato il diritto di non timbrare
e di non rispettare l’orario di lavoro). E, all’atto della
valutazione annuale dei dipendenti (vedi meritocrazia), il punteggio
maggiore lo attribuisce proprio agli assenteisti e ai fannulloni e ai
meno meritevoli, perché suoi amici o amici del sindacato o dei
politici. Autrice:
Barbara, di Cagliari
Indietro
|
Medici
e fannulloni. Non solo questi.
11/04/2007 - Quello del certificato medico è
solo un aspetto negativo delle infinite possibilità di assentarsi
”gratis” esistenti nel Pubblico Impiego. E ad ogni nuovo
governo, c’è sempre un ministro tanto bravo che ne inventa
qualcuna in più. A questo aggiungiamo che la produttività
spetta anche a chi è sempre assente, che il dirigente, nel predisporre
le schede annuali di valutazione, (che peraltro incidono sulle progressioni
economiche unitamente ai costosissimi corsi di aggiornamento cui accedono
solo i cocchetti e creano vergognosi e intollerabili favoritismi e disparità
di trattamento fra dipendenti), premia con punteggio massimo o quasi,
proprio coloro che meritano di meno, che si fanno timbrare il cartellino
senza andare in ufficio o per arrivare con tutto comodo, che escono
dall’ufficio e spariscono in continuazione, che passano la giornata
senza fare niente o per disturbare i colleghi che invece vorrebbero
lavorare. Quello del certificato medico facile non è che un elemento
delle innumerevoli occasioni di assenteismo nel Pubblico Impiego, che
nessuno dei politici ha interessa ad eliminare, perché potrebbero
comportare una perdita di voti. L'inefficienza paga di più. Autrice:
Noemi,
di Genova
Indietro
|
|
Meritocrazia: opportunità per ulteriori discriminazioni
tra il personale
9/04/2007
- La meritocrazia nel contratto degli Statali e degli Enti Locali, in
assenza di metodi obiettivi e di perfetta giustizia di valutazione,
rappresenta una ghiotta occasione di aumentare le possibilità
clientelari e i favoritismi già esistenti, per gli amici del
sindacato, dei dirigenti e dei politici, a danno dei colleghi discriminati
che ne risentono anche psicologicamente, con notevole calo della produttività
e dell'efficienza. E a beneficiarne saranno sempre i meno meritevoli.
Questo è il solito metodo della sinistra di voler fare sembrare
ottime le cose pessime.
Spero che qualcuno se ne accorga in tempo. Aurote:
Roberto, di Frosinone
Indietro
|
Precariato
e ingiustizie sui disoccupati
13/03/2007
- La Legge Finanziaria 2007 consente di stabilizzare i precari, mediante
assunzione in ruolo di coloro che abbiano maturato almeno tre anni di
servizio, anche non continuativo, previo superamento di una prova selettiva,
se non già sostenuta in precedenza. Sono però esclusi
“i portaborse”, e la copertura dei posti è condizionata
dalla spesa che ne consegue, con la conseguenza che l’incremento
di quella per il personale comporta la riduzione delle disponibilità
finanziarie per altre materie. E ciò per non aggravare
i bilanci e non incrementare il debito pubblico.
Nelle intenzioni, queste dovrebbero essere le garanzie per un corretto
comportamento degli Enti Pubblici.
C'è però già chi sostiene di poter consentire agli
Enti Pubblici di stabilizzare i precari senza necessità organiche,
senza limiti e senza selezioni, primi fra tutti proprio i collaboratori
politici e portaborse. Sono sicuro che in prossimità
di una campagna elettorale, gli Enti Pubblici si scateneranno nell'assumere
personale anche in esubero, in cambio di voti, incrementando così
il debito pubblico e scaricandone le conseguenze economiche sulle Amministrazioni
che verranno e sui cittadini che dovranno sostenere ulteriori incrementi
dei prelievi fiscali.
Per impedire lo sfacelo completo, dovrebbero isistere
delle forme concrete di tutela dei Bilanci Pubblici e dei cittadini,
con addebito di responsabilità risarcitoria sugli Amministratori
e sui Dirigenti pubblici che operano giocando sulle leggi e al limite
della legalità. Purtoppo, nonostante i controlli della Corte
dei Conti, che non risponde di sviste e di mancati interventi, ciò
non avviene quasi mai.
Non posso fare a meno di chiedermi se
sia questa la tanto sbandierata
politica di oculatezza, di buon governo e di giustizia dell’attuale
Governo di Centro-Sinistra. Chi risanerà le già deficitarie
casse degli Enti Pubblici, costretti a subire gli effetti devastanti
“del voto di scambio” determinati dalle assunzioni inutili
e dal rigonfiamento forzoso degli organici, già abbastanza appesantiti
da dipendenti che non hanno competenze da svolgere, perché trasferite
alle cooperative, alle aziende municipalizzate, alle ditte esterne,
ai consulenti e simili? Risolveremo con richieste di aumenti di trasferimenti
di risorse economiche statali o giustificando inasprimenti fiscali locali?
E chi garantisce i disoccupati (quelli giudiziosi, che si comportano
bene e non frequentano certi ambientini), che al termine degli studi
non trovano lavoro?
A iniziare dal 1987, quando si è cominciato
a parlare in concreto di progetti per giovani e disoccupati, il concetto
di concorso per accedere agli Enti Pubblici, espressamente stabilito
dalla Costituzione, a garanzia della pari opportunità di trovare
lavoro, è andato a scemare. Non si fa altro che creare precariato
con metodi clientelari, con progetti temporanei di dubbia utilità
che non scadono mai, raccogliendo in particolare persone di una certa
area, per poi costringere gli enti pubblici ad assumere, a gonfiare
gli organici, a determinare un calo verticale di professionalità
e di produttività, in barba a qualunque principio di equità
e di giustizia sul lavoro. E a pagarne le conseguenze sono solo i giovani
assennati, che studiano per costruirsi un domani, che non scendono in
piazza a manifestare per imporre forzature, costretti, chissà
con che rabbia e con quale frustrazione, a vedersi scavalcare dagli
amici di certi politici e a rimanere disoccupati.
E
noi cittadini, siamo sempre disposti a sostenere elettoralmente questo
modo di fare politica? Non riteniamo di
dover pretendere norme e procedure di assunzione che garantiscano pari
opportunità e giustiza nel mondo del lavoro, che impediscano
clientele e favoritismi da società del terzo mondo?
Prima dei precari, che il più delle volte vengono creati clientelarmente
e che almeno un po' lavorano, credo che dovremmo batterci per i disoccupati,
per chi il lavoro non ce l'ha e non riesce a trovarlo?
Proposta
1 - (Assunzioni)
- Nel pubblico impiego si accede solo
per concorso o selezione aperta a tutti coloro che sono in possesso
dei requisiti di legge, senza particolari privilegi per il precariato
che possano impedire un'equa valutazione di merito. (Ciò per
impedire clientele e favoritismi e per riconoscere pari opportunità
a tutti i disoccupati)
Proposta n. 2 - (Spesa pubblica) - La
spesa per il personale e quella di funzionamento non dovrebbe superare
una determinata proporzione rispetto alla spesa glibale e in relazione
alle effettive disponibolità finanziare dell'ente.
(Ciò indurrebbe i pubblici amministrtatori e utilizzare con maggiore
oculatezza le risorse umane e quelle finanziarie, senza aggravare il
debito pubblico di cui dovrebbero rispondere personalmente).
Indietro
|
Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro EE.LL. Possibilità
clientelari.
10/03/2007 - Alcuni dipendenti del comune di Tivoli, in riferimento
alle progressioni economiche orizzontali attribuite nei vari anni, hanno
voluto segnalare all’Amministrazione e al Sindacato, in modo formale
con nota sottoscritta, che le stese vengono effettuate senza assicurare
giustizia ed equità di trattamento per tutti, ma con sistemi
che a buona ragione possono definirsi clientelari a tutti gli effetti.
Il Contratto non fornisce la minima garanzia di obiettività,
e ciò anche perché la valutazione del dirigente e l’anzianità
di servizio (peraltro quasi del tutto annullata) risultano ormai del
tutto ininfluenti e fortemente sovrastate, ai fini dell’attribuzione
dei punteggi finali per le graduatorie, dalle giornate di formazione
e aggiornamento, che vengono autorizzate in modo clientelare (solo per
gli amichetti) e alle quali si partecipa non per aggiornarsi e migliorare
la propria professionalità, ma per acquisire titoli allo scopo
di carpire e scippare il passaggio economico ai colleghi, (la guerra
tra poveri). La conseguenza è che ogni due anni, le nuove posizioni
economiche vengono attribuite sempre agli stessi, cioè ai ben
noti furbetti e cocchetti dei sindacati, dei politici e dei dirigenti,
- spesso si tratta proprio dei dipendenti meno meritevoli -, sulla base
di scelte discrezionali e ppositamente studiate dalla “bella
combriccola” della delegazione trattante decentrata,
composta dai Sindacati e dai rappresentanti dell’amministrazione.
Proprio per questa finalità, si è scatenata una folle
rincorsa da parte di tutti i dipendenti, all'ottenimento di giornate
di formazione, che peraltro comportano il sostenimento di ingenti risorse
economiche da parte dell’ente, che potrebbero essere risparmiate
e utilizzate in modo migliore, magari gratificando proprio il personale
dipendente, ma con metodi di assoluta obiettività ed evitando
deprimenti disparità di trattamento e vergognosi favoritismi.
Ciò accade grazie all'inqualificabile atteggiamento di quei dirigenti,
del tutto privi del senso di giustizia, di onestà e di serietà
professionale, che con i corsi di aggiornamento e con le schede di valutazione
cercano di favorire i propri dipendenti a scapito degli altri, nonostante
il calo di produttività che ciò comporta, in quanto, con
questo sistema, si finisce per premiare proprio coloro che se ne vanno
in giro in continuazione lasciando con frequenza davvero eccessiva il
proprio posto di lavoro, dimostrando così che la loro presenza
in servizio non è necessaria, e causando, peraltro, pericolosi
riflessi psicologici negativi e depressivi sui dipendenti che, pur facendo
il proprio dovere, sono costretti a subire discriminazioni e umiliazioni
avvilenti nel vedersi scavalcare dai colleghi, anche dai meno meritevoli.
I firmatarii, pertanto, chiedono l'adozione di una nuova procedura che
consenta a tutti i dipendenti che non hanno subito formali note
di demerito, di ottenere il tanto agognato incremento salariale
orizzontale, facendo in modo che, chi ha goduto dell'attribuzione di
una nuova posizione economica, prima di ottenerne un'altra, dovrà
attendere che il medesimo beneficio sia stato riconosciuto anche a tutti
gli altri dipendenti, ad evitare così, come avviene attualmente,
di fare in modo che "i furbetti, i belli e i cocchetti" ogni
due anni ottengono un nuovo passaggio orizzontale mentre i brutti anatroccoli,
pur facendo il proprio dovere, rimangono al palo, a farsi scoppiare
il fegato e cadere nella depressione per la gravissima e intollerabile
discriminazione subita ad opera dei propri colleghi.
Commento = Meraviglia molto che il Sindacato
sia tacitamente consenziente e accetti che il CCNL degli EE.LL. consenta
facili possibilità di discriminazioni avvilenti, clientele e
favoritismi sul personale da parte dei dirigenti e dei politici, con
la complicità dei sindacalisti di base, senza che al dipendente
sia concessa la minima possibilità di difendere la propria persona
e la propria dignità di lavoratore. Anzi, temo che la cosa non
sorprenda affatto...
Indietro
|
Breve
commento su alcuni punti del Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro
dei dipendenti degli Enti Locali.
Tivoli,
7/10/2005
1) L’attribuzione delle progressioni economiche orizzontali con
metodi non obiettivi, (in quanto non esistenti) determina, nonostante
i buoni propositi, discriminazioni e favoritismi inaccettabili e crea
gravi disagi psicologici ai dipendente che, pur in assenza di note di
demerito, si vedono scavalcare dai furbi, dagli scaltri e dagli amici
degli amici. (La prima conseguenza è il calo di produttività).
L’attuale metodo non premia affatto i più meritevoli, ma
crea una inconcepibile guerra tra lavoratori perché, per ottenere
un piccolo incremento salariale, occorre scipparlo al collega;
2) Nelle progressioni verticali, l'attribuzione dei punteggi ai titoli
(spesso determinanti – e mi riferisco in particolare ai cosiddetti
corsi di aggiornamento professionale o scalda sedie, peraltro abbastanza
costosi per l’Ente Pubblico ), annulla totalmente la pretesa di
voler valutare e premiare la maggiore capacità professionale,
che, a mio avviso, non può prescindere dall'esperienza di lunghi
anni di lavoro (che non si acquisisce con il solo titolo di studio),
e deve tenere conto della componente di rilievo legata all’osservanza
dei doveri d’ufficio primari, a iniziare dal rispetto scrupoloso,
dell'orario di lavoro (i dirigenti ne sono esenti) e il non abuso delle
infinite possibilità di assenteismo, in costante incremento.
Ogni tanto se ne aggiunge una nuova grazie al solito politico buonista);
3) la costituzione di un “Fondo” per finanziare il salario
accessorio, (e non solo), costituisce un’altra grave forma discriminante
tra dipendenti in servizio in diversi enti, in quanto la virtuosità
di un ente (vedi maggiori disponibilità finanziarie) dipende
in larghissima misura dagli amministratori e dai dirigenti, delle cui
incapacità non possono risponderne economicamente i lavoratori.
Per inciso, non è assolutamente possibile accettare che in determinati
enti, le progressioni orizzontali (ed anche molte verticali), vengono
attribuite con frequenza maggiore (in diversi enti sono state conferite
a tutti annualmente – e nessuno ne risponde) mentre in altri vengono
date con il contagocce, con la conseguenza che lavoratori di uguale
profilo rimangono retribuiti in modo diverso dai colleghi privilegiati
di altri enti, e ciò si nota moltissimo nei casi di mobilità;
4) Non è più possibile accettare che ad ogni nuovo contratto
degli Enti Locali risultino continui distinguo e ulteriori benefici
per il personale della Vigilanza Urbana. In uno stesso ente non vi possono
essere lavoratori di serie A e di serie B e coloro che beneficiano di
ulteriori trattamenti di favore grazie a un forte potere contrattuale
sindacalizzato.
5) La scheda di valutazione da parte del dirigente rappresenta un'altra
grave possibilità di clientelismo e di favoritismo inaccettabile
perché viene redatta con metodologia che non garantisce affatto
obiettività e perequazione, ma è lasciata alla libera
discrezionalità di chi la redige. I dirigenti hanno dimostrato
(e non era possibile sperare diversamente) di non garantire alcuna uniformità
ed equità di giudizio. E su questo non esistono possibilità
di difesa del lavoratore. Basterebbe dare un’occhiata alle schede
redatte negli anni passati per rendersi conto che ad ottenere le valutazioni
migliori affatto i dipendenti e più meritevoli e più capaci,
ma soprattutto quelli più simpatici ai dirigenti, ai politici
e ai sindacati. Ritengo che la carriera del pubblico dipendente non
possa essere legata a metodologie di valutazione individuale e di assoluta
discrezionalità che non riescono a garantire alcuna equità
o giustizia. Molto meglio ripristinare automatismi, in assenza di note
di demerito), non manipolabili dalla politica, dal clientelismo e dalla
incapacità o iniquità di giudizio del dirigente.
Meraviglia e lascia abbastanza perplessi il fatto che le Organizzazioni
Sindacali, con il pretesto di voler premiare chi merita... sic...) non
abbiano nulla da ridire e accettino contratti di lavoro che, senza ombre
di dubbio, creano sperequazioni di trattamento e gravi ingiustizie tra
lavoratori della medesima categoria. Anzi, non mi meraviglia affatto.
Indietro
|
| |
|
|